
Mondiale 2026: Capo Verde umilia la Spagna, pareggi a catena per Belgio e Uruguay
La quinta giornata del torneo riscrive le gerarchie: i debuttanti africani fermano i campioni d'Europa, mentre Egitto e Arabia Saudita strappano punti preziosi alle favorite europee e sudamericane.
Ciò che doveva essere una passerella si è trasformato in un pomeriggio di frustrazione e, per il piccolo arcipelago di Capo Verde, in un pomeriggio di gloria. La Spagna, campione d'Europa in carica e indicata da bookmaker e analisti come una delle grandi favorite per la vittoria finale, ha impattato contro un muro di disciplina e sacrificio, chiudendo il debutto nel Gruppo H con uno 0-0 che ha subito assunto i contorni della beffa storica. Non sono bastati il 74% di possesso palla, ventisette conclusioni e l'ingresso nella ripresa del talento Lamine Yamal, preservato inizialmente in panchina per cautela fisica: il portiere quarantenne Vozinha, Josimar Dias per l'anagrafe, ha eretto una saracinesca invalicabile, guadagnandosi il premio di miglior giocatore e, nelle ore successive, oltre due milioni di nuovi follower su Instagram. La sua storia personale – un padre che avrebbe voluto chiamarlo Jorge Valdano, un'infanzia segnata dal bullismo, il contratto scaduto con un club di seconda divisione portoghese – è diventata la parabola umana che solo un Mondiale sa scrivere.
L'eco del risultato ha immediatamente infiammato la stampa iberica, che non ha usato mezzi termini: «disastro», «bajonazo», «petardazo» i titoli con cui i principali quotidiani sportivi hanno bollato una prestazione giudicata sterile e priva di idee. Dall'Africa, al contrario, è arrivato un coro di esultanza: il punto strappato ad Atlanta non è solo il primo nella storia mondiale di Capo Verde, ma anche la conferma di una crescita tecnica e organizzativa che sta ridisegnando gli equilibri del calcio continentale, come dimostrato nelle stesse ore dal pari dell'Egitto contro il Belgio.
A Seattle, infatti, i 'Faraoni' hanno accarezzato a lungo il sogno di una prima, storica vittoria in una fase finale di Coppa del Mondo. Il gol di Emam Ashour, servito da un Mohamed Salah festeggiato nel giorno del suo trentaquattresimo compleanno, aveva illuso una squadra compatta e pericolosa. È servito l'ingresso di Romelu Lukaku – appena ventidue secondi dopo il suo ingresso in campo – per provocare l'autogol di Mohamed Hany e salvare un Belgio apparso ancora una volta lento e prevedibile, lontano parente della generazione d'oro che incantò in Russia. L'1-1 finale prolunga l'astinenza egiziana e accende i riflettori sulle difficoltà dei Diavoli Rossi, attesi ora da un Iran che potrebbe complicare ulteriormente il cammino nel Gruppo G.
Il copione delle sorprese si è completato a Miami, dove l'Uruguay di Marcelo Bielsa ha dovuto rincorrere per ottanta minuti un'Arabia Saudita passata in vantaggio con Abdulelah Al-Amri grazie a un'incertezza di Muslera. Solo un guizzo di Maxi Araujo ha evitato la sconfitta, fissando l'1-1 che allunga a quattro partite la striscia senza vittorie delle sudamericane in questo torneo – dopo i passi falsi di Paraguay, Ecuador e Brasile. La Celeste, pur dominando la ripresa, ha mostrato le stesse lacune di fluidità offensiva che preoccupavano alla vigilia, mentre i sauditi, già capaci di battere l'Argentina in Qatar, confermano di essere un avversario insidioso per qualsiasi big.
La giornata lascia in eredità classifiche apertissime e una lezione che va oltre il singolo risultato: la distanza tra favorite e cosiddette 'piccole' si è assottigliata in modo sensibile. Per la Spagna, il pari sa di sconfitta e riporta alla mente i debutti amari del passato – nel 2010, va ricordato, iniziò perdendo contro la Svizzera prima di laurearsi campione. Per l'Europa calcistica, l'allarme è duplice: la Roja e il Belgio dovranno ritrovare smalto e cattiveria sotto porta, mentre il resto del mondo osserva con crescente fiducia. Il Mondiale 2026, con il suo formato allargato, sta già dimostrando che le gerarchie scritte sulla carta valgono molto meno di quelle costruite sul campo.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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La Spagna, campione d'Europa, ha steccato clamorosamente all'esordio mondiale, incapace di segnare contro l'esordiente Capo Verde. Un pareggio a reti inviolate che suona come un allarme per le Furie Rosse, apparse lente e senza idee. Il risultato è accolto come un piccolo disastro, con la stampa che sottolinea l'incredibile impresa della squadra africana.
Capo Verde ha annunciato il suo arrivo sulla scena mondiale con uno storico 0-0 contro la Spagna, una delle favorite. La stampa africana celebra l'impresa come un momento di orgoglio continentale, esaltando la disciplina difensiva e l'eroismo del portiere quarantenne Vozinha. Il risultato è dipinto come una pietra miliare per il calcio africano, capace di mettere in difficoltà i campioni d'Europa.
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