
Norvegia a un passo dagli ottavi, Senegal all'ultima spiaggia nel Gruppo I
Con Haaland scatenato, i norvegesi cercano il pass anticipato contro i Leoni della Teranga, obbligati a vincere per sopravvivere.
Il MetLife Stadium del New Jersey si prepara a un duello che profuma di dentro o fuori, sebbene la classifica racconti storie opposte. La Norvegia, trascinata da un Erling Haaland già a quota due reti dopo il debutto, può ipotecare con un turno d’anticipo la qualificazione ai sedicesimi di finale. Il 4-1 rifilato all’Iraq ha mostrato una squadra capace di assorbire il colpo subito e di dilagare nella ripresa, con il centravanti del Manchester City implacabile finalizzatore e Martin Ødegaard regista di un attacco che, secondo gli analisti del Nord Europa, rappresenta la generazione più talentuosa dai tempi della nazionale che mancava la fase finale da ventotto anni.
Di fronte c’è un Senegal ferito e già con l’acqua alla gola. La sconfitta per 3-1 contro la Francia, maturata nonostante un finale generoso e il gol del diciottenne Ibrahim Mbaye, ha reso obbligatoria la vittoria. Nell’ottica africana, la posta in gioco va oltre il semplice passaggio del turno: il commissario tecnico Pape Thiaw ha dichiarato che i suoi giocatori sono «pronti a morire per l’Africa», un’iperbole che riflette la volontà di riscattare anche la controversa finale di Coppa d’Africa persa a tavolino contro il Marocco. La squadra dispone di frecce come Sadio Mané, Ismaïla Sarr e Nicolas Jackson, ma dovrà fare i conti con una difesa che contro i Bleus ha concesso troppo, un punto debole che la velocità norvegese potrebbe punire senza pietà.
La partita si inserisce in un Gruppo I che gli addetti ai lavori sudamericani ed europei definiscono senza esitazione «gruppo della morte»: il ranking FIFA più alto dell’intero torneo, con la Francia campione in carica a contendersi il primato. La Norvegia di Ståle Solbakken, però, non si accontenta del ruolo di comparsa. Il percorso di qualificazione impeccabile – primo posto davanti all’Italia, assente per la terza volta consecutiva – e la vittoria esterna per 4-1 proprio contro gli Azzurri hanno convinto molti osservatori di Bruxelles che questa squadra possiede la maturità per reggere l’urto anche contro avversari di rango superiore.
Senegal, dal canto suo, può aggrapparsi all’unico precedente, un’amichevole vinta 2-1 nel 2006 a Dakar, e alla consapevolezza che il calcio africano sta riducendo il gap con le potenze tradizionali: nelle prime dodici sfide del torneo tra squadre del continente ed europee o sudamericane, le vittorie delle vecchie dominatrici sono state appena quattro, con sei pareggi e due successi africani. Un segnale che, secondo gli analisti di Johannesburg, rende meno scontato l’esito di una gara in cui la Norvegia parte favorita ma non può permettersi distrazioni, specie nei primi venti minuti dove contro l’Iraq aveva mostrato qualche incertezza difensiva.
L’arbitro brasiliano Wilton Pereira Sampaio dirigerà un incontro che, in caso di vittoria norvegese, consegnerebbe ai vichinghi il biglietto per la fase a eliminazione diretta e trasformerebbe l’ultima sfida contro la Francia in una passerella. Per il Senegal, invece, un passo falso significherebbe dipendere da una combinazione di risultati e da una goleada nell’ultima giornata contro l’Iraq, scenario che sa di precoce addio al Mondiale.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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La copertura sud-est asiatica evidenzia il piano tattico del Senegal per contenere Erling Haaland, riconoscendo però che la pericolosità della Norvegia va oltre il suo attaccante. Le analisi pre-partita propendono per una vittoria norvegese, indicando Haaland come l'arma decisiva per ipotecare la qualificazione anticipata.
I media latinoamericani presentano la partita come un passo cruciale per la Norvegia verso la qualificazione, con Erling Haaland protagonista assoluto al suo primo Mondiale. La copertura sottolinea la posta in gioco elevata e fornisce ampie informazioni sulla visione, trattando l'incontro come un evento imperdibile.
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