Accedi
Edizione delle 10:00 CETgiovedì 18 giugno 2026
289 testate · 16 lingue729 briefing oggi
martedì 16 giugno 2026

Lukashenko tra scuse e rivelazioni: 'Serve un compromesso, ma nel 2022 Putin fu ingannato'

Il leader bielorusso si scusa con Zelensky, invoca negoziati e accusa Vaticano e Israele di aver mentito a Mosca per fermare l’offensiva su Kiev.

In un’intervista all’emittente panaraba Al Arabiya, il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko ha offerto un insolito mix di scuse, avvertimenti e rivelazioni che ridisegnano la narrazione del conflitto ucraino. Dopo giorni di tensioni verbali con Kiev, Lukashenko ha chiesto scusa a Volodymyr Zelensky per le recenti parole «forse eccessive», pur ricordandogli con un proverbio popolare – «come si canta, così si viene sepolti» – che le minacce di colpire cinquecento obiettivi in Bielorussia non resteranno senza risposta. Il leader di Minsk ha tuttavia assicurato che il suo Paese non entrerà in guerra: «Abbiamo discusso molte volte con Putin e concordiamo che un intervento bielorusso causerebbe più danni che benefici», ha spiegato, ammettendo la vulnerabilità militare della repubblica, i cui impianti strategici sono «come sul palmo di una mano» per le forze ucraine.

La parte più esplosiva dell’intervista riguarda il ritiro delle truppe russe da Kiev nella primavera del 2022. Secondo Lukashenko, Vladimir Putin accettò di fermare l’avanzata perché «determinati politici e forze» – in particolare il Vaticano e la «lobby ebraica», cioè Israele – avevano garantito, a nome di Zelensky, l’immediata disponibilità a firmare un accordo di pace. «Ancora una volta queste forze hanno ingannato», ha dichiarato, aggiungendo che se l’offensiva fosse proseguita «non sarebbe rimasto nessuno, né Zelensky né altri». Da Bruxelles, l’accusa suona come un tentativo di scaricare su attori esterni la responsabilità di un fallimento militare, mentre a Kyiv viene letta come l’ennesima manipolazione storica.

Lukashenko ha poi allargato lo sguardo, sostenendo che «la vittoria sul campo di battaglia non è realistica per nessuna delle due parti» e che Russia e Ucraina devono trovare un compromesso per porre fine a una guerra che dura ormai da oltre quattro anni. Non ha escluso un incontro con Donald Trump, segnale di un riposizionamento di Minsk che, pur restando il più stretto alleato del Cremlino, sta migliorando i canali con Washington. Secondo analisti asiatici, questa apertura riflette la consapevolezza che la guerra di logoramento sta prosciugando anche la pazienza di Pechino, interessata a una stabilizzazione che protegga i propri investimenti e le rotte energetiche.

Le dichiarazioni di Lukashenko giungono in un momento di stallo operativo e di crescente pressione internazionale per un cessate il fuoco. Per l’Italia e l’Europa, il riferimento al Vaticano è delicato: la Santa Sede ha sempre negato di aver mediato a nome di Kiev, e l’accusa rischia di inquinare il suo ruolo diplomatico. Al tempo stesso, la conferma che Minsk non scenderà in campo riduce, almeno per ora, il rischio di un allargamento del conflitto al fianco orientale della NATO. Resta il nodo di fondo: la chiamata al compromesso di Lukashenko, per quanto inedita, non scioglie la diffidenza occidentale verso un leader che ha messo il proprio territorio a disposizione dell’invasione russa. Senza un gesto concreto di distensione, le sue parole rischiano di restare un esercizio retorico in un teatro di guerra sempre più logoro.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 1 lingue

32%
TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa russa e CSIStampa cinese
Stampa russa e CSI/ stato
indignazionepaternalismo

Lukashenko, fedele alleato di Putin, denuncia l'inganno orchestrato da Vaticano e lobby israeliane che nel 2022 indusse Mosca a ritirare le truppe da Kiev. Respinge con sufficienza le minacce di Zelensky, definendolo inesperto, e assicura che Minsk non entrerà nel conflitto, pur sottolineando la vulnerabilità che ne deriverebbe.

Stampa cinese/ stato
pragmatismodistacco

Il leader bielorusso invita Russia e Ucraina a trovare un compromesso, riconoscendo che una vittoria militare è irrealistica per entrambe. Minsk sta migliorando i rapporti con Washington e non esclude un incontro con il presidente americano, segnalando una possibile mediazione.

Articoli correlati

Leggi di più
Ultim'ora
Israele rompe con Kallas: 'Paragone all'apartheid, calunnia del sangue'·Real Madrid, Konaté è il terzo colpo a costo zero: contratto fino al 2030·Un cerchio di legno di 5000 anni riscrive le origini di Stonehenge, mentre il Messico svela una scultura maya senza precedenti·Svizzera conferma: venerdì al Bürgenstock il primo faccia a faccia tra Stati Uniti e Iran·Canada e Qatar, la notte dei sogni: prima vittoria mondiale in palio a Vancouver·Il ritorno di Noam Shazeer a OpenAI: un terremoto nella guerra dei talenti dell’IA·Omicidio politico in Polonia: arrestato il sospetto killer del vignettista anti-Putin·Sud del Libano, la tregua fragile: uccisi un soldato israeliano e un civile·Israele rompe con Kallas: 'Paragone all'apartheid, calunnia del sangue'·Real Madrid, Konaté è il terzo colpo a costo zero: contratto fino al 2030·Un cerchio di legno di 5000 anni riscrive le origini di Stonehenge, mentre il Messico svela una scultura maya senza precedenti·Svizzera conferma: venerdì al Bürgenstock il primo faccia a faccia tra Stati Uniti e Iran·Canada e Qatar, la notte dei sogni: prima vittoria mondiale in palio a Vancouver·Il ritorno di Noam Shazeer a OpenAI: un terremoto nella guerra dei talenti dell’IA·Omicidio politico in Polonia: arrestato il sospetto killer del vignettista anti-Putin·Sud del Libano, la tregua fragile: uccisi un soldato israeliano e un civile·
Agg. 11:241 lingua · 3 testate
3 testate|1 lingua|3 min lettura
martedì 16 giugno 2026

