
Addio a Daveigh Chase, la bambina di The Ring e voce di Lilo: una vita spezzata a 35 anni
L'attrice statunitense, celebre per aver terrorizzato una generazione con Samara Morgan e incantato come Lilo, è morta per sepsi dopo una lunga battaglia contro la malnutrizione e le infezioni.
La notizia è rimbalzata da Los Angeles ai notiziari di mezzo mondo in poche ore: Daveigh Chase, ex enfant prodige di Hollywood, è morta martedì 16 giugno a 35 anni in un ospedale californiano. A confermarlo è stato il compagno Roy Hernandez, che ha raccontato ai media statunitensi come l'attrice fosse stata ricoverata all'inizio del mese per un grave quadro di malnutrizione, al quale si sono poi aggiunte una meningite e infezioni del sangue degenerate in sepsi e in un collasso multiorgano. La tragedia ha colpito un volto che, per chi era bambino o adolescente nei primi anni Duemila, resterà indelebile: quello di Samara Morgan, la spettrale figura che usciva dallo schermo televisivo in The Ring, e insieme la voce originale della piccola hawaiana Lilo nel classico Disney Lilo & Stitch.
Quello stesso 2002 rappresentò per Chase un vertice artistico irripetibile. Mentre il pubblico americano ed europeo scopriva il suo talento nel doppiaggio – fu anche la voce inglese di Chihiro nel capolavoro di Miyazaki La città incantata – l'industria la premiò con un Annie Award per Lilo e con l'MTV Movie Award come miglior cattiva per The Ring. In Italia, dove The Ring (conosciuto come The Ring – La chiamata) divenne un fenomeno cult tra gli appassionati dell'horror, la sua Samara incarnò per anni l'incubo ricorrente di un'intera generazione. Parallelamente, il personaggio di Lilo, con la sua tenacia e il legame con l'alieno Stitch, entrò nell'immaginario collettivo europeo grazie alla distribuzione capillare del film e della serie televisiva derivata.
Eppure, dietro quella doppia icona si nascondeva una parabola personale segnata da fragilità e allontanamento. Dopo un'apparizione nella serie Big Love e alcuni ruoli minori, Chase si ritirò dalle scene nel 2016. I media latinoamericani e brasiliani hanno rilanciato con particolare insistenza i dettagli degli ultimi anni: problemi legali, un rapporto difficile con la famiglia, periodi di homelessness e una lotta contro le dipendenze. Fonti vicine all'attrice hanno raccontato a TMZ che gli amici avevano perso le sue tracce, cercandola a lungo senza successo, mentre Hernandez aveva avviato una raccolta fondi su GoFundMe per garantirle cure e conforto. La campagna, intitolata “Aiutate Daveigh Chase a trovare pace”, è diventata virale dopo la morte, rivelando al grande pubblico la gravità di una situazione rimasta a lungo invisibile.
La scomparsa di Chase riapre una riflessione che attraversa i continenti: il costo umano della fama infantile e la solitudine che spesso segue il tramonto precoce delle luci della ribalta. Negli Stati Uniti, la vicenda ha riacceso il dibattito sulla protezione dei minori nel sistema dello spettacolo; in Asia, dove il doppiaggio di Lilo & Stitch e La città incantata le avevano garantito una popolarità silenziosa ma duratura, i fan hanno inondato i social di omaggi. In Europa, la sua morte è stata letta anche come l'ennesimo capitolo di una generazione di ex baby star segnate da fragilità sistemiche. Restano i fotogrammi: una bambina dai capelli neri che striscia fuori da un televisore, e una voce che canta aloha 'oe a un alieno blu. Due eredità che, a trentacinque anni appena compiuti, Daveigh Chase lascia in dono a un pubblico che forse non ha mai smesso di volerle bene.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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L'attrice Daveigh Chase, nota per aver doppiato Lilo in 'Lilo & Stitch' e interpretato Samara in 'The Ring', è morta a 35 anni per meningite e sepsi. Il compagno ha confermato la notizia, precisando che era stata ricoverata per malnutrizione. I media ripercorrono la sua carriera da bambina prodigio a icona dell'horror.
Daveigh Chase, voce di Lilo e terrificante Samara di 'The Ring', è morta a soli 35 anni dopo una crisi sanitaria improvvisa. Il fidanzato ha rivelato che era stata ricoverata per malnutrizione prima di contrarre la meningite, degenerata in sepsi e insufficienza d'organo. La tragica fine dell'ex bambina prodigio solleva interrogativi sulle pressioni della fama precoce e le lotte nascoste dietro le luci di Hollywood.
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