
Lukaku entra e in 28 secondi salva il Belgio: 1-1 con l’Egitto, autogol beffardo
All’esordio nel Gruppo G del Mondiale 2026, i Diavoli Rossi evitano la sconfitta grazie a un gol contro di Hany provocato dal centravanti del Napoli, subentrato nella ripresa.
Ci sono voluti appena ventotto secondi a Romelu Lukaku per ribaltare la notte di Seattle e restituire al Belgio un punto che sembrava perduto. L’attaccante del Napoli, entrato al 66’ al posto di un evanescente Openda, ha portato nel cuore dell’area egiziana la forza fisica e la scaltrezza che mancavano ai Diavoli Rossi, costringendo il difensore Mohamed Hany a deviare nella propria porta un cross teso di Meunier. L’1-1 finale tiene aperto il Gruppo G e consegna alla cronaca un esordio mondiale pieno di ombre per la generazione d’oro belga, mentre l’Egitto accarezza per un’ora la prima vittoria della sua storia in una fase finale della Coppa del Mondo.
La squadra di Hossam Hassan aveva costruito il vantaggio con una manovra di rara precisione, orchestrata da un Mohamed Salah ispirato nel giorno del suo trentaquattresimo compleanno. Al 20’ il fuoriclasse ex Liverpool, ora senza contratto, ha attirato su di sé la difesa belga prima di servire Emam Ashour, che dal limite ha fulminato Courtois con un destro chirurgico all’angolino. Secondo i media nordafricani, è stato il secondo gol in assoluto con cui i Faraoni si sono trovati in vantaggio in una partita iridata, dopo la rete di Salah contro l’Arabia Saudita nel 2018. Per quasi un’ora l’Egitto ha controllato il ritmo con una disciplina tattica che ha mandato in tilt il possesso palla sterile dei belgi, incapaci di centrare lo specchio della porta in tutta la prima frazione.
Dall’Europa, e in particolare dalla stampa belga, il verdetto è impietoso: la squadra di Rudi Garcia, pur dominando il possesso, ha mostrato una preoccupante mancanza di incisività, con De Bruyne generoso ma impreciso (un suo calcio di punizione ha colpito il palo al 53’) e Doku vivace ma isolato. L’ingresso di Lukaku ha funzionato da detonatore emotivo prima ancora che tecnico, ma il pareggio ottenuto con un autogol non cancella i limiti strutturali di una selezione che, secondo gli analisti di Bruxelles, rischia di sprecare l’ultima occasione per onorare il terzo posto in Russia 2018. Courtois, con almeno tre interventi decisivi, ha evitato che il passivo diventasse irreparabile.
Osservatori latinoamericani e asiatici sottolineano il parallelismo con l’altro risultato a sorpresa della giornata, lo 0-0 tra la Spagna e Capo Verde, e leggono nell’affanno belga il segnale di un Mondiale in cui le gerarchie tradizionali si stanno sgretolando. Per l’Egitto, che non vince una partita mondiale dal 1934 e conta solo tre pareggi in otto incontri, il punto strappato a una testa di serie del girone ha il sapore di un’impresa parziale, ma lascia il rammarico di non aver capitalizzato una superiorità netta nella prima ora di gioco. Il giovane centrocampista Ibrahim Adel ha dichiarato a fine gara che “ogni partita per noi deve valere tre punti”, a testimonianza di un’ambizione ormai legittima.
Il Gruppo G si preannuncia incerto: Iran e Nuova Zelanda, attese in serata a Los Angeles, potranno trarre coraggio dal passo falso belga. Domenica prossima il Belgio affronterà l’Iran, mentre l’Egitto se la vedrà con la Nuova Zelanda. Per i Diavoli Rossi, abituati a non perdere un esordio mondiale dal 1986, il pareggio è un campanello d’allarme che chiama in causa la tenuta di un progetto tecnico forse giunto al capolinea. Per i Faraoni, invece, la notte di Seattle potrebbe essere ricordata come il momento in cui una generazione di talento ha cominciato a credere che vincere al Mondiale non è più un miraggio.
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L'Egitto ha ottenuto un pareggio storico contro il Belgio, mostrando una prestazione resiliente che ha negato la vittoria agli europei nonostante l'impatto di Lukaku. I Faraoni hanno iniziato in modo brillante con un gol di Emam Ashour e hanno retto fino a quando un autogol ha fissato l'1-1. Questo risultato prezioso prolunga l'attesa dell'Egitto per una prima vittoria mondiale, ma conferma la loro crescita.
L'Egitto ha dominato il Belgio e meritava molto più di un pareggio, sfiorando una vittoria storica ai Mondiali. Solo l'introduzione d'emergenza di Romelu Lukaku ha permesso ai belgi di strappare un punto fortunoso con un autogol. I Faraoni hanno surclassato gli avversari europei per lunghi tratti, rendendo questo 1-1 un risultato amaro nonostante l'ottima prestazione.
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