
L’Onu sospende l’evacuazione dallo Stretto di Hormuz dopo l’attacco a un cargo
L’Organizzazione marittima internazionale congela il piano per 11.000 marittimi bloccati nel Golfo Persico, mentre Teheran e Washington si contendono il controllo delle rotte.
L’Organizzazione marittima internazionale (Imo) ha sospeso temporaneamente l’evacuazione di circa 11.000 marittimi e centinaia di navi rimasti intrappolati nel Golfo Persico dall’inizio del conflitto tra Stati Uniti e Iran. La decisione, annunciata dal segretario generale Arsenio Dominguez, è giunta poche ore dopo che un proiettile di origine sconosciuta ha colpito la portacontainer Ever Lovely, battente bandiera di Singapore, al largo delle coste dell’Oman, danneggiandone la plancia senza causare vittime. Secondo fonti americane citate dalla stampa internazionale, l’attacco sarebbe stato condotto dai Guardiani della rivoluzione iraniani. L’unità colpita non stava transitando sotto il quadro di evacuazione delle Nazioni Unite, avviato martedì scorso con due corridoi – uno sotto controllo iraniano e uno sotto supervisione omanitense e statunitense – ma l’episodio ha comunque spinto l’Imo a verificare che «le necessarie garanzie di sicurezza continuino a sussistere».
La reazione di Teheran ha reso esplicita la frattura sulla gestione dello stretto. In un comunicato diffuso dai media di Stato, la Marina dei Guardiani della rivoluzione ha definito «inaccettabile ed estremamente pericolosa» la rotta annunciata da «alcune autorità senza coordinamento con l’Iran», avvertendo che le navi in transito al di fuori dei corridoi designati dalla Repubblica islamica «saranno trattate di conseguenza». L’Autorità iraniana per lo Stretto del Golfo Persico ha precisato che i passaggi non autorizzati non beneficeranno di garanzie di sicurezza né di copertura assicurativa. Sul versante opposto, il segretario di Stato americano Marco Rubio, in visita in Bahrein per incontrare i ministri del Consiglio di cooperazione del Golfo, ha ribadito che «nessun paese ha il diritto di imporre pedaggi» su una via d’acqua internazionale e che Washington giudicherà l’Iran in base ai fatti, non alla «retorica massimalista». Il comunicato congiunto dei ministri del Golfo ha respinto qualsiasi tentativo di controllo unilaterale dello stretto e ha accolto con favore il piano di evacuazione dell’Imo.
La sospensione dell’operazione Onu congela un meccanismo che avrebbe dovuto alleggerire la pressione su un collo di bottiglia da cui transita normalmente un quinto del petrolio mondiale. Dopo la firma, la scorsa settimana, di un memorandum d’intesa tra Washington e Teheran per un cessate il fuoco di sessanta giorni, il traffico attraverso Hormuz era gradualmente ripreso: mercoledì si erano registrati settanta passaggi, il dato più alto dall’inizio della guerra, ma ancora la metà dei livelli prebellici. L’attacco e le minacce iraniane rischiano di invertire questa tendenza, con ripercussioni immediate sui mercati energetici: il prezzo del greggio, che era brevemente sceso sotto i 73 dollari al barile, ha registrato un rialzo di circa l’1%. Per l’Italia e l’Europa, che importano quote significative di greggio e gas naturale liquefatto attraverso questa rotta, il perdurare dell’instabilità si traduce in un fattore di pressione sui costi dell’energia e sulla sicurezza degli approvvigionamenti, in un contesto già segnato dalla diversificazione avviata dopo l’invasione russa dell’Ucraina.
L’intesa provvisoria tra Stati Uniti e Iran prevede un dialogo con l’Oman sulla futura amministrazione dello stretto, ma finora non si sono tenuti colloqui sostanziali. Teheran ha lasciato intendere di voler introdurre, alla scadenza dei sessanta giorni, «tariffe per servizi marittimi» simili a quelle applicate dalla Turchia nei Dardanelli, una prospettiva che sia Washington sia i paesi del Golfo considerano inaccettabile. L’attacco alla Ever Lovely, il primo contro un mercantile dall’entrata in vigore della tregua, mostra come la Repubblica islamica stia saggiando i limiti dell’accordo, cercando di imporre la propria giurisdizione di fatto sulla via d’acqua. L’Imo, da parte sua, ha sospeso anche una conferenza stampa prevista per giovedì, segno che il coordinamento tra le parti resta precario.
Nei prossimi giorni l’agenzia Onu tenterà di ottenere rassicurazioni sufficienti a riattivare il ponte umanitario per i marittimi bloccati. Il gruppo di lavoro congiunto tra Iran e Oman, annunciato dopo l’incontro tra il sultano Haitham bin Tariq e il capo negoziatore iraniano, dovrà tradursi in meccanismi operativi condivisi. La visita di Rubio nella regione proseguirà con l’obiettivo di rinsaldare il fronte dei paesi costieri contrari a un controllo unilaterale di Teheran. La tenuta della tregua e la riapertura stabile dello stretto dipenderanno dalla capacità di conciliare la pretesa iraniana di sovranità funzionale con il principio della libertà di navigazione sancito dal diritto internazionale.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
2 gruppi editoriali · 6 lingue
L'attacco a una nave cargo al largo dell'Oman, attribuito da fonti americane alle Guardie della Rivoluzione iraniane, ha costretto l'ONU a sospendere l'evacuazione dallo Stretto di Hormuz. L'episodio si inserisce nel conflitto in corso con l'Iran, che da febbraio tiene bloccate centinaia di navi e migliaia di marittimi. L'agenzia marittima internazionale ha interrotto il corridoio umanitario, mentre cresce l'allarme per la sicurezza della navigazione.
L'Organizzazione marittima internazionale ha sospeso l'evacuazione dallo Stretto di Hormuz dopo un attacco a una nave nel Golfo di Oman. L'operazione, avviata il 23 giugno in collaborazione con Iran, Oman, Stati Uniti e altri paesi, aveva già permesso di evacuare diverse unità. La nave colpita stava seguendo la rotta di evacuazione; secondo l'ONU, circa 11.000 marittimi restano a bordo delle navi in attesa nella zona.
Articoli correlati
Terremoti in Venezuela: 188 morti, migliaia di dispersi e una mobilitazione globale
10 lingue · 86 testate
Giustizia e DirittoLa Corte Suprema USA autorizza la revoca delle protezioni per haitiani e siriani e il respingimento dei richiedenti asilo
11 lingue · 34 testate
Economia e MercatiI conti record di Micron rilanciano il tech, il petrolio scende sotto i livelli pre-guerra
6 lingue · 16 testate