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Geopolitica e Politicavenerdì 19 giugno 2026

Venezia, ticket a 50 euro per frenare l'overtourism; in Iran voli e bus alle stelle

Mentre il nuovo sindaco Simone Venturini chiede a Roma di quintuplicare la tassa d'accesso, in Iran l'aumento dei prezzi dei trasporti e delle tasse di uscita esclude la classe media dai viaggi.

Il nuovo sindaco di Venezia, Simone Venturini, ha annunciato l'intenzione di chiedere al governo italiano di alzare il ticket d'ingresso per i visitatori giornalieri fino a 50 euro nei giorni di massima affluenza. La proposta arriva dopo che i dati municipali hanno mostrato come l'attuale tariffa differenziata – 5 euro prenotando con almeno tre giorni di anticipo, 10 euro per i last minute – non abbia ridotto significativamente il flusso turistico: su oltre 514mila accessi a pagamento registrati nei primi 42 giorni di applicazione, quasi la metà ha scelto la tariffa piena, per un incasso complessivo di circa 3,9 milioni di euro. Secondo l'amministrazione comunale, la differenza tra le due soglie è troppo esigua per influenzare le scelte dei turisti mordi-e-fuggi in una città che accoglie tra 25 e 30 milioni di visitatori l'anno.

La misura, pensata per disincentivare l'overtourism che minaccia il sito Unesco, incontra però un ostacolo giuridico: il tetto massimo del contributo d'accesso è fissato da una legge nazionale, non da un regolamento municipale. Venturini, che da assessore al turismo aveva già introdotto il ticket due anni fa, dovrà quindi negoziare con Roma. Il costituzionalista Ludovico Mazzarolli ha sollevato perplessità, osservando che un ticket di 50 euro potrebbe configurarsi come una restrizione alla libertà di circolazione. Il sindaco, dal canto suo, considera il diritto d'accesso "l'unico strumento efficace per controllare il numero quotidiano di visitatori" e intende destinare i maggiori introiti alla manutenzione di una città costruita sull'acqua, i cui costi annuali superano i 100 milioni di euro.

A migliaia di chilometri di distanza, in Iran, il viaggio sta diventando un lusso per ragioni opposte: non per eccesso di domanda turistica, ma per un'inflazione galoppante che ha fatto lievitare i prezzi dei trasporti interni e le tasse di uscita dal Paese. Secondo i sindacati dei trasporti iraniani, il biglietto dell'autobus Tehran-Esfahan ha raggiunto 680mila tomans, mentre un Tehran-Shiraz supera 1,3 milioni. Per uno studente fuori sede, il costo mensile di andata e ritorno può sfiorare i tre milioni di tomans. Parallelamente, la legge di bilancio per l'anno 1405 (2026-2027) ha innalzato l'imposta di uscita: 900mila tomans per il primo viaggio, 1,5 milioni per il secondo, fino a 2,2 milioni per il terzo e successivi, con un aggravio anche per i pellegrini diretti alla Mecca.

Mentre a Venezia si tenta di governare i flussi con un prelievo selettivo, in Iran la combinazione di costi operativi alle stelle – un paio di pneumatici per autobus può costare fino a 100 milioni di tomans –, una flotta aerea ridotta e sanzioni internazionali sta espellendo la classe media dal mercato dei viaggi. Un volo interno Esfahan-Mashhad può arrivare a 9 milioni di tomans a persona, rendendo proibitiva una vacanza in famiglia. Secondo analisti mediorientali, il fenomeno riflette una pressione fiscale indiretta che, insieme all'inflazione, sta ridisegnando la mobilità sociale. In entrambi i casi, pur con dinamiche opposte, il viaggio rischia di tornare un privilegio: a Venezia per i visitatori giornalieri, in Iran per i cittadini che vogliono spostarsi all'interno o all'esterno del proprio Paese.

Il dossier veneziano è ora nelle mani del governo Meloni, che dovrà valutare se modificare la norma nazionale per consentire l'aumento. La proposta di Venturini, punto qualificante della sua campagna elettorale, dovrà essere formalizzata e discussa a Roma. In Iran, le nuove tariffe sono già in vigore, mentre il settore dei trasporti attende un rinnovo del parco mezzi che appare lontano. Due geografie, due strumenti, una stessa tendenza: il costo della mobilità come barriera che ridefinisce chi può permettersi di partire.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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38%
TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa europea continentaleStampa iraniana e affini
Stampa europea continentale/ mediterranea
pragmatismodistacco

Il sindaco di Venezia propone di alzare il ticket d'ingresso per i visitatori giornalieri fino a 50 euro nei giorni di punta, sostenendo che la tariffa attuale di 5-10 euro non ha ridotto a sufficienza gli arrivi. I dati mostrano che meno della metà ha prenotato in anticipo la tariffa scontata, e l'amministrazione considera il contributo l'unico strumento efficace per gestire i flussi quotidiani. La richiesta al governo nazionale mira a proteggere la città dall'overtourism.

Stampa iraniana e affini/ regime
allarmeindignazione

I prezzi alle stelle di autobus e voli stanno escludendo i viaggi dal paniere della classe media iraniana, con biglietti interurbani che costano milioni di toman e voli a corto raggio fino a 54 milioni. Contemporaneamente, il governo ha aumentato le tasse di uscita per i viaggiatori stranieri, portando la prima partenza a 900.000 toman e le successive ancora più in alto. Questi rincari vengono descritti come un nuovo shock che isola ulteriormente gli iraniani comuni e i visitatori dalla mobilità accessibile.

