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La banda che sostituiva libri rari russi: pene fino a sette anni a Parigi

Sei georgiani, tra cui una donna, hanno ricevuto condanne da 18 mesi a 7 anni per aver sottratto volumi di Puskin, Lermontov e Gogol’ da biblioteche francesi, rimpiazzandoli con abili falsi.

Il tribunale di Parigi ha condannato sei cittadini georgiani a pene comprese tra un anno e mezzo di reclusione con la condizionale e sette anni di carcere, chiudendo un capitolo giudiziario che ha messo in luce la fragilità delle istituzioni culturali europee di fronte a furti su commissione. Al centro dell’inchiesta c’è una banda composta da cinque uomini e una donna, capace di colpire nel 2022 e nel 2023 alcune delle biblioteche più prestigiose di Francia — dalla Biblioteca Diderot dell’École normale supérieure alla Bibliothèque nationale de France, fino alla biblioteca universitaria di lingue e civiltà a Parigi e a una sede di Lione. La pena più severa, sette anni, è stata inflitta a Mikheil Zamtaradze, già condannato in Lituania per reati analoghi; la donna, Beka T., è stata condannata a quattro anni dopo aver scontato una pena in Estonia, mentre due complici arrestati in Georgia hanno ricevuto sei anni in contumacia, poiché Tbilisi non estrada i propri cittadini.

Il modus operandi univa precisione artigianale e sangue freddo. I membri del gruppo si presentavano come studiosi per consultare manoscritti e prime edizioni di Aleksandr Puškin, Michail Lermontov, Nikolaj Gogol’ ed Evgenij Baratynskij, fotografandoli e prendendo misure dettagliate. In un secondo momento tornavano con copie di straordinaria fattura, sostituendo gli originali senza destare sospetti immediati. Il valore complessivo delle opere rubate è stimato in centinaia di migliaia di euro, ma il danno culturale è incalcolabile anche perché, come hanno accertato gli inquirenti francesi, nessuno dei volumi è stato recuperato.

La dimensione transnazionale dell’inchiesta rivela un’organizzazione che aveva già lasciato tracce nei Paesi baltici. Secondo fonti giudiziarie lituane ed estoni, Zamtaradze e Beka T. erano stati arrestati in passato per furti simili, ricevendo condanne a oltre tre anni di reclusione. La Georgia, dal canto suo, ha perseguito due membri del gruppo con pene a cinque anni, ma rifiutando l’estradizione ha di fatto limitato il coordinamento repressivo europeo. Questa frammentazione, osservano gli analisti di Bruxelles, favorisce una criminalità che sfrutta le asimmetrie giuridiche per muovere opere rubate attraverso confini ancora poco presidiati.

L’intera vicenda riaccende il dibattito sulla protezione del patrimonio librario. Se da un lato le condanne parigine inviano un segnale di fermezza, dall’altro restano aperte domande inquietanti: chi sono i collezionisti disposti a pagare cifre enormi per pezzi unici senza porsi domande sulla provenienza? E quanto sono vulnerabili le biblioteche italiane, custodi di fondi antichi di valore inestimabile, di fronte a bande simili? La risposta, suggeriscono esperti di sicurezza culturale, sta in una cooperazione giudiziaria più fitta e in un salto tecnologico nei cataloghi digitali condivisi, che renda immediatamente riconoscibile un volume scomparso. Fino ad allora, il silenzio delle sale di lettura rischierà di proteggere non solo gli studiosi, ma anche i ladri.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 2 lingue

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TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa europea continentaleStampa russa e CSI
Stampa europea continentale/ mediterranea
distaccopragmatismo

Un tribunale di Parigi ha condannato sei cittadini georgiani per aver rubato rare opere letterarie russe da biblioteche prestigiose. I ladri, parte di un'organizzazione criminale, hanno sostituito edizioni originali di Pushkin, Gogol e Lermontov con falsi di alta qualità. Le pene vanno da 18 mesi a sette anni, e alcuni imputati erano già stati condannati in Lituania ed Estonia per reati simili.

Stampa russa e CSI/ stato
indignazionevittimismo

Sei cittadini georgiani sono stati condannati a Parigi per aver rubato rare edizioni di letteratura classica russa dalle biblioteche. Fingendosi ricercatori, i criminali hanno meticolosamente sostituito originali inestimabili con falsi realizzati ad arte. Il tribunale ha inflitto pene fino a sette anni, sottolineando il valore culturale delle opere trafugate.

