
Tra Guayaquil e Colima, la guerra ai narcos colpisce i Choneros e il Cartello del Golfo
L’uccisione del capo delle Águilas in aeroporto e la cattura del boss ‘Javi’ in Colombia ridisegnano gli equilibri in Ecuador, mentre il Messico ferma un ex CJNG e sequestra metanfetamina liquida.
Un duplice colpo ha scosso in poche ore l’asse criminale che dall’Ecuador proietta la sua ombra fino ai porti europei. Mercoledì, nel parcheggio dell’aeroporto José Joaquín de Olmedo di Guayaquil, due adolescenti di quindici e sedici anni hanno aperto il fuoco uccidendo Carlos Alberto Suástegui Villanueva, leader della banda Las Águilas, braccio armato del temuto gruppo Los Choneros. La vittima, considerata dalle autorità un criminale ad «alto rischio» e indagata per associazione a delinquere, omicidio e detenzione d’armi, è stata raggiunta mentre l’aeroporto – il secondo del Paese – veniva paralizzato da attimi di panico tra i passeggeri. L’agguato è maturato appena un giorno dopo che il presidente Daniel Noboa aveva decretato lo stato d’eccezione in dieci province, inclusa Guayas, per contenere l’escalation di violenza che da mesi trasforma le strade e le carceri ecuadoriane in teatri di guerra.
Quasi in simultanea, la polizia colombiana annunciava a Bogotá la cattura di Ronald Javier Macías Villamar, alias «Javi», massimo capo di Los Choneros e l’uomo più ricercato dell’Ecuador. L’operazione, condotta congiuntamente con le forze ecuadoriane dopo sedici mesi di indagini, è stata definita dal direttore della polizia colombiana William Rincón «uno dei risultati più importanti contro il crimine organizzato transnazionale degli ultimi anni nella regione». La decapitazione della leadership dei Choneros – gruppo nato nelle prigioni e oggi snodo cruciale per la cocaina diretta verso Stati Uniti ed Europa – segnala una pressione senza precedenti, ma apre anche interrogativi sulla possibile frammentazione del gruppo e su una nuova stagione di regolamenti di conti interni.
Sul versante messicano, la stessa settimana ha restituito due tasselli significativi. A Colima, agenti della Marina messicana, con il supporto della Fiscalía General de la República, hanno arrestato Valdemar «N», detto «El Valdo», ex membro del Cartello Jalisco Nuova Generazione (CJNG) e oggi operatore di spicco del Cartello del Golfo, ricercato per estradizione negli Stati Uniti con l’accusa di traffico di metanfetamine e cocaina. Il fermo è stato accompagnato da un video diffuso dalla Marina che mostra il trasferimento del detenuto a Città del Messico. Parallelamente, in Sonora, una soffiata anonima ha permesso all’Agenzia di Investigazione Criminale di intercettare presso una società di spedizioni un carico di quaranta bidoni contenenti duecento litri di metanfetamina liquida proveniente da Culiacán, Sinaloa. L’episodio conferma la centralità di Sinaloa nella produzione di droghe sintetiche e la capacità dei gruppi criminali di sfruttare canali logistici insospettabili.
Per gli analisti latinoamericani, la convergenza di questi eventi disegna una mappa in cui le rotte della cocaina e delle metanfetamine si intrecciano sempre più strettamente. L’Ecuador, con i suoi porti sul Pacifico, è diventato un hub di transito verso l’Europa, dove la ‘Ndrangheta calabrese mantiene solidi legami con i fornitori sudamericani. Secondo fonti investigative italiane, i Choneros hanno già mostrato capacità di infiltrare spedizioni dirette a Gioia Tauro e Genova, mentre il mercato europeo delle droghe sintetiche, alimentato anche dai cartelli messicani, è in costante espansione. Lo stato d’eccezione decretato da Noboa, che mobilita le forze armate, è l’ennesimo tentativo di arginare una crisi di sicurezza che ha ripercussioni dirette sulla tenuta delle rotte atlantiche.
Guardando avanti, la simultanea perdita del capo militare e del vertice strategico potrebbe innescare una guerra di successione dentro Los Choneros, con effetti destabilizzanti sulle province costiere ecuadoriane e sui corridoi del narcotraffico. In Messico, la cattura di «El Valdo» conferma la fluidità delle alleanze criminali – il passaggio dal CJNG al Cartello del Golfo è sintomo di una galassia in continua riorganizzazione – mentre il sequestro di metanfetamina liquida suggerisce che la produzione industriale di droghe sintetiche non conosce rallentamenti. La cooperazione tra polizie, pur lodata, resta fragile: i risultati ottenuti questa settimana misurano tanto la determinazione degli Stati quanto la resilienza di reti che, decapitate, sanno rigenerarsi in fretta.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
2 gruppi editoriali · 3 lingue
La cattura del boss in Colombia e l'eliminazione del capo del braccio armato all'aeroporto di Guayaquil segnano un duro colpo a Los Choneros. Le forze di sicurezza mostrano coordinamento regionale, ma la sparatoria ha scatenato il panico tra i passeggeri, ricordando la persistente minaccia criminale.
Un capo di una banda criminale ecuadoriana è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco nell'aeroporto di Guayaquil. Le autorità lo consideravano un soggetto ad alto rischio, indagato per associazione a delinquere, omicidio e detenzione di armi.
Articoli correlati
Almiron espulso per la bocca coperta: la nuova regola fa storia, Paraguay avanti
9 lingue · 28 testate
SportMessi, tripletta e polemica: l’Algeria presenta reclamo alla FIFA per il fallo non sanzionato
11 lingue · 20 testate
SportBrasile travolge Haiti 3-0, doppietta di Cunha: la Seleção vola in vetta al Gruppo C
7 lingue · 26 testate