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Economia e Mercatigiovedì 25 giugno 2026

L’onda dei chip e il riflusso del greggio trainano le Borse, Milano resta cauta

I conti record di Micron e Qualcomm rilanciano la fiducia sull’intelligenza artificiale, mentre il petrolio torna ai livelli pre-conflitto dopo la riapertura dello Stretto di Hormuz.

Il dato che ha cambiato la seduta globale è arrivato dopo la chiusura di Wall Street: Micron Technology ha annunciato ricavi trimestrali di 28 miliardi di dollari, polverizzando i 4 miliardi attesi, e ha rivelato che l’intera produzione di chip di memoria ad alta larghezza di banda per l’intelligenza artificiale è già esaurita per l’anno. Qualcomm ha seguito poche ore dopo alzando le previsioni annuali a 40 miliardi e svelando un nuovo processore per data center che Meta utilizzerà. L’effetto è stato immediato: a Seul il Kospi ha toccato un nuovo massimo storico con un balzo del 5,4%, trainato da Samsung e SK Hynix, mentre a Tokyo il Nikkei ha guadagnato oltre il 4% spinto da Advantest e Tokyo Electron. Secondo gli operatori asiatici, i numeri hanno allontanato, almeno temporaneamente, il timore che le valutazioni del settore fossero ormai scollegate dai fondamentali.

Il secondo motore della giornata è stato il petrolio. Il Brent è scivolato sotto i 73 dollari al barile, tornando ai livelli del 27 febbraio, prima che Stati Uniti e Israele avviassero i bombardamenti sull’Iran. La ragione è duplice: da un lato i negoziati in corso tra Washington e Teheran per un accordo definitivo, dall’altro la ripresa del traffico di petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, confermata dalle società di tracciamento marittimo. Il greggio statunitense è sceso a 69,37 dollari, e il gas naturale ad Amsterdam ha ceduto l’1% a 40,46 euro al megawattora. Per gli analisti europei, il calo delle quotazioni energetiche riduce i rischi di uno shock stagflazionistico e allontana l’ipotesi di rialzi aggressivi dei tassi.

In Europa, il rimbalzo è stato più misurato ma diffuso. Lo Stoxx 600 ha chiuso in rialzo dello 0,7%, con il sottoindice tecnologico in crescita del 2,1%. A Milano, Piazza Affari ha guadagnato lo 0,47%, con STMicroelectronics in evidenza (+4,5%) sulla scia dei semiconduttori, e utility come Enel e A2a sostenute dal minor costo dell’energia. Lo spread Btp-Bund è rimasto stabile a 72 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,59%. Sul fronte macroeconomico, l’indice PCE – la misura dell’inflazione preferita dalla Federal Reserve – ha registrato a maggio un +4,1%, il dato più alto in tre anni ma in linea con le attese, mentre il Pil statunitense del primo trimestre è stato rivisto al rialzo al 2,1%. Secondo gli economisti di Francoforte, la combinazione di crescita rivista e inflazione stabile consolida lo scenario di una Fed che manterrà i tassi invariati nei prossimi mesi.

Il prossimo banco di prova per i mercati sarà la reazione della banca centrale americana a questi dati, in particolare la conferenza stampa del presidente Powell attesa nelle prossime settimane. Nel frattempo, l’attenzione resta sull’evoluzione del negoziato USA-Iran: un’intesa definitiva potrebbe consolidare il rientro dei prezzi energetici, ma anche riaprire interrogativi sulla tenuta della domanda globale in un contesto di dazi ancora elevati.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Stampa latinoamericanaStampa sud-est asiatica
Stampa latinoamericana/ Mercato
TrionfoPragmatismo

I mercati globali tirano un sospiro di sollievo. I titoli tecnologici volano grazie ai risultati oltre le attese di Micron e Qualcomm, mentre il petrolio torna ai livelli precedenti il conflitto con l'Iran. Il rimbalzo segna un ritorno all'ottimismo, trainando le borse asiatiche ed europee.

Stampa sud-est asiatica
ScetticismoUrgenza

I mercati hanno vissuto una settimana sulle montagne russe tra i dubbi che gli enormi investimenti nell'IA possano mai ripagare. Le previsioni di ricavi da record di Micron e l'esaurimento delle scorte di chip per l'IA hanno riacceso la fiducia, mentre il calo del petrolio e la riapertura dello Stretto di Hormuz allentano le tensioni geopolitiche.

