
Zinedine Zidane nuovo ct della Francia: contratto fino al 2030, debutto a settembre
Secondo fonti vicine alla trattativa, l'ex fuoriclasse ha già siglato l'accordo che lo lega ai Bleus per i prossimi cinque anni, in attesa dell'annuncio ufficiale.
La notizia, rimbalzata con insistenza dagli ambienti del calcio internazionale, delinea un passaggio di consegne atteso da tempo: Zinedine Zidane avrebbe firmato un contratto che lo lega alla panchina della nazionale francese fino alla metà del 2030. L’accordo, secondo quanto filtra da più voci vicine alla Federcalcio transalpina, sarebbe stato definito già nello scorso novembre, ma la fumata bianca arriva ora, a pochi giorni dalla conclusione di un Mondiale che ha visto la Francia di Didier Deschamps fermarsi in semifinale contro la Spagna – futura campione – e poi cedere il terzo posto all’Inghilterra in una partita spettacolare. Un torneo in cui Kylian Mbappé ha comunque riscritto i record, diventando il miglior marcatore di sempre nella storia della competizione con 22 reti e conquistando la Scarpa d’Oro con 10 gol.
L’avvicendamento chiude un ciclo lungo quattordici anni, durante i quali Deschamps ha riportato i Bleus sul tetto del mondo nel 2018, ha sfiorato il bis nel 2022 e ha vinto la Nations League nel 2021. La federazione, nel salutarlo, ha parlato di «un quarto di secolo di impegno eccezionale» che ha restituito alla maglia azzurra «prestigio e affetto popolare». Ora tocca a Zidane, che da tecnico ha già mostrato un fiuto raro per i trionfi: alla guida del Real Madrid ha infilato tre Champions League consecutive e due titoli spagnoli, costruendo una reputazione di gestore di campioni e di stratega capace di leggere le partite con tempismo quasi divinatorio.
La scelta di Zidane appare come la naturale prosecuzione di una storia che affonda le radici nel 1998, quando lui e Deschamps sollevarono insieme la Coppa del Mondo da giocatori. Per l’opinione pubblica francese, riportare in panchina l’eroe di Saint-Denis significa riannodare i fili di un’epopea sentimentale, ma anche affidarsi a un uomo che, pur avendo ricevuto offerte da top club internazionali, ha sempre indicato nella nazionale il proprio approdo prioritario. Secondo analisti vicini all’ambiente parigino, Zidane sarà affiancato dal fidato David Bettoni, già suo vice ai tempi del Real Madrid, a conferma di un progetto tecnico che punta sulla continuità di metodo.
L’esordio sulla panchina dei Bleus è già fissato per il 25 settembre, quando la Francia affronterà la Turchia in trasferta nella Nations League; la prima in casa arriverà il 2 ottobre contro l’Italia, un incrocio che per il pubblico italiano avrà il sapore di un confronto tra due scuole calcistiche e due ex fuoriclasse oggi in panchina. L’orizzonte dichiarato, secondo quanto emerge dalle indiscrezioni, è il titolo europeo del 2028, ma il contratto fino al 2030 lascia intendere che la federazione punti a un progetto di lungo respiro, capace di accompagnare la generazione di Mbappé verso la piena maturità e di provare a riportare la Coppa del Mondo in Francia dopo trentadue anni.
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La Germania celebra l'arrivo di Zidane come un trionfo per il calcio francese, sottolineando la sua scelta di rifiutare offerte di club di alto livello.
L'uso di un linguaggio sensazionale e la citazione di un 'guru dei trasferimenti' creano un'aura di certezza ed eccitazione, trasformando una notizia di routine in un evento epocale.
Non vengono menzionati i dettagli della recente eliminazione della Francia ai Mondiali, che avrebbero potuto smorzare l'entusiasmo.
Israele presenta la notizia con distacco, ma sottolinea le recenti delusioni della Francia e il trionfo individuale di Mbappé, suggerendo che il cambio di allenatore arriva dopo un torneo deludente.
L'inclusione di statistiche dettagliate sui gol di Mbappé e il risultato della squadra sposta l'attenzione dal nuovo allenatore alle prestazioni passate, creando una narrazione di transizione dopo un fallimento.
Non vengono menzionati il lungo periodo di attesa per la nomina di Zidane né il fatto che l'accordo fosse già stato raggiunto a novembre, elementi che avrebbero potuto smorzare la percezione di una reazione immediata alla sconfitta.
Il mondo arabo presenta la notizia con autorità, basandosi su fonti consolidate, e inquadra la nomina come un evento naturale e atteso, senza enfasi emotiva.
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Non vengono menzionati il record di Mbappé né le recenti sconfitte della Francia, elementi che avrebbero potuto aggiungere una dimensione di crisi o di trionfo individuale.
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