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Crimini & Disastrimartedì 30 giugno 2026

Nigeria, assalto a scuola nel Borno: decine di studenti rapiti durante gli esami

Uomini armati hanno attaccato un istituto a Lassa mentre si svolgevano le prove nazionali; uccisi due insegnanti, 36-37 i dispersi secondo i genitori, 10 le persone liberate dai militari.

Lunedì mattina, un commando di uomini armati ha fatto irruzione nella Government Day Secondary School di Lassa, nello Stato nigeriano del Borno, mentre centinaia di studenti erano riuniti per sostenere gli esami del National Examinations Council. Testimoni e autorità locali riferiscono che gli assalitori hanno aperto il fuoco, uccidendo sul colpo un insegnante che si era rifiutato di seguirli e ferendone un altro, poi ricoverato in ospedale. Un secondo docente e un agente della sicurezza civile sono stati uccisi durante l’inseguimento ingaggiato dalle forze armate, secondo quanto comunicato dal comando militare della regione.

Il bilancio delle persone rapite resta incerto e le cifre fornite dalle diverse fonti divergono sensibilmente. L’esercito nigeriano, attraverso il portavoce dell’operazione Hadin Kai, ha confermato di aver tratto in salvo dieci persone – studenti e insegnanti – dopo un conflitto a fuoco nella zona di Daggu, durante il quale sono stati recuperati sette motocicli e inflitte perdite ai fuggitivi. I genitori degli alunni, tuttavia, hanno compilato un registro dei dispersi che al momento conta 36 o 37 nomi, in maggioranza ragazze: 25 femmine e 11 maschi, quasi tutti iscritti ai primi due anni della scuola secondaria superiore. Un elenco analogo, autenticato dal consigliere comunale di Lassa, include 36 studenti, mentre il presidente dell’area di governo locale ha parlato di 39 persone coinvolte, compresi tre membri del personale scolastico.

La comunità ha reagito con rabbia alla visita di una delegazione del governo statale guidata dal commissario all’Istruzione. I giovani del villaggio hanno contestato i rappresentanti istituzionali, impedendo loro di tenere discorsi e scandendo slogan come «Non giocate con i nostri figli». Il governatore del Borno, Babagana Umara Zulum, ha disposto la chiusura temporanea di tutte le scuole nei centri di Dille, Lassa e Chul, autorizzando il trasferimento degli esaminandi in una sede più sicura. L’attacco si inserisce in una sequenza di rapimenti di massa che da oltre un decennio colpiscono le istituzioni educative del Nord-Est della Nigeria, epicentro dell’insurrezione di Boko Haram e della sua fazione legata allo Stato Islamico in Africa Occidentale (ISWAP).

Per l’Europa e l’Italia, la cronica instabilità del Sahel e del bacino del Lago Ciad rappresenta un fattore di pressione migratoria e un potenziale terreno di coltura per reti jihadiste transnazionali. Analisti di Bruxelles osservano che il ripetersi di attacchi contro le scuole – dal rapimento delle 270 ragazze di Chibok nel 2014 a quello di oltre 200 bambini a Kuriga nel 2024 – mina alla radice lo sviluppo della regione e alimenta flussi di sfollati che possono raggiungere le coste mediterranee. Il presidente nigeriano Bola Tinubu, che ha sospeso viaggi all’estero per seguire la crisi, aveva già chiesto assistenza agli Stati Uniti, mentre l’amministrazione Trump, secondo fonti di stampa russe, avrebbe minacciato un intervento militare qualora le uccisioni di cristiani – comunità numerosa nel Nord del Paese – non cessassero.

Le ricerche dei dispersi proseguono nelle aree boschive circostanti, con il supporto di mezzi aerei e di intelligence. Le autorità militari assicurano che l’operazione è ancora in corso e che il numero definitivo delle vittime e dei rapiti potrà essere confermato solo al termine delle verifiche sul terreno.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Il blocco russo non ha riportato la notizia del rapimento di scolari in Nigeria nei materiali forniti.

