
Sanzioni USA contro Cuba: colpite logistica, finanza e settore minerario del conglomerato GAESA
L'amministrazione Trump designa cinque aziende statali e un familiare di Castro, mirando ai gangli economici dell'isola e avvertendo i partner stranieri.
Il Dipartimento del Tesoro e il Segretario di Stato Marco Rubio hanno annunciato martedì una nuova tornata di sanzioni contro cinque entità statali cubane e Annalie Lilliam Rueda Cardero, nuora dell'ex presidente Raúl Castro in quanto moglie di Alejandro Castro Espín. Le misure, adottate in base all'Ordine Esecutivo 14404 del maggio 2026, colpiscono Almacenes Universales (logistica e controllo del traffico container nel porto di Mariel), le finanziarie Rafin e Banco Financiero Internacional, la compagnia mineraria statale GeoMinera e l'acciaieria Empresa Siderúrgica José Martí. Tre di queste società sono legate al Grupo de Administración Empresarial S.A. (GAESA), il conglomerato controllato dalle Forze Armate Rivoluzionarie che, secondo Washington, rappresenta il braccio finanziario dell'apparato repressivo cubano e gestisce circa il 40% del PIL dell'isola.
Secondo l'amministrazione statunitense, GAESA avrebbe consentito alle élite di governo di dirottare risorse verso la repressione interna, lo spionaggio e la sovversione anti-americana, sottraendole a servizi essenziali per la popolazione. Il Segretario Rubio ha definito il governo cubano «corrotto, brutale e antiamericano» e ha avvertito che qualsiasi banca o impresa straniera che fornisca servizi ai soggetti designati rischia a sua volta sanzioni secondarie. Il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodríguez ha respinto le accuse, bollando Rubio come «disonesto e mendace» e denunciando un «castigo collettivo» che aggrava la crisi umanitaria sull'isola. In controtendenza, la presidente messicana Claudia Sheinbaum ha annunciato l'intenzione di riprendere le spedizioni di petrolio verso Cuba attraverso canali commerciali privati, una mossa che gli analisti latinoamericani leggono come una sfida diretta alla pressione di Washington.
Le implicazioni economiche sono immediate e toccano anche operatori europei e asiatici. Almacenes Universales è il principale snodo logistico per l'import-export cubano; il Banco Financiero Internacional funge da banca commerciale di riferimento per gli investitori esteri. Colpire queste infrastrutture, osservano analisti con sede a Miami, rischia di interrompere il flusso di beni essenziali e di scoraggiare ulteriormente il capitale straniero. GeoMinera, che gestisce joint venture con la multinazionale delle materie prime Trafigura e con la australiana Antilles Gold, è al centro di progetti minerari legati a zinco e altri minerali non nicheliferi. Trafigura ha già sospeso le spedizioni verso la Cina a causa dell'inasprimento sanzionatorio e della crisi energetica cubana, un segnale che le imprese globali, comprese quelle con sede in Europa, devono ricalibrare la propria esposizione al rischio sanzioni secondarie.
L'ultimo pacchetto si inserisce in una strategia di pressione crescente. Ai primi di giugno erano stati sanzionati il presidente Miguel Díaz-Canel, sua moglie, lo stesso Alejandro Castro Espín e il Ministero della Difesa; a maggio erano finiti sotto restrizione i servizi di intelligence, il Ministero dell'Interno e la polizia nazionale. A gennaio 2026 il presidente Trump aveva firmato un decreto sui dazi contro i paesi che riforniscono di petrolio Cuba, innescando una crisi energetica, e a marzo L'Avana era stata inserita nella lista degli Stati cui è vietato ricevere combustibile russo, costringendo una petroliera a cambiare rotta. Parallelamente, il governo cubano ha annunciato 176 riforme economiche per ampliare l'iniziativa privata e attrarre investimenti, ma le nuove designazioni rischiano di vanificare quei tentativi isolando ulteriormente l'isola dai circuiti finanziari internazionali.
Le sanzioni sono entrate in vigore immediatamente, con congelamento dei beni sotto giurisdizione statunitense e divieto di transazioni per cittadini e imprese americane. Il Dipartimento di Stato ha ribadito che chiunque continui a offrire servizi ai soggetti colpiti sarà passibile di misure analoghe. L'annuncio messicano sul petrolio, se concretizzato, metterà alla prova la portata extraterritoriale delle sanzioni secondarie. Al momento non sono state comunicate nuove designazioni, ma fonti diplomatiche americane non escludono ulteriori passi contro intermediari finanziari e partner commerciali di GAESA, mantenendo aperto un dossier che intreccia pressione geopolitica, crisi energetica e competizione per le risorse minerarie dei Caraibi.
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Le nuove sanzioni statunitensi contro GAESA e la famiglia Castro rappresentano l'ennesimo colpo inferto a Cuba, aggravando la crisi energetica e configurandosi come un castigo collettivo contro la popolazione. L'amministrazione USA ignora le riforme economiche dell'isola e mantiene una politica di strangolamento che viola il diritto internazionale.
Le sanzioni mirano a colpire le entità che generano entrate per il regime cubano, in particolare il conglomerato militare GAESA che controlla settori chiave dell'economia. Il segretario di Stato Marco Rubio ha spiegato che le misure sono necessarie per impedire al governo di utilizzare queste risorse per finanziare attività repressive e di controllo.
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