
Neymar assente, Ancelotti debutta con il Brasile contro il Marocco: la prima sfida del Mondiale 2026
Il fuoriclasse brasiliano salta l'esordio iridato per un infortunio al polpaccio, mentre il tecnico italiano affronta la sua prima partita in un Mondiale da ct contro la rivelazione africana.
Alla mezzanotte italiana di sabato 13 giugno, al MetLife Stadium di East Rutherford, il Brasile di Carlo Ancelotti esordisce nel Gruppo C del Mondiale 2026 contro il Marocco, ma senza Neymar. Il fuoriclasse, 34 anni, è stato escluso per un infortunio al polpaccio che ne ha impedito il pieno recupero. Ancelotti ha confermato che l'attaccante "sta lavorando duramente" e potrebbe riaggregarsi al gruppo la prossima settimana, lasciando aperta la porta per le successive sfide contro Haiti e Scozia. Per il tecnico emiliano, 67 anni, è il debutto assoluto in una Coppa del Mondo da commissario tecnico, con il peso di un digiuno di titoli che dura dal 2002. "La paura è una parte importante della vita", ha dichiarato, "se non hai paura, potresti scambiare un leone per un gatto".
Le letture della vigilia variano con la geografia. In Italia, i commentatori sottolineano il paradosso di un Brasile "un po' azzurro", chiamato a fondere la praticità di Ancelotti con la tradizionale spensieratezza offensiva, mentre New York è distratta dalle Finals NBA. I media indonesiani descrivono la sfida come un "esame severo" per la Seleção, ricordando che il Marocco è campione d'Africa e reduce da una semifinale mondiale. Dalla Svezia si mette in guardia sull'incertezza del recupero di Neymar, che potrebbe condizionare l'intero girone. Fonti indiane riportano un Marocco imperturbabile, pronto a ogni scenario.
Il Marocco di Walid Regragui, già capace di imbrigliare le favorite in Qatar, punta a ripetersi con un'organizzazione collaudata. Il Brasile, orfano anche di Militão e Rodrygo, si affida a veterani come Alisson, Marquinhos e Casemiro per guidare i nuovi talenti. Ancelotti ha parlato di "onore e responsabilità" nel rappresentare il "paese del calcio per eccellenza", ma ha ammesso un timore reverenziale che tiene viva l'attenzione. La sua ricetta è nota: zero isterismi e la speranza che l'anima pratica italiana si sposi con il genio brasiliano.
In prospettiva, la partita è un crocevia immediato. Un passo falso complicherebbe il cammino in un girone che, sulla carta, offre margini contro Haiti e Scozia, ma che potrebbe riservare insidie. Per Neymar, accolto in rosa a furor di popolo nonostante la condizione precaria, questo Mondiale si profila come l'ultimo ballo, simbolo di un talento logorato dal tempo. Ancelotti, con cinque Champions League in bacheca, è l'uomo scelto per ricucire lo strappo tra passato glorioso e presente incerto. La notte del New Jersey dirà se il leone marocchino si rivelerà un gatto, o se la paura invocata da Carletto si trasformerà in prudenza vincente.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Neymar salterà la partita inaugurale del Brasile a causa di un infortunio al polpaccio, ha confermato l'allenatore Ancelotti. L'esperienza del giocatore rimane utile per guidare i giovani. Il Marocco non si lascia turbare e si dice pronto a ogni evenienza.
La sfida Brasile-Marocco è dipinta come un duello acceso e un esame severo per la Seleção, reso ancora più complesso dall'assenza di Neymar e dal nervosismo ammesso da Ancelotti. I testi mescolano toni drammatici, analisi psicologiche e pronostici, presentando l'apertura come un test cruciale per le ambizioni mondiali brasiliane e l'inizio dell'era Ancelotti.
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