Lukashenko tra scuse e rivelazioni: 'Serve un compromesso, ma nel 2022 Putin fu ingannato'

Il leader bielorusso si scusa con Zelensky, invoca negoziati e accusa Vaticano e Israele di aver mentito a Mosca per fermare l’offensiva su Kiev.

In un’intervista all’emittente panaraba Al Arabiya, il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko ha offerto un insolito mix di scuse, avvertimenti e rivelazioni che ridisegnano la narrazione del conflitto ucraino. Dopo giorni di tensioni verbali con Kiev, Lukashenko ha chiesto scusa a Volodymyr Zelensky per le recenti parole «forse eccessive», pur ricordandogli con un proverbio popolare – «come si canta, così si viene sepolti» – che le minacce di colpire cinquecento obiettivi in Bielorussia non resteranno senza risposta. Il leader di Minsk ha tuttavia assicurato che il suo Paese non entrerà in guerra: «Abbiamo discusso molte volte con Putin e concordiamo che un intervento bielorusso causerebbe più danni che benefici», ha spiegato, ammettendo la vulnerabilità militare della repubblica, i cui impianti strategici sono «come sul palmo di una mano» per le forze ucraine.

La parte più esplosiva dell’intervista riguarda il ritiro delle truppe russe da Kiev nella primavera del 2022. Secondo Lukashenko, Vladimir Putin accettò di fermare l’avanzata perché «determinati politici e forze» – in particolare il Vaticano e la «lobby ebraica», cioè Israele – avevano garantito, a nome di Zelensky, l’immediata disponibilità a firmare un accordo di pace. «Ancora una volta queste forze hanno ingannato», ha dichiarato, aggiungendo che se l’offensiva fosse proseguita «non sarebbe rimasto nessuno, né Zelensky né altri». Da Bruxelles, l’accusa suona come un tentativo di scaricare su attori esterni la responsabilità di un fallimento militare, mentre a Kyiv viene letta come l’ennesima manipolazione storica.

Lukashenko ha poi allargato lo sguardo, sostenendo che «la vittoria sul campo di battaglia non è realistica per nessuna delle due parti» e che Russia e Ucraina devono trovare un compromesso per porre fine a una guerra che dura ormai da oltre quattro anni. Non ha escluso un incontro con Donald Trump, segnale di un riposizionamento di Minsk che, pur restando il più stretto alleato del Cremlino, sta migliorando i canali con Washington. Secondo analisti asiatici, questa apertura riflette la consapevolezza che la guerra di logoramento sta prosciugando anche la pazienza di Pechino, interessata a una stabilizzazione che protegga i propri investimenti e le rotte energetiche.

Le dichiarazioni di Lukashenko giungono in un momento di stallo operativo e di crescente pressione internazionale per un cessate il fuoco. Per l’Italia e l’Europa, il riferimento al Vaticano è delicato: la Santa Sede ha sempre negato di aver mediato a nome di Kiev, e l’accusa rischia di inquinare il suo ruolo diplomatico. Al tempo stesso, la conferma che Minsk non scenderà in campo riduce, almeno per ora, il rischio di un allargamento del conflitto al fianco orientale della NATO. Resta il nodo di fondo: la chiamata al compromesso di Lukashenko, per quanto inedita, non scioglie la diffidenza occidentale verso un leader che ha messo il proprio territorio a disposizione dell’invasione russa. Senza un gesto concreto di distensione, le sue parole rischiano di restare un esercizio retorico in un teatro di guerra sempre più logoro.

Divergenza delle fonti

— · 3 testate · 1 lingua

32%Media

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Neutrale20%
Critico80%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 1 lingue

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa russa e CSIStampa cinese
Stampa russa e CSI/ stato
indignazionepaternalismo

Lukashenko, fedele alleato di Putin, denuncia l'inganno orchestrato da Vaticano e lobby israeliane che nel 2022 indusse Mosca a ritirare le truppe da Kiev. Respinge con sufficienza le minacce di Zelensky, definendolo inesperto, e assicura che Minsk non entrerà nel conflitto, pur sottolineando la vulnerabilità che ne deriverebbe.

Stampa cinese/ stato
pragmatismodistacco

Il leader bielorusso invita Russia e Ucraina a trovare un compromesso, riconoscendo che una vittoria militare è irrealistica per entrambe. Minsk sta migliorando i rapporti con Washington e non esclude un incontro con il presidente americano, segnalando una possibile mediazione.

Questa notizia è apparsa su

3 testate · 1 lingua

Articoli correlati

Sport

Inghilterra, esordio travolgente: Croazia battuta 4-2 con doppietta di Kane

7 lingue · 29 testate

Sport

Colombia, esordio vincente ma sofferto: Díaz stende l'Uzbekistan di Cannavaro

7 lingue · 26 testate

Difesa e sicurezza

Droni su Mosca: colpita ancora la raffineria, incendi e caos nella capitale

8 lingue · 22 testate

Leggi di più