
Portogallo batte Croazia 2-1: Ronaldo rompe il digiuno, VAR scatena le polemiche
Il Portogallo supera la Croazia ai sedicesimi del Mondiale 2026 con un gol di Ramos al 94', dopo il primo gol in knockout di Ronaldo e un fuorigioco millimetrico che fa infuriare Modric.
Il Portogallo ha strappato il pass per gli ottavi di finale del Mondiale 2026 con una vittoria per 2-1 sulla Croazia, in una notte di Toronto carica di pathos, record e recriminazioni. A decidere la sfida è stato un colpo di testa di Gonçalo Ramos al quarto minuto di recupero, dopo che i lusitani avevano rimontato lo svantaggio iniziale firmato da Ivan Perišić. La partita, valida per i sedicesimi, ha visto Cristiano Ronaldo segnare su rigore il suo primo gol in una fase a eliminazione diretta di un Mondiale, al nono tentativo in carriera, eguagliando il momentaneo 1-1 prima di essere sostituito tra gli applausi. Il finale, tuttavia, è stato dominato dalla revisione al VAR che ha annullato il pareggio di Joško Gvardiol per un fuorigioco millimetrico di Mario Pašalić, rilevato dal sensore del pallone.
L'incontro ha ruotato a lungo attorno alla figura di Ronaldo. Il capitano portoghese, 41 anni, aveva toccato pochi palloni nella prima ora di gioco, ben controllato dalla difesa croata, ma ha trasformato con freddezza il penalty concesso dopo un lungo check per un fallo su Renato Veiga. Quel gol ha interrotto un digiuno che durava da otto partite a eliminazione diretta, rendendolo il marcatore più anziano in un knockout mondiale. La scelta del ct Roberto Martínez di richiamarlo in panchina all'81', con la partita ancora in bilico, ha aperto un dibattito tattico in vista della sfida con la Spagna: secondo gli analisti della penisola iberica, la mossa ha liberato spazi per l'ingresso di Ramos, autore del gol vittoria, ma ha anche esposto il Portogallo alle ripartenze avversarie, con Mateo Kovačić che ha colpito un palo e sfiorato il raddoppio.
La tensione è esplosa nel recupero, quando il VAR ha cancellato la gioia croata. L'azione, nata da un cross deviato, è stata riesaminata per un contatto quasi impercettibile di Igor Matanović, che ha fatto scattare la tecnologia del pallone. Luka Modrić, capitano della Croazia, ha attaccato duramente l'uso selettivo del sistema: «Lo usano guardando alla grandezza della squadra», ha dichiarato a fine partita, esprimendo un sentimento diffuso nei Balcani, dove la stampa ha parlato di eliminazione segnata da un'ingiustizia. In Portogallo, al contrario, la decisione è stata accolta come una corretta applicazione del regolamento, e l'attenzione si è subito spostata sull'omaggio a Diogo Jota.
La vittoria è stata infatti dedicata all'ex compagno di squadra, scomparso esattamente un anno prima in un incidente stradale in Spagna. Ronaldo ha indossato dopo il fischio finale una maglia commemorativa con il numero 21 di Jota, alzando le braccia al cielo in un gesto che la stampa del Sud-est asiatico ha descritto come il momento più emotivo del cammino portoghese. Durante tutta la partita, i giocatori avevano portato braccialetti in memoria del compagno, e Rúben Neves era sceso in campo con il suo numero. «Non c'è giorno in cui non lo ricordi», ha detto Neves, mentre Ronaldo ha aggiunto: «Lui è stato con noi».
Il Portogallo affronterà ora la Spagna a Dallas, in un ottavo di finale che rievoca la finale di Nations League vinta ai rigori dai lusitani un anno fa. «La Spagna della Nations League faceva paura e le abbiamo vinto», ha ricordato Neves, citato dalla stampa iberica, mentre Ronaldo ha definito gli iberici «candidati alla vittoria del Mondiale». La sfida si preannuncia come un confronto ad alta intensità tra due squadre che si conoscono profondamente, con il Portogallo intenzionato a confermare la propria tradizione favorevole negli scontri diretti recenti.
| Stampa sud-est asiatica | +0.60 | aligned |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | −0.20 | neutral |
| Stampa indiana e sudasiatica | 0.00 | neutral |
Il Portogallo vince e dedica la partita a Diogo Jota. Cristiano Ronaldo, capitano e simbolo, rompe il digiuno nei knockout e dimostra la sua grandezza umana e sportiva.
La narrazione trasforma una vittoria calcistica in un rito commemorativo, focalizzando l'attenzione sulla figura di Ronaldo come eroe nazionale che unisce sport e sentimento.
La polemica sul VAR e l'arbitraggio, centrale nei resoconti europei, è completamente assente.
Il VAR ha applicato le regole in modo selettivo e ha deciso la partita. Il Portogallo vince ma il vero ostacolo è la Spagna, che aspetta.
Si costruisce una narrazione di ingiustizia arbitrale, delegittimando il risultato e spostando l'attenzione sulla prossima sfida contro la Spagna, vista come una rivincita morale.
Il tributo emotivo a Diogo Jota e il digiuno di gol di Ronaldo sono ignorati, mentre si enfatizza la presunta ingiustizia subita dalla Croazia.
Cristiano Ronaldo ha segnato, ma la sua sostituzione ha aperto un dibattito tattico. Il Portogallo deve decidere se basarsi sul capitano o su un gioco più corale.
Si adotta una prospettiva tecnico-tattica per trasformare una vittoria in un dilemma strategico, mettendo in dubbio la leadership consolidata.
Il tributo a Diogo Jota e le polemiche sul VAR sono assenti, mentre l'attenzione è interamente sul futuro tattico.
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