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Geopolitica e Politicagiovedì 18 giugno 2026

Trump premia tre eroi di guerra tra gaffe e vanti economici

Il presidente ha celebrato atti di eroismo in Vietnam e Afghanistan, ma ha inframmezzato la cerimonia con commenti sulla Borsa e autocitazioni imbarazzanti.

Nella East Room della Casa Bianca, Donald Trump ha conferito giovedì la Medal of Honor – la massima onorificenza militare statunitense – a tre veterani che hanno incarnato, in epoche e teatri diversi, il coraggio portato all’estremo. Il maggiore dei Marine James Capers Jr., 88 anni, fu crivellato da schegge in diciassette punti del corpo durante un’imboscata in Vietnam nel 1967, eppure, dopo una dose di morfina, riprese il comando dello scontro a fuoco, caricando tutti i feriti sull’elicottero di soccorso prima di salire a bordo. Il colonnello John W. Ripley, scomparso nel 2008 e decorato alla memoria, nel 1972 fermò da solo l’avanzata nordvietnamita facendo saltare il ponte di Dong Ha: per cinque ore, sospeso sotto le travi d’acciaio e sotto il fuoco nemico, piazzò 250 chili di esplosivo in cinque viaggi, un gesto che gli era già valso la Navy Cross. Il maggiore dell’Esercito Nicholas Dockery, infine, nel 2012 guidò un contrattacco in provincia di Kapisa, in Afghanistan, uccise due talebani che trascinavano via un sergente, lo rianimò con la respirazione cardiopolmonare e protesse i feriti con il proprio corpo, rifiutandosi di lasciare il villaggio prima che tutti fossero in salvo.

La solennità del momento è stata incrinata da un impaccio presidenziale che ha fatto il giro del mondo. Mentre cercava di annodare il cordone della medaglia al collo di Dockery, Trump ha impiegato quasi un minuto, stringendo il nastro in modo goffo e suscitando risate tra i presenti, lui stesso compreso. Ma a colpire gli osservatori, da Washington a Bruxelles, è stato soprattutto il preambolo con cui il presidente ha aperto la cerimonia: prima di rendere omaggio ai decorati, ha rivendicato che la Borsa americana «ha appena toccato un nuovo massimo storico», che i piani pensionistici 401(k) avrebbero fatto altrettanto e che il prezzo del petrolio «sta crollando come un sasso». Ha poi confessato di aver desiderato conferire la medaglia a sé stesso, salvo scoprire di non poterne avere diritto, e ha salutato il segretario alla Difesa Pete Hegseth chiamandolo «Segretario alla Guerra», un titolo che non esiste più dal 1947.

L’episodio si inserisce in un momento di fragilità politica per Trump, che proprio in quelle ore vedeva il proprio indice di gradimento economico scivolare al 33 per cento, inferiore persino al minimo storico toccato da Joe Biden. Secondo gli analisti di Bruxelles, la commistione tra celebrazione del valore militare e propaganda economica rischia di offuscare il significato di un riconoscimento che, per statuto, premia «atti di cospicuo coraggio e intrepidezza a rischio della vita, al di là del dovere». In Europa, e in Italia in particolare, dove le onorificenze al valor militare mantengono un profilo istituzionale più sobrio, la scena ha suscitato perplessità: la Medal of Honor è un simbolo che trascende le appartenenze partitiche, e la sua consegna viene tradizionalmente vissuta come un raro momento di unità nazionale.

Al di là delle polemiche, la cerimonia ha riportato l’attenzione su un dato storico: gli Stati Uniti continuano a riscrivere il catalogo dell’eroismo, aggiornando riconoscimenti per vicende lontane decenni. La presenza del segretario Hegseth, dell’ambasciatore all’ONU Mike Waltz e del senatore Lindsey Graham conferma che l’amministrazione intende usare questi momenti anche per rinsaldare il legame tra potere civile e forze armate. Resta da vedere se, in un clima di crescente polarizzazione, la Casa Bianca saprà preservare la sacralità di un gesto che, nelle parole dello stesso Trump, «solo pochi» hanno meritato, evitando che la ricerca del consenso immediato finisca per appannare la memoria di chi ha rischiato tutto sul campo.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Stampa atlantica / anglosferaStampa europea continentale
Stampa atlantica / anglosfera/ sicurezza
pragmatismodistacco

La cerimonia alla Casa Bianca ha insignito tre veterani della Medal of Honor per il loro eroismo in Vietnam e Afghanistan. Il presidente ha elogiato il loro straordinario coraggio, alla presenza di alti funzionari della difesa. La cronaca si è concentrata sui sacrifici dei decorati e sul significato della massima onorificenza militare.

Stampa europea continentale/ mediterranea
ironiaschadenfreude

La solenne cerimonia della Medal of Honor ha preso una piega imbarazzante quando il presidente ha faticato per oltre un minuto ad allacciare il nastro attorno al collo del decorato. Smorfie e nodi improvvisati hanno trasformato il momento in uno spettacolo goffo, con il presidente che scherzava per stemperare l'imbarazzo. L'incidente ha messo in ombra l'omaggio agli eroi di guerra.

