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Olanda travolgente, Tunisia al tappeto: Gruppo F agli Orange

Due gol in sette minuti e un’autorete spianano la strada alla squadra di Koeman, che evita il Brasile e ora affronterà il Marocco.

La notte di Kansas City ha restituito un’Olanda cinica e spietata, capace di ipotecare la vittoria e il primato del Gruppo F in poco più di un battito di ciglia. Dopo appena tre minuti, un cross teso di Denzel Dumfries ha trovato la sfortunata deviazione del capitano tunisino Ellyes Skhiri, che ha infilato la propria porta nel tentativo di spazzare. Quattro minuti più tardi, Brian Brobbey ha firmato il 2-0 con un tap-in ravvicinato, sfruttando una sponda aerea di Virgil van Dijk su calcio piazzato di Tijjani Reijnders. Un uno-due che ha spento ogni residua velleità di una Tunisia già eliminata e in piena crisi di identità, orfana del tecnico Sabri Lamouchi esonerato dopo il pesante 5-1 subìto all’esordio dalla Svezia.

La reazione nordafricana, affidata alla cura del nuovo commissario Hervé Renard, si è materializzata soltanto a inizio ripresa, quando Hazem Mastouri ha insaccato di testa su corner di Hannibal Mejbri, riportando il punteggio sul 2-1. L’illusione è durata lo spazio di otto minuti: sugli sviluppi di un altro angolo battuto da Reijnders, Jan Paul van Hecke ha colpito di testa sul primo palo, trovando una deviazione di Anis Ben Slimane che ha beffato il portiere Aymen Dahmen. Il 3-1 ha riconsegnato il controllo totale agli Orange, che hanno gestito con maturità il resto della contesa, sfiorando anche il quarto gol con un palo dello stesso Reijnders.

Il successo, unito al contemporaneo pareggio per 1-1 tra Giappone e Svezia ad Arlington, ha cristallizzato la classifica: Olanda prima a quota 7 punti, Giappone secondo con 5, Svezia terza con 4 e qualificata come una delle migliori terze, Tunisia ultima a zero. Per la formazione di Ronald Koeman si tratta del quindicesimo risultato utile consecutivo in una fase finale mondiale, striscia che dal 2014 ha superato il record brasiliano di tredici incontri senza sconfitte. Un dato che, secondo gli osservatori europei, certifica la solidità di una squadra che ha saputo unire il talento offensivo di Brobbey – tre gol nel torneo – a una struttura difensiva pragmatica, capace di subire solo quattro reti in tre partite.

Sul fronte tunisino, il bilancio è impietoso: dodici gol incassati, due soli realizzati e un’atmosfera interna descritta dagli inviati africani come segnata da tensioni e disorganizzazione. Renard, al termine della gara, ha parlato senza giri di parole di una squadra “non all’altezza del Mondiale”, invitando la federazione a un’analisi profonda. L’Olanda, dal canto suo, si proietta ora sull’ottavo di finale di Monterrey contro il Marocco, seconda del Gruppo C, mentre il Giappone affronterà il Brasile e la Svezia attende di conoscere la propria avversaria. Un incrocio che, per gli Orange, evita la Seleção e alimenta legittime ambizioni in un tabellone che si fa via via più concreto.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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I Paesi Bassi hanno battuto la Tunisia 3-1, chiudendo in testa al Gruppo F e guadagnando un ottavo di finale contro il Marocco. Brian Brobbey ha segnato il suo terzo gol del torneo, mentre un'autorete iniziale e un terzo gol nel finale hanno blindato la vittoria. L'attenzione si sposta ora sulla sfida con i semifinalisti del 2022.

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SchadenfreudePragmatismo

I Paesi Bassi hanno travolto la Tunisia 3-1, vincendo il Gruppo F e ponendo fine a un torneo da incubo per la squadra nordafricana. Due gol nei primi sette minuti, tra cui un'autorete e un tap-in di Brobbey, hanno messo in ghiaccio la partita. Gli olandesi ora guardano all'ottavo di finale contro il Marocco.

