
Zelensky annuncia il rimpasto di governo e la sostituzione del primo ministro ucraino
Il presidente ucraino ha comunicato l'uscita di Yulia Svyrydenko e un rinnovamento del gabinetto per attuare una nuova strategia politica, mentre si profila un riassetto dei vertici della sicurezza.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato il 12 luglio 2026 un ampio rimpasto di governo che prevede la sostituzione della prima ministra Yulia Svyrydenko, in carica da un anno, e cambiamenti ai vertici delle forze dell'ordine. La decisione, comunicata sui canali social della presidenza, è stata presentata come parte di un aggiornamento della strategia politica del paese, con l'obiettivo di affidare ogni priorità di politica estera e interna a figure dotate di esperienza specifica. Svyrydenko ha accettato di lasciare l'incarico e ha dichiarato di essere pronta a servire lo Stato in un nuovo ruolo, che secondo fonti dell'opposizione ucraina potrebbe essere quello di ambasciatrice a Washington.
Secondo la presidenza ucraina, il rimpasto risponde alla necessità di rafforzare i rapporti con gli Stati Uniti – in particolare per l'attuazione degli accordi sulla licenza di produzione dei sistemi Patriot –, accelerare l'adesione all'Unione Europea, ridefinire le relazioni con i vicini Polonia e Ungheria e potenziare la cooperazione con il Medio Oriente, il Golfo e la Cina. Sul fronte interno, le priorità indicate includono il rafforzamento delle regioni di confine e di prima linea, l'incremento delle forniture di droni e armamenti, la preparazione all'inverno e la riforma delle imprese statali. Fonti parlamentari ucraine riferiscono che la Verkhovna Rada sarà convocata nella settimana successiva per esprimere il voto di fiducia al nuovo esecutivo.
Negli ambienti diplomatici occidentali il rimpasto viene interpretato come un tentativo di mantenere l'efficienza dell'apparato statale in una fase prolungata del conflitto e di rassicurare i partner internazionali sulla capacità di Kiev di gestire simultaneamente lo sforzo bellico, la ricostruzione e le riforme. Al contrario, secondo funzionari russi, la sostituzione del governo servirebbe a deviare le accuse di corruzione che hanno coinvolto figure vicine alla presidenza, come emerso nel caso Midas relativo alla società nucleare Energoatom. Il ministero degli Esteri russo ha sostenuto che il presidente Zelensky cercherebbe di scaricare le responsabilità sugli ex ministri e di promuovere figure ritenute meno esposte mediaticamente.
Tra i possibili successori di Svyrydenko, fonti della Rada e media ucraini indicano il capo di Naftogaz Serhiy Koretsky come il candidato principale, accanto ai nomi del ministro dell'Energia ed ex premier Denys Shmyhal, del ministro della Difesa Mykhailo Fedorov e del sindaco di Kharkiv Ihor Terekhov. La scelta di Koretsky, descritto da alcuni analisti ucraini come vicino all'imprenditore Timur Mindich – indagato per corruzione –, potrebbe segnalare un riposizionamento del controllo presidenziale sul settore energetico e sugli appalti della ricostruzione. La sostituzione del premier comporta per legge le dimissioni dell'intero gabinetto, offrendo a Zelensky l'opportunità di ridisegnare la squadra di governo mentre proseguono le indagini dell'Ufficio nazionale anticorruzione e si intensificano le pressioni per una gestione trasparente degli aiuti internazionali.
| Stampa russa e CSI | −0.30 | critical |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | +0.10 | neutral |
Il governo ucraino è debole e diviso, le dimissioni del premier sono il risultato di intrighi interni e non di una riforma strategica.
L'uso di fonti anonime e il riferimento a indagini anticorruzione suggeriscono una causa nascosta, facendo apparire la decisione come dettata da conflitti di potere piuttosto che da una strategia dichiarata.
Non viene riportato l'apprezzamento di Zelensky per il lavoro di Svyrydenko né il dichiarato cambio di strategia politica.
L'Ucraina sta attuando un cambiamento strategico per rafforzare le relazioni esterne, e il premier si sposta in un ruolo diplomatico.
Enfasi sulla gratitudine e sulle dichiarazioni ufficiali, normalizzando la transizione come parte di una strategia pianificata.
Le speculazioni su indagini anticorruzione e lotte di potere interne sono assenti.
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