
Ryan Gosling Ghost Rider e l’eredità di Wakanda: la notte Marvel che guarda al 2028
L’attore canadese annuncia il suo ingresso nell’MCU come motociclista infernale, mentre David Jonsson raccoglie il testimone di Chadwick Boseman nel terzo capitolo di Black Panther: le rivelazioni del Comic-Con ridefiniscono la saga.
Quando le luci si spensero nella Hall H del San Diego Comic-Con, il silenzio durò appena un respiro. Poi la penombra si squarciò e sul palco, inaspettato, apparve Ryan Gosling. «Wow. Sta succedendo davvero?», mormorò l’attore canadese, mentre seimila e cinquecento fan esplodevano in un boato. Era la notte di sabato 25 luglio, il momento clou di un’assenza che per Marvel Studios durava da due anni, e la sorpresa aveva il volto di una vecchia promessa: Gosling sarebbe stato Johnny Blaze, il Ghost Rider, in un film previsto per il 2028. Accanto a lui, il regista Shawn Levy, già compagno di set nel prossimo Star Wars: Starfighter, ricordò come l’idea fosse nata quasi per gioco: «Abbiamo iniziato a scherzarci su, e alla fine gli ho detto: “Bro, andiamo”. Ci vediamo nel 2028».
La scelta di Gosling corona un corteggiamento lungo. Già nel 2022 l’attore aveva confessato il desiderio di indossare il giaccone di pelle e il teschio fiammeggiante del motociclista vendicatore, un antieroe nato nei fumetti Marvel nel 1972. Il personaggio era stato portato al cinema da Nicolas Cage in due pellicole estranee all’MCU, e in televisione da Gabriel Luna in Agents of S.H.I.E.L.D., ma mai integrato nell’universo condiviso. La nuova incarnazione, affidata a Levy dopo il successo di Deadpool & Wolverine, promette di ancorarsi a una certa mitologia della strada: Gosling, del resto, ha già interpretato stuntman e piloti spericolati, da Come un tuono a The Fall Guy, e la sua adesione al ruolo appare quasi un naturale approdo. La stampa internazionale, da Dubai a San Paolo, ha accolto la notizia con l’entusiasmo di chi attendeva una conferma.
Poche ore prima, sul medesimo palco, si era consumata un’altra, più raccolta, incoronazione. Il regista Ryan Coogler ha presentato David Jonsson come protagonista di Black Panther III, in arrivo per il dicembre 2028. Il trentaduenne attore britannico, figlio di origini nigeriane e caraibiche, raccoglie un’eredità pesante: quella di Chadwick Boseman, il cui T’Challa era diventato un’icona globale prima della morte per cancro nel 2020. Jonsson interpreterà il principe T’Challa II, il figlio apparso bambino nella scena finale di Wakanda Forever, ora alle prese con la maggiore età e il peso del regno. Per la prima volta nella storia del Marvel Cinematic Universe, il film sarà girato interamente in pellicola a grande formato, ha annunciato Coogler, e accanto a Jonsson torneranno Letitia Wright e Winston Duke, mentre Denzel Washington farà il suo debutto nella saga.
Mentre il futuro si spinge fino al 2028, il presente immediato ha il volto di ferro di Victor von Doom. Il panel ha svelato un nuovo trailer di Avengers: Doomsday, atteso per dicembre, con Robert Downey Jr. nei panni del celebre villain. Le immagini, proiettate solo per i presenti, mostrano un Doom spezzato dal dolore – «Era gentile, si è perduto», sussurra la voce di Vanessa Kirby – eppure capace di schiacciare Thor con un dito e di scatenare un esercito di Sentinelle mutanti. La sala, omaggiata di maschere e cappe verdi, si è trasformata per un istante nell’esercito del despota. E mentre Ryan Reynolds compariva in costume di Deadpool per una gag improvvisata, restava sospesa la domanda su come queste traiettorie – il motociclista dannato, il giovane re, il dittatore della Latveria – finiranno per incrociarsi nell’epilogo di Guerre Segrete. L’ultima immagine del trailer, un dito alzato contro la furia di un dio, era anche la più eloquente: il gesto minimo di un potere che pretende obbedienza.
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