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Mondiale 2026, un milione di spettatori in cinque giorni: festa e polemiche

L'entusiasmo per l'esordio record del torneo a 48 squadre si scontra con le critiche su visti e biglietti, mentre Infantino esulta.

La Coppa del Mondo 2026 ha superato la soglia del milione di spettatori negli stadi dopo appena cinque giorni di competizione, un traguardo che il presidente della FIFA Gianni Infantino ha celebrato con un post su Instagram accanto al possessore del biglietto numero un milione. Con sedici partite già disputate sui 104 incontri previsti fino al 19 luglio, il torneo ospitato da Stati Uniti, Messico e Canada sta registrando un'affluenza media di 63mila tifosi a gara e un riempimento degli impianti pari al 99,5 per cento della capienza. «Avete dato vita alla Coppa del Mondo più inclusiva di sempre», ha scritto Infantino, sottolineando la portata storica di un'edizione allargata a 48 nazionali.

Dall'America Latina, dove la febbre del calcio è endemica, i resoconti confermano un clima di grande partecipazione. Il tecnico della Colombia, Néstor Lorenzo, ha colto l'occasione per ricordare che «i Mondiali ci stanno dimostrando che non esistono squadre piccole», un monito che riflette l'equilibrio competitivo favorito dal nuovo formato. Tuttavia, non mancano le voci critiche. Fonti mediorientali e asiatiche mettono in luce le difficoltà legate ai visti per gli Stati Uniti: il caso più eclatante è quello dell'Iran, i cui giocatori hanno denunciato di dover affrontare viaggi di due giorni prima di ogni partita a causa delle restrizioni consolari, un problema che penalizza la preparazione atletica e solleva interrogativi sull'effettiva accessibilità del torneo.

A queste tensioni si aggiungono le lamentele per il costo elevato dei biglietti, un tema che ha accompagnato la vigilia e che ora rischia di escludere fasce di tifosi meno abbienti, proprio mentre la FIFA rivendica l'inclusività. Infantino, intervenendo al Summit Esecutivo della FIFA a Miami, ha dichiarato che il Mondiale ha «superato ogni aspettativa» dopo aver assistito a cinque partite in cinque stadi diversi nei tre paesi ospitanti. Il vertice, lanciato nel 2016, riunisce i leader delle federazioni per discutere programmi come FIFA Forward, le competizioni giovanili e la strategia digitale, segnalando che l'agenda della governance globale del calcio va ben oltre i novanta minuti.

Per l'Italia, assente da questa edizione dopo la mancata qualificazione, il Mondiale 2026 rappresenta uno specchio lontano ma eloquente. L'allargamento a 48 squadre, pensato per dare più spazio a confederazioni emergenti, ha paradossalmente coinciso con l'esclusione degli Azzurri, alimentando il dibattito in Europa sulla competitività del Vecchio Continente in un torneo sempre più planetario. Mentre gli stadi nordamericani si riempiono e le polemiche sui visti infiammano il Medio Oriente, la FIFA guarda già al futuro: la sfida sarà trasformare questa edizione record in un modello sostenibile, capace di coniugare spettacolo, equità e reale accessibilità per tutti.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Stampa latinoamericana
trionfoscetticismo

Il Mondiale 2026 ha debuttato con stadi pieni e oltre un milione di spettatori in cinque giorni, un traguardo celebrato dalla FIFA come segno di inclusione. Tuttavia, emergono già tensioni: le difficoltà di viaggio e le restrizioni sui visti, denunciate anche dalla nazionale iraniana, gettano un'ombra sulla festa.

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pragmatismoscetticismo

La FIFA esulta per il milione di tifosi che hanno già riempito gli stadi del Mondiale allargato. Ma il traguardo è accompagnato da aspre critiche per i prezzi elevati dei biglietti e le restrizioni sui visti, che hanno limitato l'accesso di molti sostenitori.

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martedì 16 giugno 2026

Mondiale 2026, un milione di spettatori in cinque giorni: festa e polemiche

L'entusiasmo per l'esordio record del torneo a 48 squadre si scontra con le critiche su visti e biglietti, mentre Infantino esulta.

La Coppa del Mondo 2026 ha superato la soglia del milione di spettatori negli stadi dopo appena cinque giorni di competizione, un traguardo che il presidente della FIFA Gianni Infantino ha celebrato con un post su Instagram accanto al possessore del biglietto numero un milione. Con sedici partite già disputate sui 104 incontri previsti fino al 19 luglio, il torneo ospitato da Stati Uniti, Messico e Canada sta registrando un'affluenza media di 63mila tifosi a gara e un riempimento degli impianti pari al 99,5 per cento della capienza. «Avete dato vita alla Coppa del Mondo più inclusiva di sempre», ha scritto Infantino, sottolineando la portata storica di un'edizione allargata a 48 nazionali.

Dall'America Latina, dove la febbre del calcio è endemica, i resoconti confermano un clima di grande partecipazione. Il tecnico della Colombia, Néstor Lorenzo, ha colto l'occasione per ricordare che «i Mondiali ci stanno dimostrando che non esistono squadre piccole», un monito che riflette l'equilibrio competitivo favorito dal nuovo formato. Tuttavia, non mancano le voci critiche. Fonti mediorientali e asiatiche mettono in luce le difficoltà legate ai visti per gli Stati Uniti: il caso più eclatante è quello dell'Iran, i cui giocatori hanno denunciato di dover affrontare viaggi di due giorni prima di ogni partita a causa delle restrizioni consolari, un problema che penalizza la preparazione atletica e solleva interrogativi sull'effettiva accessibilità del torneo.

A queste tensioni si aggiungono le lamentele per il costo elevato dei biglietti, un tema che ha accompagnato la vigilia e che ora rischia di escludere fasce di tifosi meno abbienti, proprio mentre la FIFA rivendica l'inclusività. Infantino, intervenendo al Summit Esecutivo della FIFA a Miami, ha dichiarato che il Mondiale ha «superato ogni aspettativa» dopo aver assistito a cinque partite in cinque stadi diversi nei tre paesi ospitanti. Il vertice, lanciato nel 2016, riunisce i leader delle federazioni per discutere programmi come FIFA Forward, le competizioni giovanili e la strategia digitale, segnalando che l'agenda della governance globale del calcio va ben oltre i novanta minuti.

Per l'Italia, assente da questa edizione dopo la mancata qualificazione, il Mondiale 2026 rappresenta uno specchio lontano ma eloquente. L'allargamento a 48 squadre, pensato per dare più spazio a confederazioni emergenti, ha paradossalmente coinciso con l'esclusione degli Azzurri, alimentando il dibattito in Europa sulla competitività del Vecchio Continente in un torneo sempre più planetario. Mentre gli stadi nordamericani si riempiono e le polemiche sui visti infiammano il Medio Oriente, la FIFA guarda già al futuro: la sfida sarà trasformare questa edizione record in un modello sostenibile, capace di coniugare spettacolo, equità e reale accessibilità per tutti.

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Il Mondiale 2026 ha debuttato con stadi pieni e oltre un milione di spettatori in cinque giorni, un traguardo celebrato dalla FIFA come segno di inclusione. Tuttavia, emergono già tensioni: le difficoltà di viaggio e le restrizioni sui visti, denunciate anche dalla nazionale iraniana, gettano un'ombra sulla festa.

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La FIFA esulta per il milione di tifosi che hanno già riempito gli stadi del Mondiale allargato. Ma il traguardo è accompagnato da aspre critiche per i prezzi elevati dei biglietti e le restrizioni sui visti, che hanno limitato l'accesso di molti sostenitori.

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