
Fratelli Tate in tribunale a Miami: si oppongono all’estradizione nel Regno Unito
Andrew e Tristan Tate contestano le accuse di stupro e tratta; il legale denuncia una “caccia alle streghe politica”, mentre la procura britannica elenca 59 capi d’imputazione.
Andrew Tate e suo fratello Tristan sono comparsi lunedì in un tribunale federale di Miami per l’avvio della procedura di estradizione verso il Regno Unito. Arrestati sabato dalle autorità statunitensi su richiesta della Crown Prosecution Service, i due influencer – con doppia cittadinanza britannica e statunitense – restano in detenzione federale in attesa delle udienze. Indossavano tute carcerarie e manette, senza rilasciare dichiarazioni durante la breve comparizione.
Secondo la procura britannica, i nuovi capi d’accusa riguardano quattro vittime aggiuntive e si sommano a quelli già notificati, portando il totale a 59 imputazioni: 42 per Andrew, 17 per Tristan. I reati contestati, che si sarebbero consumati tra il 2010 e il 2017, includono stupro, tratta a fini di sfruttamento sessuale, lesioni personali e detenzione di materiale pedopornografico. Le autorità del Bedfordshire hanno trasmesso le prove che hanno indotto la magistratura a procedere, portando a sette il numero complessivo delle presunte vittime nel solo Regno Unito.
Il legale dei Tate, Joseph McBride, ha annunciato l’opposizione all’estradizione, definendo le accuse “spazzatura” e “una montatura politica”. Ha collegato l’arresto a una recente visita dei fratelli a Washington, dove avrebbero incontrato membri del Congresso, e ha evocato un possibile intervento dell’amministrazione Trump. Tali affermazioni, tuttavia, non sono state accompagnate da elementi di prova e restano al momento dichiarazioni di parte.
I due fratelli sono figure di spicco della cosiddetta “manosfera”, noti per contenuti che esaltano la mascolinità tossica e la misoginia. Oltre al procedimento britannico, sono indagati in Romania per tratta di minori e riciclaggio – inchiesta arenatasi per vizi procedurali – e negli Stati Uniti devono rispondere a una causa civile per coercizione sessuale. Dopo aver lasciato la Romania nel 2025, si erano stabiliti in Florida, dove a marzo 2025 era stata aperta un’indagine penale statale dall’esito ancora ignoto.
Il giudice federale ha fissato la prossima udienza al 27 luglio. La decisione finale sull’estradizione spetterà al Segretario di Stato americano, una volta esauriti i gradi di giudizio e gli eventuali appelli, in un iter che potrebbe durare mesi o anni.
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Le autorità americane e britanniche procedono con l'estradizione nel rispetto delle procedure legali.
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