
Borse europee ai massimi, lo Stoxx 600 tocca un nuovo record mentre si allenta la pressione sui tassi
La debolezza del mercato del lavoro americano e il calo del petrolio riducono le attese di una stretta Fed, innescando una rotazione dai tecnologici ai ciclici e spingendo gli indici del Vecchio Continente ai livelli più alti da maggio.
L’indice paneuropeo Stoxx 600 ha chiuso la seduta di venerdì a 652,84 punti, rinnovando il massimo storico in un contesto di liquidità ridotta per la chiusura anticipata dei mercati statunitensi in vista del Giorno dell’Indipendenza. Il movimento ha portato i listini europei a guadagnare tra l’1,5% e il 4,6% nell’arco della settimana, con il Dax di Francoforte che ha toccato a sua volta un record assoluto. A sostenere gli acquisti hanno contribuito due fattori convergenti: il raffreddamento delle quotazioni del greggio, tornato sotto i 72 dollari al barile, e un rapporto ufficiale sull’occupazione americana più debole delle attese, che ha ridimensionato le scommesse su un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve già nella riunione di luglio.
La dinamica settimanale riflette un riposizionamento più ampio dei portafogli globali. Dopo la brusca correzione dei titoli legati all’intelligenza artificiale e ai semiconduttori, gli investitori hanno avviato una rotazione verso i settori ciclici rimasti indietro nei mesi precedenti. Secondo le sale operative europee, i comparti industriali, bancari e dei servizi finanziari hanno guidato i guadagni, mentre il settore della difesa ha messo a segno un rialzo dello 0,63% nella sola seduta di venerdì, alimentato dalle notizie di nuovi attacchi russi in Ucraina e dalla prospettiva di un incremento della spesa militare. A Francoforte, il titolo Siemens è salito del 2,6% dopo che Kepler Cheuvreux ha alzato la raccomandazione a “compra”, fornendo il maggiore contributo al Dax.
Dagli analisti del Vecchio Continente si osserva che gli indici europei, meno esposti al comparto tecnologico rispetto a Wall Street, beneficiano di valutazioni relativamente contenute e di una minore dipendenza dal cosiddetto “AI trade”. David Morrison, analista di Trade Nation, ha sottolineato come i listini europei siano non solo meno vulnerabili alle oscillazioni del sentiment sull’intelligenza artificiale, ma anche scambiati a multipli sensibilmente inferiori. Questa combinazione ha favorito afflussi verso l’azionario europeo, mentre i fondi statunitensi hanno registrato deflussi per 17,2 miliardi di dollari nella settimana conclusa il 1° luglio, secondo i dati di EPFR Global citati da Bank of America. Sul mercato obbligazionario, i trader scontano ora un rialzo della Bce di appena 23 punti base entro fine anno, segnalando un allentamento delle pressioni restrittive anche sull’eurozona.
Con Wall Street chiusa e i volumi sottili, l’attenzione si è spostata anche sul rischio di una nuova puntata della guerra valutaria. Il dollaro è rimasto vicino alla parità, mentre lo yen ha oscillato in un clima di accresciuta speculazione su un possibile intervento delle autorità giapponesi, proprio per sfruttare la bassa liquidità. Il prossimo banco di prova per i mercati sarà la stagione delle trimestrali, in particolare per le aziende che hanno investito massicciamente in infrastrutture per l’IA: gli investitori cercheranno conferme che quegli esborsi inizino a tradursi in ricavi tangibili.
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I mercati europei hanno festeggiato un nuovo record, spinti dal raffreddamento delle attese di rialzo dei tassi dopo i deludenti dati sull'occupazione USA. L'indice spagnolo ha partecipato al rally toccando un massimo storico, mentre la bassa liquidità ha mantenuto la seduta tranquilla. I numeri hanno rafforzato la speranza che la Fed rimandi la stretta.
L'indice europeo Stoxx 600 ha raggiunto un record, sostenuto dai guadagni dei titoli tecnologici e della difesa, mentre gli investitori riducevano le scommesse su rialzi dei tassi USA. Il debole rapporto sull'occupazione americana ha allentato la pressione sulla Federal Reserve, favorendo i titoli ciclici. Anche il Dax tedesco ha toccato un nuovo massimo.
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