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Scienza e Salutevenerdì 26 giugno 2026

Ondate di calore: un accesso pediatrico su quattro legato alle alte temperature

Dagli ospedali di Berlino a Roma, i dati mostrano un aumento di colpi di calore e disidratazione tra i bambini. I consigli per proteggerli.

Nelle ultime settimane, i pronto soccorso pediatrici di diverse città europee hanno registrato un incremento misurabile degli accessi legati alle ondate di calore. A Roma, l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù riferisce che circa un accesso estivo su quattro è direttamente o indirettamente correlato alle temperature elevate: nel 5% dei casi si tratta di colpi di calore, sincopi e disidratazione conclamata, mentre un ulteriore 20% riguarda patologie come vomito, diarrea o febbre che il caldo aggrava accelerando la perdita di liquidi. A Berlino, i clinici del gruppo Vivantes segnalano il ricovero di bambini con cefalea intensa, crampi febbrili e colpi di calore, e in singoli casi è stata osservata anche una meningite batterica, favorita dall’indebolimento delle difese dell’organismo sotto stress termico. La Società italiana di Medicina di emergenza e urgenza pediatrica (Simeup) stima un incremento degli accessi tra il 5 e il 10% nei giorni di caldo più intenso.

La vulnerabilità dei più piccoli ha una base fisiologica precisa. L’organismo infantile, spiegano i pediatri del Bambino Gesù, possiede una capacità ancora immatura di regolare la temperatura corporea e una minore efficienza nella dispersione del calore; nei lattanti le riserve idriche si esauriscono più rapidamente. A questo si aggiunge, nelle aree urbane, l’effetto «isola di calore»: asfalto e cemento accumulano energia durante il giorno e la rilasciano lentamente la sera, con temperature al suolo che possono raggiungere 60-80 °C. I medici svedesi ricordano che sia i bambini molto piccoli sia gli anziani hanno una funzione sudoripara meno efficiente, il che riduce la capacità di raffreddamento naturale. Il caldo, inoltre, può facilitare l’ingresso di patogeni: i casi berlinesi di meningite, per quanto rari, indicano come l’ipertermia possa creare condizioni favorevoli a infezioni che in altre circostanze resterebbero contenute.

Le raccomandazioni che giungono dai pronto soccorso e dalle società scientifiche europee convergono su alcune misure di prevenzione. Offrire acqua frequentemente, anche in assenza di sete; evitare l’esposizione al sole e l’attività fisica tra le 11 e le 17; vestire i bambini con abiti leggeri, chiari e traspiranti; proteggere il capo con un cappello; mantenere gli ambienti freschi senza bruschi sbalzi termici. I pediatri romani e tedeschi insistono sul riconoscimento precoce dei segnali di allarme: bocca asciutta, urine scarse e concentrate, irritabilità, sonnolenza, nausea, cefalea, crampi. In caso di colpo di calore, il bambino va portato subito all’ombra, rinfrescato con acqua a temperatura non inferiore a 15 gradi – come precisano i medici svedesi, l’acqua troppo fredda provoca vasocostrizione cutanea e riduce la dispersione del calore – e invitato a bere a piccoli sorsi.

Il prossimo passo per le famiglie è la sorveglianza attiva, in particolare per lattanti e bambini con patologie croniche. Controllare che i pannolini vengano bagnati regolarmente è un indicatore semplice ma efficace dello stato di idratazione. Se compaiono febbre persistente, vomito ripetuto o rifiuto di bere, i pediatri consigliano di rivolgersi al medico curante; se invece si manifestano alterazione dello stato di coscienza, convulsioni, grave difficoltà respiratoria o incapacità di assumere liquidi, è indicato l’accesso immediato al pronto soccorso. Con le temperature che restano eccezionalmente alte in diverse regioni europee, la capacità di leggere questi segnali rappresenta il principale strumento di protezione in attesa di un allentamento della morsa del caldo.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa atlantica / anglosferaStampa europea continentale
Stampa atlantica / anglosfera/ Sicurezza
PragmatismoDistacco

La stampa anglosassone mette in guardia sui pericoli del consumo di alcol durante l'ondata di caldo, sottolineando come le alte temperature amplifichino la disidratazione e riducano la lucidità. Le autorità sanitarie consigliano moderazione e forniscono indicazioni pratiche per evitare malori. L'approccio è pragmatico e orientato alla prevenzione individuale.

Stampa europea continentale/ Mediterranea
AllarmeUrgenzaPaternalismo

I media dell'Europa continentale lanciano l'allarme per l'impennata di ricoveri pediatrici dovuti a colpi di calore e disidratazione, con i pronto soccorso di città come Roma e Berlino sotto pressione. Gli esperti diffondono vademecum e decaloghi per aiutare i genitori a riconoscere sintomi come bocca asciutta, urine scarse e sonnolenza. Il racconto unisce urgenza informativa e un tono protettivo verso i più piccoli.

