
Strage in un centro per madri e bambini in Germania: sei morti, fermato il sospettato
Un uomo di 45 anni ha aperto il fuoco in una struttura di accoglienza a Stade, vicino ad Amburgo, uccidendo sei persone; la polizia esclude motivazioni politiche.
Nel primo pomeriggio di lunedì 29 giugno, un uomo ha fatto irruzione in un centro di assistenza per madri e bambini a Stade, nella Bassa Sassonia, a circa quaranta chilometri da Amburgo, e ha aperto il fuoco uccidendo sei persone. Secondo le autorità locali, cinque vittime – quattro donne e un uomo – sono decedute sul colpo, mentre una sesta persona, anch’essa adulta, è morta in ospedale a causa delle ferite riportate. Tutti i deceduti erano operatori della struttura, che offre alloggio temporaneo a donne in gravidanza e a giovani madri con i propri figli.
Il presunto autore della sparatoria, un cittadino tedesco di origine turca di 45 anni residente ad Hannover, è stato arrestato poco dopo la fuga insieme a una donna che era alla guida dell’auto con cui ha lasciato il luogo del delitto. Un terzo individuo è stato sottoposto a misure di polizia. La ministra dell’Interno della Bassa Sassonia, Daniela Behrens, ha parlato di «un atto di violenza compiuto con estrema freddezza, privo di motivazioni politiche o economiche». Il capo della polizia di Lüneburg ha precisato che l’uomo aveva un appuntamento nel centro proprio quel giorno per discutere la custodia della figlia di tre mesi, avuta con una donna ospite della struttura; la bambina e la madre sono rimaste illese.
L’aggressore era già noto alle forze dell’ordine per alcune minacce, ma non era considerato un soggetto particolarmente violento e non possedeva un porto d’armi. Resta da chiarire come si sia procurato l’arma utilizzata. Subito dopo la sparatoria, la polizia aveva invitato la popolazione a evitare la zona, per poi comunicare il cessato allarme. Le immagini diffuse dai media tedeschi mostrano un imponente dispiegamento di agenti e soccorritori nella via Dankersstrasse, dove sorge la struttura, e il fermo dei sospetti su una strada alberata poco distante.
Alcune testate internazionali, in particolare di area mediorientale, avevano inizialmente evocato possibili legami con le recenti tensioni legate alle attività dei servizi di sicurezza iraniani in Europa, ma le autorità tedesche hanno escluso qualsiasi connessione, ribadendo la natura privata e familiare del gesto. Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha espresso «profonda apprensione» e vicinanza alle famiglie delle vittime, facendo verificare l’eventuale coinvolgimento di connazionali. Le indagini, coordinate dalla procura locale, sono ancora in corso per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e accertare le responsabilità di tutti i fermati.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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La stampa nordica riporta la sparatoria di Stade con sobrietà e distacco, citando fonti della polizia e sottolineando l'assenza di pericolo per la popolazione. L'attenzione è sui numeri delle vittime e sull'arresto di un sospettato, senza indulgere in ipotesi sul movente.
La stampa anglosassone inquadra l'episodio come un evento tragico ma contenuto, evidenziando i due arresti e l'assenza di ulteriori minacce per la comunità. La copertura rassicura i lettori sottolineando la rapidità della risposta delle forze dell'ordine, pur notando che il movente resta sconosciuto.
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