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Trump premia tre eroi di guerra tra gaffe e vanti economici

Il presidente ha celebrato atti di eroismo in Vietnam e Afghanistan, ma ha inframmezzato la cerimonia con commenti sulla Borsa e autocitazioni imbarazzanti.

Nella East Room della Casa Bianca, Donald Trump ha conferito giovedì la Medal of Honor – la massima onorificenza militare statunitense – a tre veterani che hanno incarnato, in epoche e teatri diversi, il coraggio portato all’estremo. Il maggiore dei Marine James Capers Jr., 88 anni, fu crivellato da schegge in diciassette punti del corpo durante un’imboscata in Vietnam nel 1967, eppure, dopo una dose di morfina, riprese il comando dello scontro a fuoco, caricando tutti i feriti sull’elicottero di soccorso prima di salire a bordo. Il colonnello John W. Ripley, scomparso nel 2008 e decorato alla memoria, nel 1972 fermò da solo l’avanzata nordvietnamita facendo saltare il ponte di Dong Ha: per cinque ore, sospeso sotto le travi d’acciaio e sotto il fuoco nemico, piazzò 250 chili di esplosivo in cinque viaggi, un gesto che gli era già valso la Navy Cross. Il maggiore dell’Esercito Nicholas Dockery, infine, nel 2012 guidò un contrattacco in provincia di Kapisa, in Afghanistan, uccise due talebani che trascinavano via un sergente, lo rianimò con la respirazione cardiopolmonare e protesse i feriti con il proprio corpo, rifiutandosi di lasciare il villaggio prima che tutti fossero in salvo.

La solennità del momento è stata incrinata da un impaccio presidenziale che ha fatto il giro del mondo. Mentre cercava di annodare il cordone della medaglia al collo di Dockery, Trump ha impiegato quasi un minuto, stringendo il nastro in modo goffo e suscitando risate tra i presenti, lui stesso compreso. Ma a colpire gli osservatori, da Washington a Bruxelles, è stato soprattutto il preambolo con cui il presidente ha aperto la cerimonia: prima di rendere omaggio ai decorati, ha rivendicato che la Borsa americana «ha appena toccato un nuovo massimo storico», che i piani pensionistici 401(k) avrebbero fatto altrettanto e che il prezzo del petrolio «sta crollando come un sasso». Ha poi confessato di aver desiderato conferire la medaglia a sé stesso, salvo scoprire di non poterne avere diritto, e ha salutato il segretario alla Difesa Pete Hegseth chiamandolo «Segretario alla Guerra», un titolo che non esiste più dal 1947.

L’episodio si inserisce in un momento di fragilità politica per Trump, che proprio in quelle ore vedeva il proprio indice di gradimento economico scivolare al 33 per cento, inferiore persino al minimo storico toccato da Joe Biden. Secondo gli analisti di Bruxelles, la commistione tra celebrazione del valore militare e propaganda economica rischia di offuscare il significato di un riconoscimento che, per statuto, premia «atti di cospicuo coraggio e intrepidezza a rischio della vita, al di là del dovere». In Europa, e in Italia in particolare, dove le onorificenze al valor militare mantengono un profilo istituzionale più sobrio, la scena ha suscitato perplessità: la Medal of Honor è un simbolo che trascende le appartenenze partitiche, e la sua consegna viene tradizionalmente vissuta come un raro momento di unità nazionale.

Al di là delle polemiche, la cerimonia ha riportato l’attenzione su un dato storico: gli Stati Uniti continuano a riscrivere il catalogo dell’eroismo, aggiornando riconoscimenti per vicende lontane decenni. La presenza del segretario Hegseth, dell’ambasciatore all’ONU Mike Waltz e del senatore Lindsey Graham conferma che l’amministrazione intende usare questi momenti anche per rinsaldare il legame tra potere civile e forze armate. Resta da vedere se, in un clima di crescente polarizzazione, la Casa Bianca saprà preservare la sacralità di un gesto che, nelle parole dello stesso Trump, «solo pochi» hanno meritato, evitando che la ricerca del consenso immediato finisca per appannare la memoria di chi ha rischiato tutto sul campo.

Divergenza delle fonti

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Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

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Critico40%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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La cerimonia alla Casa Bianca ha insignito tre veterani della Medal of Honor per il loro eroismo in Vietnam e Afghanistan. Il presidente ha elogiato il loro straordinario coraggio, alla presenza di alti funzionari della difesa. La cronaca si è concentrata sui sacrifici dei decorati e sul significato della massima onorificenza militare.

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ironiaschadenfreude

La solenne cerimonia della Medal of Honor ha preso una piega imbarazzante quando il presidente ha faticato per oltre un minuto ad allacciare il nastro attorno al collo del decorato. Smorfie e nodi improvvisati hanno trasformato il momento in uno spettacolo goffo, con il presidente che scherzava per stemperare l'imbarazzo. L'incidente ha messo in ombra l'omaggio agli eroi di guerra.

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