
Tesla sotto esame in Europa per dati fuorvianti, mentre il Brasile rende obbligatori i sensori Adas
Le autorità europee mettono in dubbio le statistiche di Tesla sul Full Self-Driving, Rivian annuncia un sistema simile e il Brasile sviluppa una tecnologia nazionale per la frenata automatica.
La strategia di Tesla per portare il suo sistema di guida assistita avanzata «Full Self-Driving» sulle strade europee incontra una nuova resistenza, questa volta fondata sulla trasparenza dei dati. Secondo un’inchiesta recente, la casa americana avrebbe presentato alle autorità di Svezia e Paesi Bassi statistiche di sicurezza gonfiate, definite da ricercatori indipendenti più vicine a materiale promozionale che a una rigorosa valutazione scientifica. Elon Musk e altri dirigenti hanno ripetutamente sostenuto che la tecnologia FSD è fino a dieci volte più sicura della guida umana, ma l’analisi dei confronti statistici utilizzati ha rivelato metodologie fuorvianti. Bruxelles osserva con attenzione: l’immissione sul mercato europeo di sistemi che promettono autonomia di livello elevato richiede oggi una validazione fondata su dati verificabili, non su narrazioni aziendali.
La vicenda si inserisce in un panorama competitivo sempre più affollato. Negli Stati Uniti, Rivian – il produttore californiano di pick-up e SUV elettrici – ha annunciato che entro la fine dell’anno rilascerà un sistema di guida punto a punto con supervisione, paragonabile proprio al FSD di Tesla. Il CEO RJ Scaringe ha promesso una tecnologia capace di gestire interi tragitti sotto il controllo del conducente, segnando un salto qualitativo rispetto all’attuale assistenza alla guida della casa. L’accelerazione americana, tuttavia, si scontra con un quadro regolatorio europeo che, dopo il caso Tesla, potrebbe diventare ancora più esigente nel distinguere tra assistenza avanzata e vera autonomia, imponendo standard di rendicontazione che tutelino i consumatori da statistiche edulcorate.
Nel frattempo, dal Brasile arriva un segnale di come la sicurezza possa avanzare per via normativa, senza inseguire promesse di guida completamente autonoma. Ricercatori di università, istituti e aziende automobilistiche stanno sviluppando un sensore radar nazionale per i sistemi Adas (Advanced Driver Assistance Systems), che diventerà obbligatorio su tutti i veicoli prodotti a partire dal 1° gennaio 2029. Il dispositivo, imposto da una risoluzione del Consiglio nazionale del traffico, abiliterà funzioni come la frenata automatica d’emergenza e l’assistenza al mantenimento della corsia. Il Brasile sceglie così una via di industrializzazione della sicurezza: produrre in loco la sensoristica necessaria, riducendo la dipendenza da fornitori esteri e accelerando la diffusione di tecnologie che in Europa sono già in parte obbligatorie grazie al regolamento sulla sicurezza generale dei veicoli.
L’intreccio di queste vicende disegna un futuro della mobilità a più velocità. Da un lato, l’Europa pretende rigore scientifico prima di aprire le porte a sistemi come il FSD, e l’Italia – con il suo parco auto tra i più anziani del continente – osserva con interesse sia l’evoluzione normativa comunitaria sia le ricadute in termini di sicurezza. Dall’altro, il Brasile dimostra che anche le economie emergenti possono imporre standard Adas vincolanti, creando un mercato per tecnologie sviluppate localmente. La sfida globale resta la stessa: far sì che l’innovazione non corra più veloce della capacità di verificarne i benefici reali. Perché un dato sulla sicurezza, se non è costruito con metodo indipendente, rischia di diventare l’ennesimo optional di marketing.
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Tesla ha presentato ai regolatori europei statistiche di sicurezza auto-pubblicizzate che ricercatori indipendenti definiscono marketing fuorviante. Un esame giornalistico ha scoperto confronti di dati non validi dietro l'affermazione che il sistema Full Self-Driving sia fino a dieci volte più sicuro dei guidatori umani. La vicenda solleva seri dubbi sulla spinta dell'azienda per ottenere l'approvazione europea.
L'amministratore delegato di Rivian ha annunciato che entro fine anno l'azienda rilascerà un sistema di guida autonoma supervisionata simile al Full Self-Driving di Tesla. La tecnologia consentirà la guida punto a punto con supervisione sui veicoli di seconda generazione e sul nuovo modello R2. Si tratta di un passo concreto nel panorama competitivo della guida assistita avanzata.
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