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Makerfield, il voto che può far tremare Starmer: Burnham e la destra radicale alla prova

Un’elezione suppletiva nel nord dell’Inghilterra diventa il crocevia della crisi laburista, mentre l’ex ministro Streeting sfida il premier e l’ultradestra si frammenta con l’ombra di Elon Musk.

Giovedì, nel grigio cielo del Lancashire, settantaseimila elettori di una ex cittadina mineraria chiamata Hindley potrebbero decidere le sorti del governo britannico. La suppletiva di Makerfield, convocata per assegnare un seggio vacante ai Comuni, è diventata il palcoscenico su cui Andy Burnham – il popolare sindaco della Greater Manchester, ribattezzato «re del Nord» – gioca la sua partita più audace: entrare a Westminster per scalzare Keir Starmer dalla guida del Labour e, in prospettiva, da Downing Street. La stampa svedese, che segue con attenzione le periferie post-industriali del Regno Unito, descrive Hindley come un luogo di pub chiusi e cartelli «in vendita», lontano anni luce dalla finanza e dai fasti del calcio milionario della vicina Manchester. È qui, nel cuore della Brexit-land, che si misura la tenuta di un premier già logorato da due anni di crescita anemica, rendimenti obbligazionari ai massimi da decenni e un crollo verticale di popolarità.

Burnham non è solo. Wes Streeting, ex ministro della Sanità, ha annunciato alla BBC di essere pronto a lanciare una sfida per la leadership laburista già dalla prossima settimana, forte del sostegno di 81 deputati – la soglia statutaria per innescare la contesa. Streeting invoca una rapida uscita da quella che definisce «incertezza e paralisi», mentre Starmer, dal vertice del G7 a Évian, replica gelido: «Se ci sarà una competizione, intendo vincerla e restare. Ma non credo debba esserci, non è nell’interesse del Paese». I media arabi sottolineano la determinazione del premier, ma anche la pressione di un partito che attende «la battaglia» con il fiato sospeso.

A rendere il quadro ancora più instabile interviene la frammentazione della destra radicale. Dalla prospettiva asiatica si osserva con preoccupazione l’ascesa di Restore Britain, il nuovo partito guidato da Rupert Lowe, ex deputato della Reform UK di Nigel Farage, da cui si è separato con clamorosa rottura. Lowe, imprenditore ed ex presidente di una squadra di calcio, propone una linea anti-immigrazione ancora più dura e, secondo indiscrezioni, godrebbe del sostegno del miliardario tecnologico Elon Musk. Restore Britain rischia di sottrarre voti decisivi a Reform proprio a Makerfield, dividendo il fronte sovranista e alterando i calcoli elettorali in un seggio che Labour spera di mantenere.

L’establishment economico osserva con crescente inquietudine. Il miliardario John Caudwell, fondatore di Phones4u e passato dai conservatori al Labour nel 2024, ha dichiarato a Bloomberg che il Regno Unito ha bisogno di un «cambiamento radicale». Le sue parole riflettono un clima in cui persino gli alleati storici del capitale dubitano della capacità di Starmer di invertire la rotta. L’analisi italiana coglie in questa convergenza di crisi – leadership laburista contesa, destra che si moltiplica, investitori nervosi – i sintomi di un sistema politico britannico entrato in una fase di turbolenza paragonabile agli anni della Brexit.

Se Burnham dovesse vincere e poi sfidare Starmer, il Labour si troverebbe di fronte a una guerra interna che potrebbe paralizzare l’azione di governo in un momento delicato per i rapporti con Bruxelles e per la stabilità dell’intera architettura europea. Per l’Italia, partner commerciale e politico stretto, un’eventuale implosione del governo britannico significherebbe un nuovo fronte di imprevedibilità nei negoziati post-Brexit e nei dossier transatlantici. Makerfield, con le sue case in vendita e i pub sprangati, è molto più di un’elezione locale: è il sintomo di un Paese che cerca ancora una bussola, mentre il cielo sopra Hindley continua a stillare pioggia sottile.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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allarmeurgenza

In una piovosa ex città mineraria del Lancashire, l'elezione suppletiva di Makerfield potrebbe decidere il futuro politico del Regno Unito. Il popolare sindaco di Manchester Andy Burnham punta a entrare in parlamento per sfidare il premier Starmer, ma deve prima superare una forte minaccia dell'estrema destra. La cronaca dipinge un'area pro-Brexit in difficoltà economica come teatro di un duello ad alta tensione.

Stampa cinese
scetticismodistacco

Un nuovo partito di estrema destra, Restore Britain, guidato da Rupert Lowe e sostenuto dal miliardario Elon Musk, minaccia l'ascesa di Reform UK di Nigel Farage. Con una linea anti-immigrazione ancora più dura, potrebbe dividere il voto di destra in un'elezione suppletiva cruciale, favorendo indirettamente i laburisti. L'articolo sottolinea la frammentazione della destra britannica e l'influenza di un magnate della tecnologia.

