
Messico, l’inflazione scende al 3,1%. In Argentina crolla la fiducia, la Russia teme i carburanti
I dati di luglio disegnano un’estate a più velocità: rientro nel target per Città del Messico, pessimismo record tra i consumatori argentini e accelerazione dei prezzi in Russia spinta dal diesel.
L’inflazione messicana ha sorpreso per il secondo mese consecutivo, scendendo al 3,10% nella prima metà di luglio, ben dentro l’intervallo obiettivo della banca centrale (3% ± 1 punto). Il dato, diffuso dall’Istituto nazionale di statistica, è stato trainato dal crollo dei prezzi di frutta e verdura, con il pomodoro in calo del 13,18% quindicinale, e da riduzioni nei servizi alberghieri e nel gas domestico. L’inflazione di fondo è rimasta però ferma al 3,95%, segnalando che le pressioni sui servizi non si sono ancora dissolte. In questo quadro, la Banxico ha mantenuto il tasso di riferimento al 6,50% e, secondo gli analisti di Città del Messico, intende conservare una postura prudente almeno fino a quando la dinamica dei servizi non mostrerà un rallentamento più convincente.
Sul fronte opposto si colloca l’Argentina, dove l’Indice di Fiducia dei Consumatori elaborato dall’Università Torcuato Di Tella è arretrato del 4,78% su base mensile e del 12,30% su base annua, toccando i 40,67 punti. La contrazione ha colpito tutte le aree geografiche e tutte le fasce di reddito, ma ha scavato un solco profondo tra i nuclei a basso reddito (-11,47% mensile) e quelli ad alto reddito (-1,45%). La componente più penalizzata è stata la percezione della situazione macroeconomica, scesa dell’8,49%, mentre le aspettative future hanno perso oltre il 7%. Negli ambienti economici di Buenos Aires si legge in questa divaricazione il segno di un disagio che si concentra sui settori più esposti all’aumento del costo della vita e alla precarietà del lavoro.
Anche la Russia mostra segnali di tensione, ma di natura opposta. Le attese di inflazione delle famiglie, rilevate dalla Fondazione Opinione Pubblica, sono balzate al 14,7% a luglio, mentre i dati settimanali di Rosstat indicano un’accelerazione dei prezzi al consumo, con un incremento medio giornaliero doppio rispetto allo stesso mese del 2025. A spingere l’indice sono stati soprattutto i carburanti: la benzina è salita dell’1,7% in una sola settimana e del 18,3% da inizio anno, il diesel del 20,1%. Alcuni economisti russi fanno notare che si tratta di uno shock di offerta – legato a limiti nella capacità di raffinazione – e non di un eccesso di domanda, il che potrebbe indurre la Banca Centrale a non alzare i tassi, o persino a ridurli, nonostante l’impennata dei prezzi.
Il Brasile offre un quadro intermedio. L’intenzione di consumo delle famiglie, misurata dalla Confederazione Nazionale del Commercio, è cresciuta dello 0,1% a luglio, nono rialzo consecutivo, ma resta al di sotto della soglia di soddisfazione e segna un calo dell’8,7% su base annua. Sul fronte dei prezzi, l’indice settimanale IPC-S ha frenato allo 0,07%, con il gruppo alimentare in territorio negativo. I prossimi appuntamenti chiave saranno le decisioni dei banchieri centrali a Mosca e a Città del Messico, e la diffusione dei nuovi dati sulla fiducia a Buenos Aires, per capire se la divergenza tra le due sponde dell’Atlantico sia destinata ad ampliarsi.
| Stampa latinoamericana | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa russa e CSI | −0.30 | critical |
Il Messico celebra il calo dell'inflazione al 3,1%, mentre l'Argentina registra un crollo della fiducia dei consumatori. Il Brasile mostra una lieve ripresa della spesa.
L'uso di dati ufficiali (Inegi, Università Di Tella) e la contrapposizione tra andamenti positivi e negativi creano una narrazione di divergenza regionale senza attribuire colpe.
Manca qualsiasi riferimento alla Russia e alle sue preoccupazioni sui carburanti, che pure fanno parte del titolo globale.
La Russia teme che l'aumento dei prezzi dei carburanti alimenti l'inflazione, mentre la Banca Centrale potrebbe sorprendere con un taglio dei tassi nonostante i segnali allarmanti.
L'articolo utilizza dati di sondaggi (FOM) e metafore (cherosene sul fuoco) per creare un senso di urgenza e contraddizione, suggerendo che le decisioni ufficiali potrebbero essere irrazionali.
Non menziona il calo dell'inflazione in Messico né il crollo della fiducia in Argentina, concentrandosi esclusivamente sulla dinamica interna russa.
Allarga lo sguardo
Teheran minaccia ritorsioni dopo l’attacco ucraino nel Caspio, mentre il conflitto si allarga
5 lingue · 9 testate
Da TechnologyNvidia guida l’alleanza per l’AI aperta dopo l’attacco hacker di OpenAI a Hugging Face
7 lingue · 15 testate
Da Science & HealthSchermi e infanzia: perché il tempo digitale sta diventando una questione di salute pubblica
2 lingue · 8 testate