
Taiwan apre un canale per spie cinesi, mentre Pechino sposta la pressione su satelliti e cyberspazio
Taipei lancia un sito per raccogliere intelligence dalla Cina, ispirandosi alla CIA, in un contesto di crescente competizione spaziale e nuove strategie di isolamento diplomatico.
Con una mossa che rompe gli schemi tradizionali della guerra segreta, Taiwan ha inaugurato un portale pubblico per invitare cittadini cinesi a condividere informazioni riservate con i suoi servizi di sicurezza. La piattaforma, lanciata dal National Security Bureau di Taipei, si presenta con un video generato dall’intelligenza artificiale in cui un funzionario di Pechino assiste alla rimozione di colleghi, un’immagine che evoca il clima di sospetto permanente sotto un «regime totalitario». L’iniziativa, dichiaratamente modellata sulle pratiche della CIA statunitense, punta a intercettare il malcontento interno alla Cina e a offrire un canale sicuro a chi, secondo Taipei, desidera collaborare con la democrazia. Sebbene il sito sia bloccato sulla rete cinese, gli analisti di Taipei sottolineano che l’uso diffuso di VPN consente comunque di aggirare la censura, aprendo una nuova trincea nella guerra dell’informazione tra le due sponde dello Stretto.
Parallelamente, l’intelligence occidentale ha acceso i riflettori su una strategia cinese più silenziosa ma altrettanto pervasiva: il reclutamento di fonti attraverso piattaforme professionali come LinkedIn e portali per freelance. Secondo fonti europee, Pechino aggancia funzionari, ricercatori e consulenti con accesso a dati sensibili, proponendo incarichi all’apparenza legittimi che gradualmente virano verso richieste di natura spionistica. Questo approccio consente di abbattere costi e rischi rispetto ai metodi tradizionali, trasformando la rete globale del lavoro in un terreno di caccia per informazioni strategiche. Il fenomeno, già segnalato da diverse agenzie occidentali, rappresenta una sfida crescente anche per l’Italia, dove la densità di distretti industriali ad alta tecnologia e centri di ricerca rende il tessuto economico particolarmente esposto a tentativi di infiltrazione.
Nel frattempo, la dimensione militare della competizione sino-americana si estende all’orbita terrestre bassa. Un rapporto del think tank australiano Lowy Institute avverte che la capacità della Cina di colpire il territorio australiano aumenterà sensibilmente nel prossimo decennio, grazie a nuovi bombardieri stealth a lungo raggio e alla possibile acquisizione di basi in nazioni insulari del Pacifico, che porterebbero il cuore dell’Australia a distanza di attacco. Ma la minaccia più immediata, secondo gli esperti di Sydney, resta quella asimmetrica: attacchi informatici e sabotaggio dei cavi sottomarini, infrastrutture vitali per le comunicazioni globali. In parallelo, il quotidiano ufficiale dell’Esercito Popolare di Liberazione ha lanciato un allarme sulla «militarizzazione accelerata delle costellazioni in orbita bassa», citando SpaceX come esempio della corsa americana che spinge Pechino a sviluppare contromisure, in una dinamica che ricorda la Guerra Fredda ma con posta in gioco moltiplicata dalla dipendenza tecnologica mondiale.
In questo quadro, la pressione cinese su Taiwan assume forme più sottili. Secondo analisti di Taipei, Xi Jinping ha ridotto le esercitazioni militari più spettacolari per concentrarsi sull’isolamento diplomatico del presidente Lai Ching-te e su una campagna di coercizione politica condotta attraverso media, diplomazia e relazioni esterne. Non si tratta di una distensione, ma di un riassetto strategico: meno muscoli in mostra, più logoramento interno e delegittimazione internazionale. La nuova piattaforma di intelligence taiwanese può essere letta come una risposta a questa pressione asimmetrica, un tentativo di portare la sfida sul terreno della società cinese.
Per l’Europa e l’Italia, questi sviluppi confermano che il confronto tra Cina e Occidente non si gioca più solo sullo Stretto di Taiwan, ma in una dimensione ibrida fatta di spazio, cavi sottomarini, piattaforme professionali e guerra psicologica. La corsa ai satelliti in orbita bassa coinvolge direttamente programmi europei come Galileo e Copernicus, mentre la vulnerabilità delle reti di reclutamento online impone una riflessione sulla sicurezza delle filiere della conoscenza. In un mondo in cui anche un sito web può diventare uno strumento di intelligence, la linea tra pace e conflitto si fa sempre più sottile.
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Taiwan ha lanciato un portale di raccolta informazioni, accompagnato da un video generato dall'intelligenza artificiale che ritrae un clima di paura sotto il regime totalitario cinese. La piattaforma invita i cittadini cinesi che condividono i valori democratici a collaborare con le autorità, presentando l'iniziativa come una risposta alle operazioni di spionaggio e infiltrazione di Pechino.
L'agenzia nazionale di sicurezza di Taiwan ha ampliato la propria rete di intelligence sul continente, istituendo un punto di contatto pubblico ispirato alle pratiche della CIA. L'iniziativa si rivolge a cittadini cinesi e a persone legate alla Cina residenti sull'isola, con l'obiettivo dichiarato di rafforzare la sicurezza nazionale.
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