
La Premier League ammorbidisce le regole: lo strappo di capelli non sarà più automaticamente rosso
Dopo tre espulsioni controverse nella scorsa stagione, i nuovi principi arbitrali inglesi distingueranno tra gesto violento e contatto lieve, influenzando anche il calcio europeo.
La Premier League ha deciso di rivedere in modo significativo la disciplina relativa allo strappo di capelli, trasformando quello che fino a ieri era un automatico cartellino rosso in una sanzione modulabile. A partire dalla stagione 2026-27, gli arbitri inglesi potranno estrarre il giallo quando il gesto non comporti «forza eccessiva o brutalità», riservando l’espulsione ai soli casi in cui vi sia un’azione «chiara e deliberata» di violenza. La svolta, approvata durante l’assemblea generale annuale della lega, è la risposta diretta a tre espulsioni comminate nella stagione 2025-26 – a Michael Keane dell’Everton, Lisandro Martínez del Manchester United e Dan Ballard del Sunderland – tutte scaturite da revisioni al VAR e accompagnate da feroci polemiche.
Secondo gli addetti ai lavori londinesi, il caso più emblematico fu quello di Martínez, allontanato per aver afferrato i capelli di Dominic Calvert-Lewin: un episodio che il tecnico dello United, Michael Carrick, definì «una delle peggiori decisioni» mai viste. Fino a quel momento, il regolamento classificava ogni trazione di capelli come condotta violenta, senza gradazioni. Il nuovo approccio, invece, chiede ai direttori di gara di valutare l’intensità e l’intenzionalità del contatto, restituendo loro un margine di discrezionalità che il VAR aveva di fatto azzerato. La modifica si inserisce in un pacchetto più ampio di «principi calcistici» che include anche una stretta sulle trattenute in area durante i calci piazzati e l’introduzione di misure per scoraggiare le cosiddette «pause tattiche» dei portieri, spesso usate per spezzare il ritmo avversario.
Dagli ambienti arbitrali europei si osserva con attenzione la scelta inglese, che potrebbe aprire un dibattito anche in Italia. In Serie A, episodi di strappo di capelli sono rari, ma la tensione tra automatismo sanzionatorio e valutazione contestuale è ben nota: il protocollo VAR ha più volte sollevato discussioni sull’interpretazione della «chiara occasione da gol» o del fallo violento. L’idea di restituire all’arbitro in campo la responsabilità di graduare la punizione, ridimensionando il peso della tecnologia, è vista da alcuni analisti di Bruxelles come un possibile correttivo alle rigidità che hanno appesantito il gioco negli ultimi anni.
La novità inglese segna un passo verso una regolamentazione più elastica del contatto fisico, che riconosce la differenza tra un gesto istintivo e un’aggressione deliberata. Resta il rischio di incoerenze tra un arbitro e l’altro, ma la Premier League sembra disposta a correrlo pur di evitare espulsioni percepite come sproporzionate e di preservare la continuità dello spettacolo. Se l’esperimento funzionerà, non è escluso che l’International Football Association Board lo prenda a modello per futuri aggiustamenti globali, riportando il calcio a una gestione più umana – e meno algoritmica – delle infrazioni.
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La Premier League modificherà il suo approccio agli episodi di tirata di capelli la prossima stagione, abbandonando i cartellini rossi automatici. Gli arbitri valuteranno se il contatto è deliberato, violento e pericoloso, anziché applicare una sanzione indiscriminata. Il cambiamento segue una stagione segnata da espulsioni controverse decise dal VAR.
Nella Premier League inglese, gli arbitri potranno ora ammonire invece di espellere per la tirata di capelli, dopo una modifica regolamentare per la stagione 2026-27. La scorsa stagione tre giocatori furono espulsi per questo fallo, incluso Lisandro Martinez, il cui allenatore definì la decisione una delle peggiori mai viste. L'adeguamento riflette l'abbandono dell'idea che ogni tirata di capelli costituisca condotta violenta.
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