
Austria-Algeria 3-3: pari thriller, entrambe agli ottavi, Iran beffato al 96'
In una partita piena di ribaltamenti, il gol di Kalajdzic a tempo scaduto manda sia Austria che Algeria al turno successivo e condanna l'Iran, eliminato nonostante non abbia mai perso.
La qualificazione dell’Austria e dell’Algeria agli ottavi di finale del Mondiale 2026 è stata decisa da un colpo di testa al sesto minuto di recupero. A Kansas City, nell’ultima gara del Gruppo J, gli austriaci pareggiano 3-3 con i nordafricani in una sequenza finale rocambolesca: prima il capitano algerino Riyad Mahrez sembrava aver spento le speranze dell’Austria con il gol del 3-2 al 93’, poi Sasa Kalajdzic, appena entrato, svetta su un cross dalla sinistra e firma il 3-3 che congela il destino di entrambe le squadre. Il risultato manda l’Austria, seconda dietro l’Argentina, a un primo passaggio di turno dal 1982, e l’Algeria tra le otto migliori terze, eliminando l’Iran, che fino a quel momento sperava in una sconfitta di una delle due.
La partita aveva offerto ritmi sostenuti fin dall’inizio. Marko Arnautovic, con un controllo e un tocco sotto misura, aveva portato in vantaggio l’Austria al 28’. L’Algeria rispondeva al 45’ con un’azione personale di Rafik Belghali, che dopo un rimpallo fortunoso si infilava tra due difensori e sparava sotto la traversa. Nella ripresa, ancora emozioni: al 55’ Marcel Sabitzer riprendeva un cross dalla destra e fulminava il portiere avversario con un destro potente; cinque minuti più tardi, Mahrez, servito da Houssem Aouar, insaccava il 2-2. I minuti finali sembravano scorrere senza scossoni, con entrambe le formazioni guardinghe, consapevoli che un pareggio le avrebbe qualificate entrambe. Poi, l’accelerazione finale: Mahrez, lanciato in area, segnava ancora, ma Kalajdzic ribaltava tutto con un colpo di testa che ha gelato l’Iran.
Per la squadra di Amir Ghalenoei, l’eliminazione ha il sapore amaro dell’ingiustizia sportiva: l’Iran esce dal torneo senza mai aver perso – tre pareggi con Belgio, Nuova Zelanda ed Egitto – ma è scavalcato nel ranking delle terze proprio dall’Algeria, che con questo punto sale a quota quattro. A nulla è valso l’imbattibilità, e il rammarico per occasioni sprecate contro l’Egitto, dove un gol nel finale era stato annullato per fuorigioco. L’amarezza è accentuata dalle difficoltà logistiche sofferte durante la competizione: il team iraniano, con base in Messico, ha potuto entrare negli Stati Uniti solo poche ore prima delle partite a causa delle tensioni diplomatiche tra Teheran e Washington, e ha dovuto lasciare il paese subito dopo il fischio finale. Il capitano Mehdi Taremi aveva definito la situazione un “disastro”, ma sul piano sportivo la squadra esce a testa alta.
Per l’Austria, il pareggio rappresenta una svolta generazionale: per la prima volta dal 1982, la nazionale biancorossa supera la fase a gironi e ora affronterà la Spagna campione d’Europa a Los Angeles. L’Algeria, invece, si ripete dopo il traguardo raggiunto nel 2014 e troverà la Svizzera a Vancouver. Entrambe le sfide, ai raggi X degli ottavi, promettono di incrociare in modo imprevedibile le traiettorie di gloria e di rimpianto.
| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa israeliana | −0.70 | critical |
Il resoconto mondiale elenca le squadre qualificate senza enfasi.
La semplice elencazione dei fatti senza commento crea l'impressione di obiettività.
Non menziona le circostanze dell'eliminazione dell'Iran, come il gol al 96'.
L'Iran viene presentato come un attore aggressivo che usa i tribunali per attaccare gli Stati Uniti.
La focalizzazione sulle azioni legali dell'Iran e la mancanza di contesto sportivo sposta l'attenzione sulla presunta pericolosità del regime.
Non menziona l'eliminazione dell'Iran dai Mondiali, che potrebbe umanizzare il paese.
Allarga lo sguardo
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