
Ritorsioni russe su navi civili e città ucraine: Lavrov minaccia nuovi attacchi coordinati
Droni russi uccidono un marinaio su un cargo panamense e colpiscono Sumy e Kharkiv, mentre Bruxelles discute i preparativi per futuri negoziati con Mosca.
Una nuova ondata di attacchi russi ha colpito nella notte infrastrutture civili e navi mercantili nel Mar Nero, causando almeno tre vittime e diversi feriti. Secondo le autorità ucraine, un drone ha centrato una nave battente bandiera panamense, uccidendo un membro dell’equipaggio e ferendone altri due; un secondo cargo, registrato a Saint Kitts e Nevis, è stato danneggiato con tre marinai feriti. Contemporaneamente, raid aerei hanno ucciso due persone nella regione nord-orientale di Sumy e una bambina di otto anni a Pavlograd, nel Dnipropetrovsk, mentre a Kharkiv dieci civili, tra cui quattro bambini, sono rimasti feriti da bombe aeree guidate. Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha avvertito che Mosca prepara «massicci attacchi coordinati» in risposta al secondo attacco ucraino in una settimana contro una raffineria di petrolio nella capitale russa.
Da Kiev, il vicepremier Oleksij Kuleba ha denunciato l’attacco alle navi civili come «prova ulteriore che la Russia conduce una guerra contro la libertà di navigazione, il commercio internazionale e la sicurezza alimentare globale». L’Ucraina interpreta queste azioni come parte di una campagna sistematica di «terrore economico» volta a strangolare le esportazioni, colpendo porti, depositi di grano e rotte logistiche vitali per l’economia nazionale. Per i paesi importatori, tra cui l’Italia che dipende in misura significativa dai cereali ucraini, ogni interruzione della rotta del Mar Nero si traduce in un rischio concreto per la stabilità dei prezzi alimentari.
Il Cremlino respinge l’accusa di attacchi deliberati contro obiettivi civili, ma ha più volte dichiarato che le navi dirette verso i porti ucraini possono essere considerate vettori di materiale militare. Il portavoce Dmitrij Peskov ha ribadito che gli Stati europei «sbagliano se pensano di poter affrontare la Russia da una posizione di forza», mentre la diplomazia russa accusa l’Unione Europea di aver approvato il fermo di navi mercantili in alto mare. Lavrov insiste sul fatto che solo un accordo fondato sui principi della Carta delle Nazioni Unite e sul diritto internazionale potrà condurre a una pace duratura, ma nel frattempo annuncia una escalation militare come risposta diretta alle incursioni ucraine sul territorio russo.
Sul fronte diplomatico, il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa ha confermato che Bruxelles sta discutendo con i leader dell’Unione i preparativi per eventuali negoziati con Mosca, «quando i tempi saranno maturi». L’iniziativa si scontra però con una realtà operativa in cui la Russia mostra di voler consolidare la pressione militare prima di qualsiasi dialogo. La minaccia di attacchi coordinati e l’estensione delle ostilità al traffico mercantile civile rendono il dossier del Mar Nero un nodo critico per la sicurezza alimentare europea e per la tenuta delle catene di approvvigionamento globali, mentre le capitali occidentali osservano con crescente preoccupazione l’assenza di segnali di de-escalation.
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Droni russi hanno colpito due navi civili nel Mar Nero, uccidendo un marittimo e ferendone cinque. L'Ucraina denuncia un attacco deliberato che minaccia la sicurezza alimentare globale, poiché le rotte del grano sono messe a rischio. L'episodio è la prova di un disprezzo sistematico per la vita civile e il diritto internazionale.
Nel quadro di un ciclo di ritorsioni, attacchi russi hanno colpito navi civili nel Mar Nero, uccidendo un marinaio. Mosca inquadra le sue azioni come risposta agli attacchi ucraini alle infrastrutture petrolifere, mentre Kiev sottolinea il rischio per le forniture alimentari globali. L'episodio si inserisce in un'escalation più ampia con vittime da entrambe le parti.
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