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venerdì 26 giugno 2026

Olanda travolgente, Tunisia al tappeto: Gruppo F agli Orange

Due gol in sette minuti e un’autorete spianano la strada alla squadra di Koeman, che evita il Brasile e ora affronterà il Marocco.

La notte di Kansas City ha restituito un’Olanda cinica e spietata, capace di ipotecare la vittoria e il primato del Gruppo F in poco più di un battito di ciglia. Dopo appena tre minuti, un cross teso di Denzel Dumfries ha trovato la sfortunata deviazione del capitano tunisino Ellyes Skhiri, che ha infilato la propria porta nel tentativo di spazzare. Quattro minuti più tardi, Brian Brobbey ha firmato il 2-0 con un tap-in ravvicinato, sfruttando una sponda aerea di Virgil van Dijk su calcio piazzato di Tijjani Reijnders. Un uno-due che ha spento ogni residua velleità di una Tunisia già eliminata e in piena crisi di identità, orfana del tecnico Sabri Lamouchi esonerato dopo il pesante 5-1 subìto all’esordio dalla Svezia.

La reazione nordafricana, affidata alla cura del nuovo commissario Hervé Renard, si è materializzata soltanto a inizio ripresa, quando Hazem Mastouri ha insaccato di testa su corner di Hannibal Mejbri, riportando il punteggio sul 2-1. L’illusione è durata lo spazio di otto minuti: sugli sviluppi di un altro angolo battuto da Reijnders, Jan Paul van Hecke ha colpito di testa sul primo palo, trovando una deviazione di Anis Ben Slimane che ha beffato il portiere Aymen Dahmen. Il 3-1 ha riconsegnato il controllo totale agli Orange, che hanno gestito con maturità il resto della contesa, sfiorando anche il quarto gol con un palo dello stesso Reijnders.

Il successo, unito al contemporaneo pareggio per 1-1 tra Giappone e Svezia ad Arlington, ha cristallizzato la classifica: Olanda prima a quota 7 punti, Giappone secondo con 5, Svezia terza con 4 e qualificata come una delle migliori terze, Tunisia ultima a zero. Per la formazione di Ronald Koeman si tratta del quindicesimo risultato utile consecutivo in una fase finale mondiale, striscia che dal 2014 ha superato il record brasiliano di tredici incontri senza sconfitte. Un dato che, secondo gli osservatori europei, certifica la solidità di una squadra che ha saputo unire il talento offensivo di Brobbey – tre gol nel torneo – a una struttura difensiva pragmatica, capace di subire solo quattro reti in tre partite.

Sul fronte tunisino, il bilancio è impietoso: dodici gol incassati, due soli realizzati e un’atmosfera interna descritta dagli inviati africani come segnata da tensioni e disorganizzazione. Renard, al termine della gara, ha parlato senza giri di parole di una squadra “non all’altezza del Mondiale”, invitando la federazione a un’analisi profonda. L’Olanda, dal canto suo, si proietta ora sull’ottavo di finale di Monterrey contro il Marocco, seconda del Gruppo C, mentre il Giappone affronterà il Brasile e la Svezia attende di conoscere la propria avversaria. Un incrocio che, per gli Orange, evita la Seleção e alimenta legittime ambizioni in un tabellone che si fa via via più concreto.

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I Paesi Bassi hanno battuto la Tunisia 3-1, chiudendo in testa al Gruppo F e guadagnando un ottavo di finale contro il Marocco. Brian Brobbey ha segnato il suo terzo gol del torneo, mentre un'autorete iniziale e un terzo gol nel finale hanno blindato la vittoria. L'attenzione si sposta ora sulla sfida con i semifinalisti del 2022.

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I Paesi Bassi hanno travolto la Tunisia 3-1, vincendo il Gruppo F e ponendo fine a un torneo da incubo per la squadra nordafricana. Due gol nei primi sette minuti, tra cui un'autorete e un tap-in di Brobbey, hanno messo in ghiaccio la partita. Gli olandesi ora guardano all'ottavo di finale contro il Marocco.

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