Accedi
Edizione delle 06:00 CETmartedì 28 luglio 2026
325 testate · 17 lingue597 briefing oggi
Difesa e Sicurezzavenerdì 24 luglio 2026

Bahrain e Kuwait colpiscono in Iran: l'escalation segreta che allarma l'Europa

Secondo fonti del Golfo, i raid aerei mirati a depositi di droni segnano la prima ritorsione diretta dei due Paesi, sostenuti dall'intelligence emiratina, in un conflitto sempre più allargato.

Secondo un rapporto del Wall Street Journal confermato da fonti regionali, all'inizio di luglio forze aeree del Bahrein e del Kuwait hanno condotto attacchi segreti contro depositi di droni e missili in Iran. È la prima azione militare diretta di questi Stati contro Teheran, maturata dopo settimane di attacchi iraniani su basi e infrastrutture nel Golfo: solo il Kuwait ha intercettato oltre 170 missili e 380 droni da febbraio, subendo il danneggiamento di una centrale elettrica e di un impianto di desalinizzazione.

L'operazione, secondo le ricostruzioni fornite da analisti del Golfo, è stata resa possibile dall'intelligence degli Emirati Arabi Uniti, che hanno offerto anche copertura aerea difensiva. Abu Dhabi, già protagonista di raid contro l'Iran nelle prime fasi del conflitto, conferma così la propria postura assertiva. Riad, che aveva partecipato a quelle prime ondate, starebbe ora rivedendo la propria strategia, mentre Oman e Qatar mantengono una politica di equilibrio tra Teheran e l'Occidente, rifiutando il confronto aperto.

Osservatori di Washington e Londra leggono in questa convergenza operativa tra monarchie arabe il superamento della storica dipendenza dalla protezione americana. L'analista Dina Esfandiari ha definito il protrarsi del conflitto «lo scenario peggiore per i Paesi del Golfo», capace di minarne l'immagine di porti sicuri per gli investimenti. Il politologo Umer Karim dell'Università di Birmingham ha aggiunto che i raid riflettono la consapevolezza che «la guerra continuerà ancora a lungo» e che sarà necessario un confronto aperto con l'Iran.

Per l'Europa e per l'Italia, l'escalation in corso mette a rischio la stabilità dello Stretto di Hormuz, via cruciale per le forniture energetiche, e alimenta i timori di nuovi rincari. Fonti di Bruxelles mantengono un profilo di cautela, mentre il vice-ministro degli Esteri iraniano invita l'Europa a farsi «motore della diplomazia» senza però smentire né confermare i raid. I governi di Bahrein e Kuwait non hanno risposto alle richieste di commento. Il dossier resta aperto: nessuna convocazione formale del Consiglio di sicurezza è stata ancora annunciata, ma l'allargamento del conflitto sarà presumibilmente al centro del prossimo Consiglio Affari esteri dell'Unione.

Allarga lo sguardo

Leggi di più
Ultim'ora
Ronaldo sbarca a Hollywood con 'Day 1s', fra set e voci di addio al Portogallo·Il cuore ha un cervello segreto: cosa ci insegnano cani e gatti sullo stress·Il nome come frontiera: quando i figli si ribattezzano per esistere·L’ombra dei favori: il Congresso americano indaga sui rapporti tra Infantino e Trump·L’Australia studia la prima raffineria dal 1965 per blindare la sicurezza energetica·L’offerta di case cresce, ma gli affitti non calano: il paradosso globale del mercato locativo·Tra dolori privati e scherzi pubblici, il Messico si specchia nel suo reality·Asilo negli USA: Trump abolisce il colloquio, i giudici decidono senza intervista·Ronaldo sbarca a Hollywood con 'Day 1s', fra set e voci di addio al Portogallo·Il cuore ha un cervello segreto: cosa ci insegnano cani e gatti sullo stress·Il nome come frontiera: quando i figli si ribattezzano per esistere·L’ombra dei favori: il Congresso americano indaga sui rapporti tra Infantino e Trump·L’Australia studia la prima raffineria dal 1965 per blindare la sicurezza energetica·L’offerta di case cresce, ma gli affitti non calano: il paradosso globale del mercato locativo·Tra dolori privati e scherzi pubblici, il Messico si specchia nel suo reality·Asilo negli USA: Trump abolisce il colloquio, i giudici decidono senza intervista·
Agg. 23:423 lingue · 7 testate
7 testate|3 lingue|2 min lettura
venerdì 24 luglio 2026

