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Portogallo, lacrime e rimonta: Ronaldo indossa la maglia 21 per Diogo Jota

A un anno dalla scomparsa dell'attaccante, il capitano lusitano guida la vittoria per 2-1 contro la Croazia e lascia il campo con il numero del compagno scomparso.

Allo stadio BMO Field di Toronto, il fischio finale che consegna al Portogallo gli ottavi di finale del Mondiale 2026 si trasforma in un silenzio carico di commozione. Cristiano Ronaldo si sfila la propria maglia numero 7 e indossa quella con il 21 di Diogo Jota, il compagno di nazionale scomparso esattamente un anno prima in un incidente stradale in Spagna. Con gli occhi lucidi, il capitano si avvicina ai tifosi portoghesi, mentre i compagni si stringono attorno a quel rettangolo di stoffa che diventa il simbolo di una vittoria inseguita e dedicata.

La partita era cominciata in salita per la squadra di Roberto Martínez. La Croazia era passata in vantaggio al 53’ con un sinistro di Ivan Perišić, minacciando di spegnere sul nascere il percorso mondiale lusitano. Il Portogallo ha reagito con una pressione crescente, trovando il pareggio al 68’ su calcio di rigore trasformato da Ronaldo, concesso dopo un controllo VAR per un fallo su Renato Veiga. Quando i supplementari sembravano inevitabili, al quarto minuto di recupero Gonçalo Ramos ha insaccato di testa un cross di Rafael Leão, firmando il 2-1. Un gol annullato a Joško Gvardiol per fuorigioco, sempre dopo revisione video, ha congelato il risultato e scatenato l’esultanza portoghese.

La data non era casuale. Il 3 luglio 2025, sulla A-52 nella provincia di Zamora, Diogo Jota e il fratello André Silva persero la vita quando la loro auto, a causa dello scoppio di uno pneumatico, uscì di strada e prese fuoco. Jota, attaccante del Liverpool, aveva appena vinto la Nations League con il Portogallo e si era sposato undici giorni prima. La stampa portoghese ha raccontato di un “patto” tra i giocatori per onorarlo proprio in questa partita, la prima a eliminazione diretta, giocata nell’anniversario della tragedia. Già prima del fischio d’inizio, il volto di Jota era apparso sui maxischermi durante l’inno, e i giocatori indossavano braccialetti con i nomi di tutta la rosa, incluso il suo.

“Vogliamo vincere il Mondiale per lui”, aveva dichiarato Martínez nei giorni scorsi, definendo Jota “la nostra luce” e inserendolo simbolicamente come ventisettesimo convocato. Il gesto di Ronaldo, amplificato dai social network con la frase “Vencemos por nós, pelo Diogo e por Portugal”, ha reso visibile un sentimento che attraversa l’intero gruppo. Il Portogallo affronterà ora la Spagna negli ottavi di finale, in programma lunedì 6 luglio a Dallas, portando con sé il peso di un’assenza che è diventata motore emotivo di un cammino mondiale.

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giovedì 2 luglio 2026

Portogallo, lacrime e rimonta: Ronaldo indossa la maglia 21 per Diogo Jota

A un anno dalla scomparsa dell'attaccante, il capitano lusitano guida la vittoria per 2-1 contro la Croazia e lascia il campo con il numero del compagno scomparso.

Allo stadio BMO Field di Toronto, il fischio finale che consegna al Portogallo gli ottavi di finale del Mondiale 2026 si trasforma in un silenzio carico di commozione. Cristiano Ronaldo si sfila la propria maglia numero 7 e indossa quella con il 21 di Diogo Jota, il compagno di nazionale scomparso esattamente un anno prima in un incidente stradale in Spagna. Con gli occhi lucidi, il capitano si avvicina ai tifosi portoghesi, mentre i compagni si stringono attorno a quel rettangolo di stoffa che diventa il simbolo di una vittoria inseguita e dedicata.

La partita era cominciata in salita per la squadra di Roberto Martínez. La Croazia era passata in vantaggio al 53’ con un sinistro di Ivan Perišić, minacciando di spegnere sul nascere il percorso mondiale lusitano. Il Portogallo ha reagito con una pressione crescente, trovando il pareggio al 68’ su calcio di rigore trasformato da Ronaldo, concesso dopo un controllo VAR per un fallo su Renato Veiga. Quando i supplementari sembravano inevitabili, al quarto minuto di recupero Gonçalo Ramos ha insaccato di testa un cross di Rafael Leão, firmando il 2-1. Un gol annullato a Joško Gvardiol per fuorigioco, sempre dopo revisione video, ha congelato il risultato e scatenato l’esultanza portoghese.

La data non era casuale. Il 3 luglio 2025, sulla A-52 nella provincia di Zamora, Diogo Jota e il fratello André Silva persero la vita quando la loro auto, a causa dello scoppio di uno pneumatico, uscì di strada e prese fuoco. Jota, attaccante del Liverpool, aveva appena vinto la Nations League con il Portogallo e si era sposato undici giorni prima. La stampa portoghese ha raccontato di un “patto” tra i giocatori per onorarlo proprio in questa partita, la prima a eliminazione diretta, giocata nell’anniversario della tragedia. Già prima del fischio d’inizio, il volto di Jota era apparso sui maxischermi durante l’inno, e i giocatori indossavano braccialetti con i nomi di tutta la rosa, incluso il suo.

“Vogliamo vincere il Mondiale per lui”, aveva dichiarato Martínez nei giorni scorsi, definendo Jota “la nostra luce” e inserendolo simbolicamente come ventisettesimo convocato. Il gesto di Ronaldo, amplificato dai social network con la frase “Vencemos por nós, pelo Diogo e por Portugal”, ha reso visibile un sentimento che attraversa l’intero gruppo. Il Portogallo affronterà ora la Spagna negli ottavi di finale, in programma lunedì 6 luglio a Dallas, portando con sé il peso di un’assenza che è diventata motore emotivo di un cammino mondiale.

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