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Makerfield, il voto che può far tremare Starmer: Burnham e la destra radicale alla prova

Un’elezione suppletiva nel nord dell’Inghilterra diventa il crocevia della crisi laburista, mentre l’ex ministro Streeting sfida il premier e l’ultradestra si frammenta con l’ombra di Elon Musk.

Giovedì, nel grigio cielo del Lancashire, settantaseimila elettori di una ex cittadina mineraria chiamata Hindley potrebbero decidere le sorti del governo britannico. La suppletiva di Makerfield, convocata per assegnare un seggio vacante ai Comuni, è diventata il palcoscenico su cui Andy Burnham – il popolare sindaco della Greater Manchester, ribattezzato «re del Nord» – gioca la sua partita più audace: entrare a Westminster per scalzare Keir Starmer dalla guida del Labour e, in prospettiva, da Downing Street. La stampa svedese, che segue con attenzione le periferie post-industriali del Regno Unito, descrive Hindley come un luogo di pub chiusi e cartelli «in vendita», lontano anni luce dalla finanza e dai fasti del calcio milionario della vicina Manchester. È qui, nel cuore della Brexit-land, che si misura la tenuta di un premier già logorato da due anni di crescita anemica, rendimenti obbligazionari ai massimi da decenni e un crollo verticale di popolarità.

Burnham non è solo. Wes Streeting, ex ministro della Sanità, ha annunciato alla BBC di essere pronto a lanciare una sfida per la leadership laburista già dalla prossima settimana, forte del sostegno di 81 deputati – la soglia statutaria per innescare la contesa. Streeting invoca una rapida uscita da quella che definisce «incertezza e paralisi», mentre Starmer, dal vertice del G7 a Évian, replica gelido: «Se ci sarà una competizione, intendo vincerla e restare. Ma non credo debba esserci, non è nell’interesse del Paese». I media arabi sottolineano la determinazione del premier, ma anche la pressione di un partito che attende «la battaglia» con il fiato sospeso.

A rendere il quadro ancora più instabile interviene la frammentazione della destra radicale. Dalla prospettiva asiatica si osserva con preoccupazione l’ascesa di Restore Britain, il nuovo partito guidato da Rupert Lowe, ex deputato della Reform UK di Nigel Farage, da cui si è separato con clamorosa rottura. Lowe, imprenditore ed ex presidente di una squadra di calcio, propone una linea anti-immigrazione ancora più dura e, secondo indiscrezioni, godrebbe del sostegno del miliardario tecnologico Elon Musk. Restore Britain rischia di sottrarre voti decisivi a Reform proprio a Makerfield, dividendo il fronte sovranista e alterando i calcoli elettorali in un seggio che Labour spera di mantenere.

L’establishment economico osserva con crescente inquietudine. Il miliardario John Caudwell, fondatore di Phones4u e passato dai conservatori al Labour nel 2024, ha dichiarato a Bloomberg che il Regno Unito ha bisogno di un «cambiamento radicale». Le sue parole riflettono un clima in cui persino gli alleati storici del capitale dubitano della capacità di Starmer di invertire la rotta. L’analisi italiana coglie in questa convergenza di crisi – leadership laburista contesa, destra che si moltiplica, investitori nervosi – i sintomi di un sistema politico britannico entrato in una fase di turbolenza paragonabile agli anni della Brexit.

Se Burnham dovesse vincere e poi sfidare Starmer, il Labour si troverebbe di fronte a una guerra interna che potrebbe paralizzare l’azione di governo in un momento delicato per i rapporti con Bruxelles e per la stabilità dell’intera architettura europea. Per l’Italia, partner commerciale e politico stretto, un’eventuale implosione del governo britannico significherebbe un nuovo fronte di imprevedibilità nei negoziati post-Brexit e nei dossier transatlantici. Makerfield, con le sue case in vendita e i pub sprangati, è molto più di un’elezione locale: è il sintomo di un Paese che cerca ancora una bussola, mentre il cielo sopra Hindley continua a stillare pioggia sottile.

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In una piovosa ex città mineraria del Lancashire, l'elezione suppletiva di Makerfield potrebbe decidere il futuro politico del Regno Unito. Il popolare sindaco di Manchester Andy Burnham punta a entrare in parlamento per sfidare il premier Starmer, ma deve prima superare una forte minaccia dell'estrema destra. La cronaca dipinge un'area pro-Brexit in difficoltà economica come teatro di un duello ad alta tensione.

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Un nuovo partito di estrema destra, Restore Britain, guidato da Rupert Lowe e sostenuto dal miliardario Elon Musk, minaccia l'ascesa di Reform UK di Nigel Farage. Con una linea anti-immigrazione ancora più dura, potrebbe dividere il voto di destra in un'elezione suppletiva cruciale, favorendo indirettamente i laburisti. L'articolo sottolinea la frammentazione della destra britannica e l'influenza di un magnate della tecnologia.

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