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Crimini & Disastridomenica 19 luglio 2026

Abusi su minori in America Latina: arresti e indagini su figure di fiducia

Tre casi in Argentina, Colombia e Brasile rivelano un pattern di violenze commesse da persone inserite nel tessuto sociale delle vittime, tra minacce e manipolazione psicologica.

In tre distinti episodi che hanno scosso l’opinione pubblica latinoamericana, le autorità giudiziarie di Argentina, Colombia e Brasile stanno facendo luce su una serie di abusi sessuali ai danni di minori, perpetrati da figure che godevano della fiducia delle famiglie e della comunità. A Merlo, nella provincia di Buenos Aires, un uomo di 42 anni di nazionalità paraguaiana è stato arrestato con l’accusa di aver abusato per un decennio di sei bambini, tutti maschi, tra il 2014 e il 2024. Secondo la ricostruzione della procura, l’uomo, un muratore conosciuto nel quartiere per l’abitudine di offrire caramelle ai ragazzini, attirava le vittime nella propria abitazione con il consenso dei genitori, che lo consideravano una persona affidabile. Le indagini, coordinate dal procuratore Fernando Siquier Rodríguez, indicano che gli abusi venivano accompagnati da minacce di morte con machete e fucile, e che il silenzio delle vittime è stato infranto solo quando uno dei minori ha manifestato gravi difficoltà di apprendimento, portando i genitori a consultare uno specialista che ha rilevato segni compatibili con la violenza sessuale. L’uomo, catturato dopo un periodo di latitanza presso l’abitazione di un nipote, è ora a disposizione del giudice con l’accusa di abuso sessuale aggravato e corruzione di minori.

Parallelamente, in Colombia, l’ex governatore del Magdalena ed ex candidato presidenziale Carlos Caicedo è al centro di un’indagine per presunto abuso sessuale su una bambina di otto anni, fatti che risalirebbero al 2023. La denuncia, presentata dalla madre della minore, è stata trasferita alla Corte Suprema di Giustizia a causa del fuero di cui Caicedo godeva all’epoca dei fatti. La donna sostiene che l’allora governatore le chiedeva di portare la figlia a incontri privati, offrendo denaro per facilitare gli spostamenti, e che in una occasione avrebbe sorpreso l’uomo con i pantaloni abbassati e la bambina in condizioni sospette. La difesa della famiglia, affidata all’ex direttore del CTI Julián Quintana, ha segnalato che le vittime vivono in uno stato di paura e avrebbero subito minacce e intimidazioni. L’indagine è in fase preliminare e al momento non risultano dichiarazioni pubbliche da parte di Caicedo.

In Brasile, un caso dai contorni altrettanto inquietanti coinvolge una coppia di pastori evangelici di Boa Vista, nello stato di Roraima, accusati di aver stuprato almeno sei adolescenti tra i 12 e i 17 anni, sfruttando la propria autorità religiosa. Secondo la Polizia Civile, Wenderson Lima de Souza e Arielly Kamyla Moraes de Souza avvicinavano ragazze in condizioni di vulnerabilità emotiva ed economica, distorcendo passi biblici per presentare gli abusi come una “missione divina”. Le indagini, avviate dopo la denuncia spontanea di due vittime, hanno rivelato un sistema di ricompense in denaro e incarichi ecclesiastici per comprare il silenzio, oltre a tentativi di distruzione delle prove. I due pastori, attualmente latitanti, sono stati incriminati per stupro di vulnerabile, molestie sessuali e frode processuale.

In tutti e tre i casi, le autorità locali sottolineano come la fiducia riposta in figure percepite come rassicuranti – il vicino di casa, il leader politico, la guida spirituale – abbia costituito un fattore determinante per la consumazione e il prolungamento degli abusi. Le indagini sono in corso e, mentre in Argentina l’arrestato attende il processo, in Colombia e Brasile le ricerche dei sospettati e la raccolta delle prove proseguono sotto la direzione delle procure competenti.

