
Banche emergenti, il credito avanza a più velocità: l'India attira capitali record, la Russia frena
Mentre Nuova Delhi incassa 32 miliardi di dollari con i depositi FCNR(B) e gli istituti nigeriani e marocchini vedono gli utili correre, a Mosca la crescita della moneta e degli impieghi rallenta.
Il sistema bancario dei paesi emergenti sta attraversando una fase di traiettorie divergenti, in cui la capacità di attrarre capitali esteri e la solidità della domanda interna disegnano scenari molto diversi. Il dato che ridisegna gli equilibri arriva dall'India, dove lo schema di depositi in valuta estera FCNR(B) lanciato dalla Reserve Bank of India il 5 giugno ha già mobilitato quasi 32 miliardi di dollari, superando il record del 2013. L'afflusso, agevolato da swap agevolati, ha l'obiettivo dichiarato di sostenere la bilancia dei pagamenti, frenare il deprezzamento della rupia e contenere l'inflazione importata, ma secondo gli analisti di Mumbai la valuta resta comunque vicina ai minimi storici a causa di una domanda di dollari ancora elevata, trainata dal costo del petrolio e dalla riluttanza degli esportatori a coprirsi dal rischio cambio.
La corsa ai depositi FCNR(B) sta ridisegnando le strategie dei grandi istituti indiani. Canara Bank, che ha chiuso il primo trimestre dell'anno fiscale 2027 con un utile netto in lieve crescita a 4.856 crore di rupie e un margine di interesse in aumento del 13,4%, punta a raccogliere fino a 2,5 miliardi di dollari tra depositi e prestiti esteri entro settembre. La banca statale ha già incassato 775 milioni e prevede di superare il miliardo entro fine luglio, utilizzando queste risorse per ridurre la dipendenza dai depositi all'ingrosso e contenere il costo della raccolta. La qualità degli attivi migliora in modo generalizzato nel paese: l'incidenza dei crediti deteriorati lordi di Canara Bank scende all'1,57%, un livello che gli analisti di Nuova Delhi giudicano gestibile anche in uno scenario di rallentamento globale.
Lontano dal subcontinente, altri mercati emergenti mostrano dinamiche di credito e redditività altrettanto vivaci, seppure con motori differenti. In Perù, il credito ipotecario è cresciuto del 7,4% su base annua a giugno, trainato quasi esclusivamente dai prestiti in soles, mentre quelli in dollari sono scesi al 5,3% del totale, segnalando una preferenza strutturale per la moneta locale. In Marocco, Crédit du Maroc ha registrato un balzo dell'utile netto del 19,4% nel primo semestre, sostenuto dall'espansione dei finanziamenti alle imprese (+12,7%) e da un crollo del costo del rischio, con il coefficiente di copertura dei crediti deteriorati salito all'86,2%. In Nigeria, FCMB Group ha più che raddoppiato l'utile ante imposte, portando il profitto netto a 139,9 miliardi di naira, grazie a un mix di crescita dei ricavi da interessi e a un forte contenimento dei costi operativi, mentre il digitale ha contribuito per il 13,2% ai ricavi lordi.
La Russia offre un controcanto più cauto. Secondo la banca centrale, a giugno la crescita della massa monetaria M2X è scesa al 12,9% annuo e il credito all'economia ha rallentato rispetto a maggio, pur mantenendo un incremento annuo del 9,9%. Il rallentamento è attribuito alla contrazione dei depositi in valuta estera, mentre il bilancio federale ha registrato un surplus di 196 miliardi di rubli. Per gli osservatori di Mosca, il dato conferma che l'espansione del credito resta il principale motore dell'offerta di moneta, ma il ritmo sta perdendo slancio in un contesto di sanzioni e riorientamento forzato dell'economia.
Per l'Europa e l'Italia, questi segnali compositi offrono una duplice chiave di lettura. Da un lato, la forte domanda di finanziamenti in mercati come India, Marocco e Nigeria può aprire spazi per le imprese esportatrici e per le banche con presenza internazionale. Dall'altro, la dipendenza dell'India dai flussi FCNR(B) e la fragilità della rupia ricordano quanto i mercati emergenti restino esposti alla volatilità dei capitali. Il prossimo appuntamento da monitorare è la chiusura della finestra FCNR(B) il 30 settembre, che dirà se l'obiettivo di 65-70 miliardi ipotizzato da State Bank of India è raggiungibile e se la rupia troverà finalmente un punto di equilibrio.
| Stampa indiana e sudasiatica | +0.70 | aligned |
|---|---|---|
| Stampa russa e CSI | −0.40 | critical |
L'India accoglie un afflusso record di capitali, dimostrando la fiducia globale nella sua economia. La RBI e le banche indiane orchestrano questa mobilitazione con pragmatismo.
Il blocco presenta i dati come prova di successo economico, attribuendo l'afflusso a politiche accorte e alla stabilità del paese, senza menzionare rischi di surriscaldamento o dipendenza da capitali esteri.
La Russia osserva un raffreddamento del credito interno, segnalando cautela nelle condizioni economiche.
Il blocco isola il rallentamento come fenomeno locale, utilizzando un tono tecnico per evitare allarmismo, ma implicitamente suggerendo una mancanza di dinamismo rispetto ad altre economie.
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