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venerdì 26 giugno 2026

Ondate di calore: un accesso pediatrico su quattro legato alle alte temperature

Dagli ospedali di Berlino a Roma, i dati mostrano un aumento di colpi di calore e disidratazione tra i bambini. I consigli per proteggerli.

Nelle ultime settimane, i pronto soccorso pediatrici di diverse città europee hanno registrato un incremento misurabile degli accessi legati alle ondate di calore. A Roma, l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù riferisce che circa un accesso estivo su quattro è direttamente o indirettamente correlato alle temperature elevate: nel 5% dei casi si tratta di colpi di calore, sincopi e disidratazione conclamata, mentre un ulteriore 20% riguarda patologie come vomito, diarrea o febbre che il caldo aggrava accelerando la perdita di liquidi. A Berlino, i clinici del gruppo Vivantes segnalano il ricovero di bambini con cefalea intensa, crampi febbrili e colpi di calore, e in singoli casi è stata osservata anche una meningite batterica, favorita dall’indebolimento delle difese dell’organismo sotto stress termico. La Società italiana di Medicina di emergenza e urgenza pediatrica (Simeup) stima un incremento degli accessi tra il 5 e il 10% nei giorni di caldo più intenso.

La vulnerabilità dei più piccoli ha una base fisiologica precisa. L’organismo infantile, spiegano i pediatri del Bambino Gesù, possiede una capacità ancora immatura di regolare la temperatura corporea e una minore efficienza nella dispersione del calore; nei lattanti le riserve idriche si esauriscono più rapidamente. A questo si aggiunge, nelle aree urbane, l’effetto «isola di calore»: asfalto e cemento accumulano energia durante il giorno e la rilasciano lentamente la sera, con temperature al suolo che possono raggiungere 60-80 °C. I medici svedesi ricordano che sia i bambini molto piccoli sia gli anziani hanno una funzione sudoripara meno efficiente, il che riduce la capacità di raffreddamento naturale. Il caldo, inoltre, può facilitare l’ingresso di patogeni: i casi berlinesi di meningite, per quanto rari, indicano come l’ipertermia possa creare condizioni favorevoli a infezioni che in altre circostanze resterebbero contenute.

Le raccomandazioni che giungono dai pronto soccorso e dalle società scientifiche europee convergono su alcune misure di prevenzione. Offrire acqua frequentemente, anche in assenza di sete; evitare l’esposizione al sole e l’attività fisica tra le 11 e le 17; vestire i bambini con abiti leggeri, chiari e traspiranti; proteggere il capo con un cappello; mantenere gli ambienti freschi senza bruschi sbalzi termici. I pediatri romani e tedeschi insistono sul riconoscimento precoce dei segnali di allarme: bocca asciutta, urine scarse e concentrate, irritabilità, sonnolenza, nausea, cefalea, crampi. In caso di colpo di calore, il bambino va portato subito all’ombra, rinfrescato con acqua a temperatura non inferiore a 15 gradi – come precisano i medici svedesi, l’acqua troppo fredda provoca vasocostrizione cutanea e riduce la dispersione del calore – e invitato a bere a piccoli sorsi.

Il prossimo passo per le famiglie è la sorveglianza attiva, in particolare per lattanti e bambini con patologie croniche. Controllare che i pannolini vengano bagnati regolarmente è un indicatore semplice ma efficace dello stato di idratazione. Se compaiono febbre persistente, vomito ripetuto o rifiuto di bere, i pediatri consigliano di rivolgersi al medico curante; se invece si manifestano alterazione dello stato di coscienza, convulsioni, grave difficoltà respiratoria o incapacità di assumere liquidi, è indicato l’accesso immediato al pronto soccorso. Con le temperature che restano eccezionalmente alte in diverse regioni europee, la capacità di leggere questi segnali rappresenta il principale strumento di protezione in attesa di un allentamento della morsa del caldo.

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La stampa anglosassone mette in guardia sui pericoli del consumo di alcol durante l'ondata di caldo, sottolineando come le alte temperature amplifichino la disidratazione e riducano la lucidità. Le autorità sanitarie consigliano moderazione e forniscono indicazioni pratiche per evitare malori. L'approccio è pragmatico e orientato alla prevenzione individuale.

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I media dell'Europa continentale lanciano l'allarme per l'impennata di ricoveri pediatrici dovuti a colpi di calore e disidratazione, con i pronto soccorso di città come Roma e Berlino sotto pressione. Gli esperti diffondono vademecum e decaloghi per aiutare i genitori a riconoscere sintomi come bocca asciutta, urine scarse e sonnolenza. Il racconto unisce urgenza informativa e un tono protettivo verso i più piccoli.

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