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domenica 19 luglio 2026

Abusi su minori in America Latina: arresti e indagini su figure di fiducia

Tre casi in Argentina, Colombia e Brasile rivelano un pattern di violenze commesse da persone inserite nel tessuto sociale delle vittime, tra minacce e manipolazione psicologica.

In tre distinti episodi che hanno scosso l’opinione pubblica latinoamericana, le autorità giudiziarie di Argentina, Colombia e Brasile stanno facendo luce su una serie di abusi sessuali ai danni di minori, perpetrati da figure che godevano della fiducia delle famiglie e della comunità. A Merlo, nella provincia di Buenos Aires, un uomo di 42 anni di nazionalità paraguaiana è stato arrestato con l’accusa di aver abusato per un decennio di sei bambini, tutti maschi, tra il 2014 e il 2024. Secondo la ricostruzione della procura, l’uomo, un muratore conosciuto nel quartiere per l’abitudine di offrire caramelle ai ragazzini, attirava le vittime nella propria abitazione con il consenso dei genitori, che lo consideravano una persona affidabile. Le indagini, coordinate dal procuratore Fernando Siquier Rodríguez, indicano che gli abusi venivano accompagnati da minacce di morte con machete e fucile, e che il silenzio delle vittime è stato infranto solo quando uno dei minori ha manifestato gravi difficoltà di apprendimento, portando i genitori a consultare uno specialista che ha rilevato segni compatibili con la violenza sessuale. L’uomo, catturato dopo un periodo di latitanza presso l’abitazione di un nipote, è ora a disposizione del giudice con l’accusa di abuso sessuale aggravato e corruzione di minori.

Parallelamente, in Colombia, l’ex governatore del Magdalena ed ex candidato presidenziale Carlos Caicedo è al centro di un’indagine per presunto abuso sessuale su una bambina di otto anni, fatti che risalirebbero al 2023. La denuncia, presentata dalla madre della minore, è stata trasferita alla Corte Suprema di Giustizia a causa del fuero di cui Caicedo godeva all’epoca dei fatti. La donna sostiene che l’allora governatore le chiedeva di portare la figlia a incontri privati, offrendo denaro per facilitare gli spostamenti, e che in una occasione avrebbe sorpreso l’uomo con i pantaloni abbassati e la bambina in condizioni sospette. La difesa della famiglia, affidata all’ex direttore del CTI Julián Quintana, ha segnalato che le vittime vivono in uno stato di paura e avrebbero subito minacce e intimidazioni. L’indagine è in fase preliminare e al momento non risultano dichiarazioni pubbliche da parte di Caicedo.

In Brasile, un caso dai contorni altrettanto inquietanti coinvolge una coppia di pastori evangelici di Boa Vista, nello stato di Roraima, accusati di aver stuprato almeno sei adolescenti tra i 12 e i 17 anni, sfruttando la propria autorità religiosa. Secondo la Polizia Civile, Wenderson Lima de Souza e Arielly Kamyla Moraes de Souza avvicinavano ragazze in condizioni di vulnerabilità emotiva ed economica, distorcendo passi biblici per presentare gli abusi come una “missione divina”. Le indagini, avviate dopo la denuncia spontanea di due vittime, hanno rivelato un sistema di ricompense in denaro e incarichi ecclesiastici per comprare il silenzio, oltre a tentativi di distruzione delle prove. I due pastori, attualmente latitanti, sono stati incriminati per stupro di vulnerabile, molestie sessuali e frode processuale.

In tutti e tre i casi, le autorità locali sottolineano come la fiducia riposta in figure percepite come rassicuranti – il vicino di casa, il leader politico, la guida spirituale – abbia costituito un fattore determinante per la consumazione e il prolungamento degli abusi. Le indagini sono in corso e, mentre in Argentina l’arrestato attende il processo, in Colombia e Brasile le ricerche dei sospettati e la raccolta delle prove proseguono sotto la direzione delle procure competenti.

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