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venerdì 19 giugno 2026

Venezia, ticket a 50 euro per frenare l'overtourism; in Iran voli e bus alle stelle

Mentre il nuovo sindaco Simone Venturini chiede a Roma di quintuplicare la tassa d'accesso, in Iran l'aumento dei prezzi dei trasporti e delle tasse di uscita esclude la classe media dai viaggi.

Il nuovo sindaco di Venezia, Simone Venturini, ha annunciato l'intenzione di chiedere al governo italiano di alzare il ticket d'ingresso per i visitatori giornalieri fino a 50 euro nei giorni di massima affluenza. La proposta arriva dopo che i dati municipali hanno mostrato come l'attuale tariffa differenziata – 5 euro prenotando con almeno tre giorni di anticipo, 10 euro per i last minute – non abbia ridotto significativamente il flusso turistico: su oltre 514mila accessi a pagamento registrati nei primi 42 giorni di applicazione, quasi la metà ha scelto la tariffa piena, per un incasso complessivo di circa 3,9 milioni di euro. Secondo l'amministrazione comunale, la differenza tra le due soglie è troppo esigua per influenzare le scelte dei turisti mordi-e-fuggi in una città che accoglie tra 25 e 30 milioni di visitatori l'anno.

La misura, pensata per disincentivare l'overtourism che minaccia il sito Unesco, incontra però un ostacolo giuridico: il tetto massimo del contributo d'accesso è fissato da una legge nazionale, non da un regolamento municipale. Venturini, che da assessore al turismo aveva già introdotto il ticket due anni fa, dovrà quindi negoziare con Roma. Il costituzionalista Ludovico Mazzarolli ha sollevato perplessità, osservando che un ticket di 50 euro potrebbe configurarsi come una restrizione alla libertà di circolazione. Il sindaco, dal canto suo, considera il diritto d'accesso "l'unico strumento efficace per controllare il numero quotidiano di visitatori" e intende destinare i maggiori introiti alla manutenzione di una città costruita sull'acqua, i cui costi annuali superano i 100 milioni di euro.

A migliaia di chilometri di distanza, in Iran, il viaggio sta diventando un lusso per ragioni opposte: non per eccesso di domanda turistica, ma per un'inflazione galoppante che ha fatto lievitare i prezzi dei trasporti interni e le tasse di uscita dal Paese. Secondo i sindacati dei trasporti iraniani, il biglietto dell'autobus Tehran-Esfahan ha raggiunto 680mila tomans, mentre un Tehran-Shiraz supera 1,3 milioni. Per uno studente fuori sede, il costo mensile di andata e ritorno può sfiorare i tre milioni di tomans. Parallelamente, la legge di bilancio per l'anno 1405 (2026-2027) ha innalzato l'imposta di uscita: 900mila tomans per il primo viaggio, 1,5 milioni per il secondo, fino a 2,2 milioni per il terzo e successivi, con un aggravio anche per i pellegrini diretti alla Mecca.

Mentre a Venezia si tenta di governare i flussi con un prelievo selettivo, in Iran la combinazione di costi operativi alle stelle – un paio di pneumatici per autobus può costare fino a 100 milioni di tomans –, una flotta aerea ridotta e sanzioni internazionali sta espellendo la classe media dal mercato dei viaggi. Un volo interno Esfahan-Mashhad può arrivare a 9 milioni di tomans a persona, rendendo proibitiva una vacanza in famiglia. Secondo analisti mediorientali, il fenomeno riflette una pressione fiscale indiretta che, insieme all'inflazione, sta ridisegnando la mobilità sociale. In entrambi i casi, pur con dinamiche opposte, il viaggio rischia di tornare un privilegio: a Venezia per i visitatori giornalieri, in Iran per i cittadini che vogliono spostarsi all'interno o all'esterno del proprio Paese.

Il dossier veneziano è ora nelle mani del governo Meloni, che dovrà valutare se modificare la norma nazionale per consentire l'aumento. La proposta di Venturini, punto qualificante della sua campagna elettorale, dovrà essere formalizzata e discussa a Roma. In Iran, le nuove tariffe sono già in vigore, mentre il settore dei trasporti attende un rinnovo del parco mezzi che appare lontano. Due geografie, due strumenti, una stessa tendenza: il costo della mobilità come barriera che ridefinisce chi può permettersi di partire.

Divergenza delle fonti

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Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Neutrale75%
Critico25%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 5 lingue

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa europea continentaleStampa iraniana e affini
Stampa europea continentale/ mediterranea
pragmatismodistacco

Il sindaco di Venezia propone di alzare il ticket d'ingresso per i visitatori giornalieri fino a 50 euro nei giorni di punta, sostenendo che la tariffa attuale di 5-10 euro non ha ridotto a sufficienza gli arrivi. I dati mostrano che meno della metà ha prenotato in anticipo la tariffa scontata, e l'amministrazione considera il contributo l'unico strumento efficace per gestire i flussi quotidiani. La richiesta al governo nazionale mira a proteggere la città dall'overtourism.

Stampa iraniana e affini/ regime
allarmeindignazione

I prezzi alle stelle di autobus e voli stanno escludendo i viaggi dal paniere della classe media iraniana, con biglietti interurbani che costano milioni di toman e voli a corto raggio fino a 54 milioni. Contemporaneamente, il governo ha aumentato le tasse di uscita per i viaggiatori stranieri, portando la prima partenza a 900.000 toman e le successive ancora più in alto. Questi rincari vengono descritti come un nuovo shock che isola ulteriormente gli iraniani comuni e i visitatori dalla mobilità accessibile.

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