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sabato 13 giugno 2026

La banda che sostituiva libri rari russi: pene fino a sette anni a Parigi

Sei georgiani, tra cui una donna, hanno ricevuto condanne da 18 mesi a 7 anni per aver sottratto volumi di Puskin, Lermontov e Gogol’ da biblioteche francesi, rimpiazzandoli con abili falsi.

Il tribunale di Parigi ha condannato sei cittadini georgiani a pene comprese tra un anno e mezzo di reclusione con la condizionale e sette anni di carcere, chiudendo un capitolo giudiziario che ha messo in luce la fragilità delle istituzioni culturali europee di fronte a furti su commissione. Al centro dell’inchiesta c’è una banda composta da cinque uomini e una donna, capace di colpire nel 2022 e nel 2023 alcune delle biblioteche più prestigiose di Francia — dalla Biblioteca Diderot dell’École normale supérieure alla Bibliothèque nationale de France, fino alla biblioteca universitaria di lingue e civiltà a Parigi e a una sede di Lione. La pena più severa, sette anni, è stata inflitta a Mikheil Zamtaradze, già condannato in Lituania per reati analoghi; la donna, Beka T., è stata condannata a quattro anni dopo aver scontato una pena in Estonia, mentre due complici arrestati in Georgia hanno ricevuto sei anni in contumacia, poiché Tbilisi non estrada i propri cittadini.

Il modus operandi univa precisione artigianale e sangue freddo. I membri del gruppo si presentavano come studiosi per consultare manoscritti e prime edizioni di Aleksandr Puškin, Michail Lermontov, Nikolaj Gogol’ ed Evgenij Baratynskij, fotografandoli e prendendo misure dettagliate. In un secondo momento tornavano con copie di straordinaria fattura, sostituendo gli originali senza destare sospetti immediati. Il valore complessivo delle opere rubate è stimato in centinaia di migliaia di euro, ma il danno culturale è incalcolabile anche perché, come hanno accertato gli inquirenti francesi, nessuno dei volumi è stato recuperato.

La dimensione transnazionale dell’inchiesta rivela un’organizzazione che aveva già lasciato tracce nei Paesi baltici. Secondo fonti giudiziarie lituane ed estoni, Zamtaradze e Beka T. erano stati arrestati in passato per furti simili, ricevendo condanne a oltre tre anni di reclusione. La Georgia, dal canto suo, ha perseguito due membri del gruppo con pene a cinque anni, ma rifiutando l’estradizione ha di fatto limitato il coordinamento repressivo europeo. Questa frammentazione, osservano gli analisti di Bruxelles, favorisce una criminalità che sfrutta le asimmetrie giuridiche per muovere opere rubate attraverso confini ancora poco presidiati.

L’intera vicenda riaccende il dibattito sulla protezione del patrimonio librario. Se da un lato le condanne parigine inviano un segnale di fermezza, dall’altro restano aperte domande inquietanti: chi sono i collezionisti disposti a pagare cifre enormi per pezzi unici senza porsi domande sulla provenienza? E quanto sono vulnerabili le biblioteche italiane, custodi di fondi antichi di valore inestimabile, di fronte a bande simili? La risposta, suggeriscono esperti di sicurezza culturale, sta in una cooperazione giudiziaria più fitta e in un salto tecnologico nei cataloghi digitali condivisi, che renda immediatamente riconoscibile un volume scomparso. Fino ad allora, il silenzio delle sale di lettura rischierà di proteggere non solo gli studiosi, ma anche i ladri.

Divergenza delle fonti

Diritto · 4 testate · 2 lingue

48%Media

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Neutrale60%
Critico40%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 2 lingue

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa europea continentaleStampa russa e CSI
Stampa europea continentale/ mediterranea
distaccopragmatismo

Un tribunale di Parigi ha condannato sei cittadini georgiani per aver rubato rare opere letterarie russe da biblioteche prestigiose. I ladri, parte di un'organizzazione criminale, hanno sostituito edizioni originali di Pushkin, Gogol e Lermontov con falsi di alta qualità. Le pene vanno da 18 mesi a sette anni, e alcuni imputati erano già stati condannati in Lituania ed Estonia per reati simili.

Stampa russa e CSI/ stato
indignazionevittimismo

Sei cittadini georgiani sono stati condannati a Parigi per aver rubato rare edizioni di letteratura classica russa dalle biblioteche. Fingendosi ricercatori, i criminali hanno meticolosamente sostituito originali inestimabili con falsi realizzati ad arte. Il tribunale ha inflitto pene fino a sette anni, sottolineando il valore culturale delle opere trafugate.

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