
AI geopolitica al G7: tra restrizioni americane e la ricerca europea di sovranità digitale
Il vertice di Evian ha messo a nudo le tensioni globali sull'intelligenza artificiale, con gli Stati Uniti che bloccano modelli avanzati e l'Europa che tenta di costruire una piattaforma comune di regolamentazione.
Il pranzo di lavoro voluto da Emmanuel Macron a margine del G7 di Evian ha riunito attorno allo stesso tavolo capi di Stato e i massimi dirigenti dell'intelligenza artificiale globale: Sam Altman di OpenAI, Dario Amodei di Anthropic, Demis Hassabis di Google DeepMind e Arthur Mensch della francese Mistral. Un incontro senza precedenti, pensato per discutere la sicurezza delle tecnologie digitali, ma che si è svolto sotto l'ombra di una mossa unilaterale di Washington: la sospensione, per motivi di «sicurezza nazionale», dell'accesso ai modelli più avanzati di Anthropic – Fable 5 e Mythos 5 – per tutti i cittadini stranieri, inclusi i dipendenti non americani dell'azienda. Una decisione che ha costretto la stessa Anthropic a disattivare i modelli per l'intera clientela, in attesa di trovare un meccanismo di filtro, e che ha immediatamente riacceso il dibattito sulla dipendenza tecnologica europea.
Dalla prospettiva europea, l'episodio è stato letto come un campanello d'allarme. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha dichiarato che il potenziale delle nuove tecnologie «deve essere disponibile per tutti i paesi», ma ha anche sottolineato che il caso dimostra quanto l'Europa debba «aggiornarsi» rapidamente. Macron, da parte sua, ha annunciato la creazione di una «piattaforma di cooperazione per gestire i rischi dell'intelligenza artificiale», con l'obiettivo di elaborare standard comuni e condividere conoscenze; la struttura sarà costruita nei prossimi mesi e un nuovo incontro è previsto per settembre. L'iniziativa, accolta con cautela, cerca di posizionare l'Unione come attore capace di dettare regole, mentre l'Agenzia europea per la cibersicurezza (Enisa) ha già in programma un incontro con Anthropic a San Francisco, convocato prima delle restrizioni ma ora carico di significato politico.
Oltre Atlantico, il presidente Donald Trump ha liquidato la questione assicurando che i negoziati con Anthropic «stanno andando bene», senza offrire dettagli. La mossa dell'amministrazione, tuttavia, solleva interrogativi sulla coerenza della strategia americana: mentre si promuove un approccio collaborativo alla sicurezza dell'IA, si erigono barriere che colpiscono proprio gli alleati. Non sono mancate voci critiche, anche da osservatori latinoamericani e asiatici, che hanno evidenziato la contraddizione tra gli appelli per uno spazio digitale più sicuro per i minori e la chiusura unilaterale di tecnologie strategiche. La stessa quotazione in borsa di Anthropic, prevista per l'autunno con una valutazione vicina ai mille miliardi di dollari, potrebbe risentire di un clima in cui il governo federale si presenta come un avversario diretto, capace di oscurare prodotti di punta da un giorno all'altro.
Il vertice di Evian, in realtà, doveva concentrarsi sugli «squilibri economici mondiali» – formula diplomatica per indicare l'ondata di esportazioni cinesi – ma è stato inevitabilmente assorbito dalle crisi in Ucraina e Medio Oriente, e dalla partita sull'IA. La presenza dei ceo della tech ha offerto a Macron l'occasione per una regia ambiziosa, ma ha anche messo a nudo la fragilità di un'Europa che, pur vantando campioni come Mistral, resta esposta alle decisioni di Washington. La strada verso una reale autonomia strategica passa per investimenti, regole condivise e la capacità di sviluppare modelli propri, senza i quali ogni piattaforma di cooperazione rischia di restare una cornice vuota.
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Al vertice G7 di Évian, Macron ha riunito i CEO dell'IA per discutere una piattaforma di regolazione internazionale, cercando di recuperare il ritardo europeo rispetto agli Stati Uniti. Dietro gli impegni solenni, però, emerge l'ipocrisia di un dibattito che non affronta realmente la concentrazione di potere tecnologico americano. La sovranità digitale è ormai una questione geopolitica cruciale per il continente.
Al pranzo del G7 con i CEO dell'IA, i leader europei hanno avuto l'occasione di confrontarsi con Trump dopo il blocco americano dei modelli Anthropic, ma non ci sono segnali di un vero confronto. L'incontro evidenzia la dipendenza europea dalla tecnologia statunitense e la cautela dei leader nel mettere in discussione Washington. La sicurezza nazionale americana detta il ritmo, mentre l'Europa osserva senza alzare la voce.
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