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martedì 30 giugno 2026

Nigeria, assalto a scuola nel Borno: decine di studenti rapiti durante gli esami

Uomini armati hanno attaccato un istituto a Lassa mentre si svolgevano le prove nazionali; uccisi due insegnanti, 36-37 i dispersi secondo i genitori, 10 le persone liberate dai militari.

Lunedì mattina, un commando di uomini armati ha fatto irruzione nella Government Day Secondary School di Lassa, nello Stato nigeriano del Borno, mentre centinaia di studenti erano riuniti per sostenere gli esami del National Examinations Council. Testimoni e autorità locali riferiscono che gli assalitori hanno aperto il fuoco, uccidendo sul colpo un insegnante che si era rifiutato di seguirli e ferendone un altro, poi ricoverato in ospedale. Un secondo docente e un agente della sicurezza civile sono stati uccisi durante l’inseguimento ingaggiato dalle forze armate, secondo quanto comunicato dal comando militare della regione.

Il bilancio delle persone rapite resta incerto e le cifre fornite dalle diverse fonti divergono sensibilmente. L’esercito nigeriano, attraverso il portavoce dell’operazione Hadin Kai, ha confermato di aver tratto in salvo dieci persone – studenti e insegnanti – dopo un conflitto a fuoco nella zona di Daggu, durante il quale sono stati recuperati sette motocicli e inflitte perdite ai fuggitivi. I genitori degli alunni, tuttavia, hanno compilato un registro dei dispersi che al momento conta 36 o 37 nomi, in maggioranza ragazze: 25 femmine e 11 maschi, quasi tutti iscritti ai primi due anni della scuola secondaria superiore. Un elenco analogo, autenticato dal consigliere comunale di Lassa, include 36 studenti, mentre il presidente dell’area di governo locale ha parlato di 39 persone coinvolte, compresi tre membri del personale scolastico.

La comunità ha reagito con rabbia alla visita di una delegazione del governo statale guidata dal commissario all’Istruzione. I giovani del villaggio hanno contestato i rappresentanti istituzionali, impedendo loro di tenere discorsi e scandendo slogan come «Non giocate con i nostri figli». Il governatore del Borno, Babagana Umara Zulum, ha disposto la chiusura temporanea di tutte le scuole nei centri di Dille, Lassa e Chul, autorizzando il trasferimento degli esaminandi in una sede più sicura. L’attacco si inserisce in una sequenza di rapimenti di massa che da oltre un decennio colpiscono le istituzioni educative del Nord-Est della Nigeria, epicentro dell’insurrezione di Boko Haram e della sua fazione legata allo Stato Islamico in Africa Occidentale (ISWAP).

Per l’Europa e l’Italia, la cronica instabilità del Sahel e del bacino del Lago Ciad rappresenta un fattore di pressione migratoria e un potenziale terreno di coltura per reti jihadiste transnazionali. Analisti di Bruxelles osservano che il ripetersi di attacchi contro le scuole – dal rapimento delle 270 ragazze di Chibok nel 2014 a quello di oltre 200 bambini a Kuriga nel 2024 – mina alla radice lo sviluppo della regione e alimenta flussi di sfollati che possono raggiungere le coste mediterranee. Il presidente nigeriano Bola Tinubu, che ha sospeso viaggi all’estero per seguire la crisi, aveva già chiesto assistenza agli Stati Uniti, mentre l’amministrazione Trump, secondo fonti di stampa russe, avrebbe minacciato un intervento militare qualora le uccisioni di cristiani – comunità numerosa nel Nord del Paese – non cessassero.

Le ricerche dei dispersi proseguono nelle aree boschive circostanti, con il supporto di mezzi aerei e di intelligence. Le autorità militari assicurano che l’operazione è ancora in corso e che il numero definitivo delle vittime e dei rapiti potrà essere confermato solo al termine delle verifiche sul terreno.

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