Bahrain e Kuwait colpiscono in Iran: l'escalation segreta che allarma l'Europa

Secondo fonti del Golfo, i raid aerei mirati a depositi di droni segnano la prima ritorsione diretta dei due Paesi, sostenuti dall'intelligence emiratina, in un conflitto sempre più allargato.

Secondo un rapporto del Wall Street Journal confermato da fonti regionali, all'inizio di luglio forze aeree del Bahrein e del Kuwait hanno condotto attacchi segreti contro depositi di droni e missili in Iran. È la prima azione militare diretta di questi Stati contro Teheran, maturata dopo settimane di attacchi iraniani su basi e infrastrutture nel Golfo: solo il Kuwait ha intercettato oltre 170 missili e 380 droni da febbraio, subendo il danneggiamento di una centrale elettrica e di un impianto di desalinizzazione.

L'operazione, secondo le ricostruzioni fornite da analisti del Golfo, è stata resa possibile dall'intelligence degli Emirati Arabi Uniti, che hanno offerto anche copertura aerea difensiva. Abu Dhabi, già protagonista di raid contro l'Iran nelle prime fasi del conflitto, conferma così la propria postura assertiva. Riad, che aveva partecipato a quelle prime ondate, starebbe ora rivedendo la propria strategia, mentre Oman e Qatar mantengono una politica di equilibrio tra Teheran e l'Occidente, rifiutando il confronto aperto.

Osservatori di Washington e Londra leggono in questa convergenza operativa tra monarchie arabe il superamento della storica dipendenza dalla protezione americana. L'analista Dina Esfandiari ha definito il protrarsi del conflitto «lo scenario peggiore per i Paesi del Golfo», capace di minarne l'immagine di porti sicuri per gli investimenti. Il politologo Umer Karim dell'Università di Birmingham ha aggiunto che i raid riflettono la consapevolezza che «la guerra continuerà ancora a lungo» e che sarà necessario un confronto aperto con l'Iran.

Per l'Europa e per l'Italia, l'escalation in corso mette a rischio la stabilità dello Stretto di Hormuz, via cruciale per le forniture energetiche, e alimenta i timori di nuovi rincari. Fonti di Bruxelles mantengono un profilo di cautela, mentre il vice-ministro degli Esteri iraniano invita l'Europa a farsi «motore della diplomazia» senza però smentire né confermare i raid. I governi di Bahrein e Kuwait non hanno risposto alle richieste di commento. Il dossier resta aperto: nessuna convocazione formale del Consiglio di sicurezza è stata ancora annunciata, ma l'allargamento del conflitto sarà presumibilmente al centro del prossimo Consiglio Affari esteri dell'Unione.

Divergenza delle fonti

Difesa e Sicurezza · 7 testate · 3 lingue

0%Bassa

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Questa notizia è apparsa su

7 testate · 3 lingue

Allarga lo sguardo

Da Geopolitics & Politics

Trump riceve Zelensky e Netanyahu alla Casa Bianca: due vertici separati per Ucraina e Medio Oriente

8 lingue · 17 testate

Da Economy & Markets

Brasile ricorre all'OMC contro i dazi di Trump: cosa cambia per il commercio globale

1 lingua · 8 testate

Da Technology

L’AI fa impennare i costi degli smartphone: a rischio i modelli sotto i 100 dollari

4 lingue · 7 testate

Leggi di più