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Inflazione globale, la tregua fragile: banche centrali tra dazi valutari e attese dei consumatori·Burkina Faso rompe le relazioni diplomatiche con la Francia: accuse di ingerenza e terrorismo·Il rito crudele dell’esame: quando la prova diventa polveriera politica·Dal Ghana all’Europa, la svolta contro imballaggi e cibi che alterano il metabolismo·La corsa all’IA inceppa i listini: Seul crolla del 5,8%, Wall Street in affanno·Ondate di calore: un accesso pediatrico su quattro legato alle alte temperature·Mondiale 2026, il tabellone prende forma: Argentina in attesa del Gruppo H·Nel drive-in di Durban, code silenziose e un permesso di soggiorno abbandonato·Inflazione globale, la tregua fragile: banche centrali tra dazi valutari e attese dei consumatori·Burkina Faso rompe le relazioni diplomatiche con la Francia: accuse di ingerenza e terrorismo·Il rito crudele dell’esame: quando la prova diventa polveriera politica·Dal Ghana all’Europa, la svolta contro imballaggi e cibi che alterano il metabolismo·La corsa all’IA inceppa i listini: Seul crolla del 5,8%, Wall Street in affanno·Ondate di calore: un accesso pediatrico su quattro legato alle alte temperature·Mondiale 2026, il tabellone prende forma: Argentina in attesa del Gruppo H·Nel drive-in di Durban, code silenziose e un permesso di soggiorno abbandonato·
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giovedì 25 giugno 2026

L’onda dei chip e il riflusso del greggio trainano le Borse, Milano resta cauta

I conti record di Micron e Qualcomm rilanciano la fiducia sull’intelligenza artificiale, mentre il petrolio torna ai livelli pre-conflitto dopo la riapertura dello Stretto di Hormuz.

Il dato che ha cambiato la seduta globale è arrivato dopo la chiusura di Wall Street: Micron Technology ha annunciato ricavi trimestrali di 28 miliardi di dollari, polverizzando i 4 miliardi attesi, e ha rivelato che l’intera produzione di chip di memoria ad alta larghezza di banda per l’intelligenza artificiale è già esaurita per l’anno. Qualcomm ha seguito poche ore dopo alzando le previsioni annuali a 40 miliardi e svelando un nuovo processore per data center che Meta utilizzerà. L’effetto è stato immediato: a Seul il Kospi ha toccato un nuovo massimo storico con un balzo del 5,4%, trainato da Samsung e SK Hynix, mentre a Tokyo il Nikkei ha guadagnato oltre il 4% spinto da Advantest e Tokyo Electron. Secondo gli operatori asiatici, i numeri hanno allontanato, almeno temporaneamente, il timore che le valutazioni del settore fossero ormai scollegate dai fondamentali.

Il secondo motore della giornata è stato il petrolio. Il Brent è scivolato sotto i 73 dollari al barile, tornando ai livelli del 27 febbraio, prima che Stati Uniti e Israele avviassero i bombardamenti sull’Iran. La ragione è duplice: da un lato i negoziati in corso tra Washington e Teheran per un accordo definitivo, dall’altro la ripresa del traffico di petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, confermata dalle società di tracciamento marittimo. Il greggio statunitense è sceso a 69,37 dollari, e il gas naturale ad Amsterdam ha ceduto l’1% a 40,46 euro al megawattora. Per gli analisti europei, il calo delle quotazioni energetiche riduce i rischi di uno shock stagflazionistico e allontana l’ipotesi di rialzi aggressivi dei tassi.

In Europa, il rimbalzo è stato più misurato ma diffuso. Lo Stoxx 600 ha chiuso in rialzo dello 0,7%, con il sottoindice tecnologico in crescita del 2,1%. A Milano, Piazza Affari ha guadagnato lo 0,47%, con STMicroelectronics in evidenza (+4,5%) sulla scia dei semiconduttori, e utility come Enel e A2a sostenute dal minor costo dell’energia. Lo spread Btp-Bund è rimasto stabile a 72 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,59%. Sul fronte macroeconomico, l’indice PCE – la misura dell’inflazione preferita dalla Federal Reserve – ha registrato a maggio un +4,1%, il dato più alto in tre anni ma in linea con le attese, mentre il Pil statunitense del primo trimestre è stato rivisto al rialzo al 2,1%. Secondo gli economisti di Francoforte, la combinazione di crescita rivista e inflazione stabile consolida lo scenario di una Fed che manterrà i tassi invariati nei prossimi mesi.

Il prossimo banco di prova per i mercati sarà la reazione della banca centrale americana a questi dati, in particolare la conferenza stampa del presidente Powell attesa nelle prossime settimane. Nel frattempo, l’attenzione resta sull’evoluzione del negoziato USA-Iran: un’intesa definitiva potrebbe consolidare il rientro dei prezzi energetici, ma anche riaprire interrogativi sulla tenuta della domanda globale in un contesto di dazi ancora elevati.

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TrionfoPragmatismo

I mercati globali tirano un sospiro di sollievo. I titoli tecnologici volano grazie ai risultati oltre le attese di Micron e Qualcomm, mentre il petrolio torna ai livelli precedenti il conflitto con l'Iran. Il rimbalzo segna un ritorno all'ottimismo, trainando le borse asiatiche ed europee.

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I mercati hanno vissuto una settimana sulle montagne russe tra i dubbi che gli enormi investimenti nell'IA possano mai ripagare. Le previsioni di ricavi da record di Micron e l'esaurimento delle scorte di chip per l'IA hanno riacceso la fiducia, mentre il calo del petrolio e la riapertura dello Stretto di Hormuz allentano le tensioni geopolitiche.

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