
La geografia dei redditi: dalle pensioni russe ai salari argentini, il peso delle economie estrattive
In Russia, Argentina, Brasile ed Egitto, le disparità regionali nei redditi da pensione e salario riflettono il ruolo dei settori energetici e minerari e l'efficacia dei meccanismi di adeguamento all'inflazione.
Il numero di regioni russe con una pensione media superiore a 30.000 rubli è più che raddoppiato in due anni, passando da cinque a dodici, mentre in due territori – la Čukotka e il Nenec – la media per i pensionati non occupati ha superato le 40.000 rubli a maggio 2026. L’incremento, certificato dai dati del Fondo sociale, si concentra nelle aree settentrionali e dell’Estremo Oriente, dove i coefficienti territoriali e la presenza di industrie estrattive spingono verso l’alto i redditi previdenziali. La dinamica si inserisce in un quadro normativo che aggancia gli aumenti annuali all’inflazione, con un tetto del 15%, applicato per il quinto anno consecutivo.
In Argentina, la mappa salariale del settore privato formale disegna un solco altrettanto netto. A marzo 2026, secondo i dati dell’Osservatorio sull’impiego, le province patagoniche di Neuquén e Santa Cruz guidano la classifica con retribuzioni lorde medie superiori a 3,8 milioni di pesos, più del doppio della media nazionale di 2,2 milioni, grazie al traino degli idrocarburi e dell’estrazione mineraria. Tuttavia, nel primo trimestre il salario reale ha registrato una flessione media dello 0,9% su base annua: solo Catamarca, San Juan e Formosa hanno mostrato incrementi reali, mentre in province come Tucumán e Tierra del Fuego il calo ha superato il 4%. Il divario tra la provincia più ricca e quella più povera supera il 190%.
Anche in Brasile la geografia economica incide sulle buste paga. Secondo l’istituto di statistica IBGE, il Mato Grosso, settimo stato per salario medio formale (3.701 reais), resta al di sotto della media nazionale di 3.932 reais, trainata verso l’alto dal Distretto Federale (6.845 reais) e da Rio de Janeiro e San Paolo. I settori che pagano di più – estrazione mineraria, energia e intermediazione finanziaria – assorbono una quota limitata di occupazione, mentre sei dei dieci comparti con più addetti offrono retribuzioni inferiori alla media, confermando una polarizzazione che accomuna le economie dipendenti dalle risorse naturali.
Sul fronte previdenziale, l’Egitto si appresta ad applicare da luglio un aumento delle pensioni del 15%, con un costo annuo di 70 miliardi di sterline egiziane per 11,5 milioni di beneficiari. Per la prima volta dopo anni di inflazione galoppante, la rivalutazione – prevista dalla legge 148/2019 con un tetto identico a quello russo – supererà il tasso medio atteso per l’anno fiscale 2026/2027, stimato al 9,5% dal ministero della Pianificazione. Secondo gli analisti del Cairo, ciò potrebbe arrestare l’erosione del potere d’acquisto subita dai pensionati, sebbene l’effetto reale dipenderà dall’andamento effettivo dei prezzi al consumo, ancora attestato attorno al 14% a maggio.
Il prossimo banco di prova sarà l’erogazione delle pensioni egiziane a inizio luglio, mentre in Argentina e Brasile i rapporti trimestrali sull’occupazione formale misureranno la capacità delle economie regionali di trasformare la rendita da risorse in un recupero stabile del potere d’acquisto.
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In Russia il numero di regioni con una pensione media superiore a 30.000 rubli è raddoppiato in due anni, trainato dai territori ricchi di risorse e remoti. Gli assegni più elevati si concentrano nelle aree estrattive di petrolio, gas e minerali, con la Chukotka in testa oltre i 42.000 rubli. Questa tendenza mostra come la ricchezza delle materie prime si traduca in benefici sociali tangibili per i pensionati locali.
In Argentina la mappa salariale del settore privato formale rivela profonde fratture regionali, con le province patagoniche e la capitale molto più avanti del resto del paese. Anche in Brasile uno stato come il Mato Grosso, settimo nella classifica nazionale, resta al di sotto del salario medio. I dati sottolineano come le enclavi ricche di risorse godano di redditi più alti, mentre l'inflazione erode i guadagni nelle aree meno dotate.
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