
Meta lancia gli occhiali IA a proprio marchio, prezzo sotto i 300 dollari e design italo-francese
Abbandonato il brand Ray-Ban, Meta debutta con una linea propria prodotta da EssilorLuxottica: tre montature, intelligenza artificiale visiva e traduzione in 20 lingue, disponibile anche in Italia.
Meta ha presentato la prima famiglia di occhiali intelligenti a marchio proprio, i Meta Glasses, rompendo la consuetudine che legava i suoi wearable ai nomi Ray-Ban e Oakley. Il prezzo d’ingresso scende a 299 dollari (circa 275 euro), ottanta dollari in meno rispetto al modello Ray-Ban Meta di seconda generazione, con l’obiettivo dichiarato di allargare la platea di utenti. La produzione resta affidata a EssilorLuxottica, colosso franco-italiano dell’occhialeria, ma il design e l’identità industriale passano sotto il controllo diretto di Menlo Park. Tre le silhouette disponibili al lancio – Adventurer (rettangolare classica), Fury (squadrata e sportiva) e la capsule disegnata con Kylie Jenner (ovale sottile, 399 dollari) – per un totale di ventisei combinazioni di colore e lenti, incluse versioni graduate, polarizzate e Transitions. La distribuzione copre da subito Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Australia e i principali mercati europei, Italia compresa, attraverso Meta.com, Amazon, Best Buy e catene come LensCrafters e Sunglass Hut.
Sotto il profilo tecnico, i nuovi occhiali non integrano un display, ma montano una fotocamera da 12 megapixel con video 3K, altoparlanti open-ear e un array di cinque microfoni. Il cuore dell’esperienza è l’assistente Meta AI, ora alimentato dal modello proprietario Muse Spark, sviluppato dai Meta Superintelligence Labs: è in grado di interpretare ciò che l’utente osserva, rispondere a domande sul contesto visivo, fornire punteggi sportivi, suggerire ristoranti e gestire agende. La traduzione dal vivo sale a venti lingue con l’aggiunta di hindi, arabo, mandarino, giapponese e coreano. L’autonomia supera le otto ore, estendibili a quaranta con la custodia di ricarica. Restano irrisolti i nodi legati alla privacy: un anello luminoso segnala le riprese, ma fonti americane hanno mostrato come possa essere facilmente eluso.
La mossa si inserisce in un mercato degli occhiali intelligenti che Meta ed EssilorLuxottica già dominano con una quota superiore all’80%, secondo Counterpoint Research, e che nel 2025 ha visto la sola linea Ray-Ban Meta raggiungere 7,3 milioni di paia spedite, più di quanto i visori per la realtà virtuale dell’azienda abbiano mai venduto in un anno. La concorrenza tuttavia accelera: Snap ha appena lanciato i suoi Specs a realtà aumentata a 2.195 dollari, Google prepara occhiali IA con Warby Parker basati su Gemini, e Apple sarebbe al lavoro su un dispositivo previsto per il 2027. In questo scenario, Meta punta a coniugare tecnologia e moda: Mark Zuckerberg ha spiegato che la sfida non è aggiungere funzioni, ma creare oggetti che le persone siano orgogliose di indossare, un apprendimento maturato proprio nella collaborazione con EssilorLuxottica.
Per l’Italia la partita ha un significato industriale oltre che commerciale. EssilorLuxottica, nata dall’integrazione tra il gruppo francese Essilor e l’italiana Luxottica fondata da Leonardo Del Vecchio, produce questi dispositivi in un ecosistema che affonda le radici nel distretto veneto dell’occhialeria. La disponibilità immediata sul mercato italiano, a un prezzo inferiore a molti modelli Ray-Ban tradizionali, potrebbe accelerare l’adozione di wearable IA in Europa, mentre le funzioni di navigazione pedonale e le foto dinamiche annunciate per i prossimi mesi segnano il prossimo passo verso occhiali che ambiscono a sostituire lo smartphone in molte interazioni quotidiane.
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Meta sfida il futuro con occhiali AI a 299 dollari, lanciando anche una linea firmata Kylie Jenner. Gli occhiali sono oggetti identitari e Meta punta a renderli il volto quotidiano dell'intelligenza artificiale, unendo moda e tecnologia.
Meta offre occhiali a costo inferiore mentre la concorrenza nei dispositivi indossabili si intensifica. Il nuovo modello da 299 dollari abbandona il marchio Ray-Ban, abbassando il prezzo rispetto ai modelli precedenti, in un mercato degli occhiali intelligenti sempre più caldo.
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