
Apple perde il ricorso: la Corte Ue conferma gli obblighi del Digital Markets Act
La sentenza del Tribunale di Lussemburgo rafforza la posizione di Bruxelles nella regolamentazione delle piattaforme dominanti, respingendo le contestazioni su App Store e iOS.
La Corte generale dell’Unione europea ha respinto integralmente il ricorso presentato da Apple contro la designazione del suo negozio di applicazioni App Store e del sistema operativo iOS come servizi di piattaforma di base soggetti agli obblighi del Digital Markets Act (DMA). Con la stessa decisione, il tribunale con sede in Lussemburgo ha dichiarato inammissibile l’azione legale relativa al servizio di messaggistica iMessage, sul quale la Commissione europea aveva già rinunciato a imporre ulteriori vincoli. La pronuncia, secondo fonti giuridiche comunitarie, consolida l’autorità dell’esecutivo di Bruxelles nell’applicare la nuova architettura regolatoria del digitale.
Il DMA, entrato in vigore nel novembre 2022 e applicato a partire dal maggio 2023, impone una serie di obblighi e divieti alle grandi piattaforme che fungono da intermediari tra imprese e utenti finali. Le società designate come «gatekeeper» – tra cui figurano anche Meta e ByteDance – devono garantire, ad esempio, la possibilità di installare negozi di applicazioni alternativi, l’uso di sistemi di pagamento esterni e l’interoperabilità dei servizi di messaggistica. L’obiettivo dichiarato dalla Commissione europea è di aprire i mercati digitali alla concorrenza e offrire ai consumatori europei una scelta più ampia, con sanzioni che possono raggiungere il 10 per cento del fatturato annuo globale dell’azienda inadempiente.
Apple ha ribadito la propria critica alla normativa, sostenendo che il mandato del DMA eccede i limiti della legalità e della proporzionalità. Secondo la società di Cupertino, le regole rischiano di erodere le protezioni della privacy e della sicurezza costruite in decenni, esponendo gli utenti a nuove vulnerabilità. Questa posizione riflette una tensione più ampia tra Washington e Bruxelles: anche Meta e ByteDance hanno avviato contestazioni giudiziarie contro il regolamento, considerato da più parti nell’industria tecnologica statunitense come un vincolo eccessivo all’innovazione e ai modelli di business consolidati.
La sentenza non è definitiva: Apple può ancora ricorrere alla Corte di giustizia dell’Unione europea, la massima istanza giudiziaria comunitaria. Tuttavia, la decisione di primo grado rafforza la posizione delle autorità antitrust europee, impegnate in parallelo in indagini sulla conformità di diversi gatekeeper. Il dossier resta aperto, ma l’orientamento della giurisprudenza europea sembra confermare la determinazione dell’Unione a imporre un nuovo quadro regolatorio all’economia digitale, con ricadute dirette anche per gli sviluppatori e i consumatori italiani, che potranno beneficiare di un ecosistema di applicazioni potenzialmente più aperto e contendibile.
| Stampa cinese | +0.10 | neutral |
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La regolamentazione europea viene confermata come strumento efficace per limitare il potere delle grandi piattaforme.
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Il tribunale ha respinto il ricorso di Apple, confermando l'applicabilità del DMA.
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