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Sportvenerdì 10 luglio 2026

Minacce di morte a Campaz dopo l’eliminazione: la Colombia rivive l’incubo di Escobar

L’attaccante, reo di aver fallito un’occasione decisiva contro la Svizzera, ha subito intimidazioni che hanno spinto la Federcalcio a chiedere un’indagine urgente.

L’avventura colombiana al Mondiale 2026 si è infranta a Vancouver nella notte di martedì, quando la Svizzera ha prevalso per 4-3 ai calci di rigore dopo 120 minuti di assedio reciproco conclusi a reti inviolate. Il destino del match si è cristallizzato in un solo fotogramma: minuto 114 dei tempi supplementari, Jaminton Campaz si ritrova il pallone tra i piedi a tu per tu con il portiere Gregor Kobel, ma la sua conclusione si perde alta sopra la traversa. L’errore, che avrebbe potuto regalare ai Cafeteros il passaggio ai quarti, ha scatenato una reazione che ha travalicato i confini della delusione sportiva.

Nelle ore successive all’eliminazione, l’attaccante del Rosario Central è stato sommerso da una valanga di messaggi d’odio e minacce di morte, indirizzate anche alla sua famiglia e persino alla figlia di cinque anni. Secondo la stampa latinoamericana, la pressione è stata tale da indurre Campaz a non salire sul volo che riportava a Bogotá il resto della delegazione, scegliendo di restare in Canada per ragioni di sicurezza. Il giocatore ha limitato i commenti sui propri profili social e ha affidato a Instagram un messaggio accorato: «Mia Colombia, per favore non perdiamo mai il rispetto. Possiamo pensarla diversamente, provare frustrazione o tristezza, ma nessuna passione giustifica l’odio e vivere nella paura».

La Federcalcio colombiana (FCF) ha reagito con un comunicato di condanna senza precedenti, respingendo «in modo categorico le minacce contro la vita e l’integrità di Jaminton Campaz e della sua famiglia» e chiedendo alla Procura generale di avviare con la massima celerità le indagini per identificare e sanzionare i responsabili. Nell’ottica delle autorità di Bogotá, il calcio deve restare «uno spazio di unione, rispetto e speranza, mai un palcoscenico per l’odio, l’intimidazione o la violenza». La richiesta di un intervento giudiziario immediato riflette la consapevolezza che il fragile confine tra passione e fanatismo può incrinarsi pericolosamente, come la storia colombiana ha già dimostrato.

Le minacce a Campaz riportano infatti alla memoria il capitolo più buio del calcio cafetero: l’assassinio di Andrés Escobar, il difensore ucciso a Medellín nel 1994 pochi giorni dopo l’autogol che aveva sancito l’eliminazione della Colombia dal Mondiale statunitense. I media del mondo arabo e asiatico hanno ripercorso quella tragedia, sottolineando come il gesto di un singolo tifoso possa trasformare un errore sportivo in una condanna a morte. In Europa, il caso ha suscitato una vasta ondata di solidarietà: Ángel Di María, compagno di squadra di Campaz al Rosario Central e campione del mondo con l’Argentina, gli ha inviato un messaggio pubblico ricordandogli che «hai dato tutto per il tuo Paese».

Mentre la Procura colombiana avvia le prime verifiche informatiche per risalire agli autori delle intimidazioni, il calciatore rimane lontano dalla sua terra, protetto da un cordone di affetto internazionale ma segnato da un’esperienza che lo ha costretto a confrontarsi con la parte più oscura del tifo. La vicenda, più che un semplice strascico di una sconfitta sportiva, si è trasformata in un banco di prova per la capacità del Paese di proteggere i propri atleti e di voltare pagina rispetto a un passato che sembrava sepolto.

Divergenza — chi la racconta come
27%Media
4 blocchi · posizioni da −0.70 a 0.00
CriticoFavorevole
LATGLFRUSIRN
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa latinoamericana−0.20neutral
Stampa del Golfo arabo−0.50critical
Stampa russa e CSI0.00neutral
Stampa iraniana e affini−0.70critical
Stampa latinoamericana−0.20
Voce

La Colombia condanna le minacce e difende la dignità del giocatore attraverso la federazione e il suo stesso appello.

Meccanismoistituzionalizzazione

La Colombia istituzionalizza la crisi trasformando una minaccia personale in un caso di ordine pubblico, usando la condanna ufficiale per ristabilire la normalità.

Omissione

Non menziona il parallelo con l'omicidio di Andrés Escobar, che altri blocchi usano per amplificare la gravità.

AllarmeIndignazioneVoci divise
Stampa del Golfo arabo−0.50
Voce

Il Golfo evoca lo spettro di Escobar per denunciare l'insicurezza in Colombia e la vulnerabilità dei suoi atleti.

Meccanismostoricizzazione

Il Golfo utilizza il parallelo storico con l'omicidio di Escobar per amplificare la percezione di pericolo e delegittimare la capacità dello Stato colombiano di proteggere i suoi atleti.

Omissione

Non riporta la richiesta di rispetto di Campaz né la condanna ufficiale della federazione.

AllarmeVittimismo
Stampa russa e CSI0.00
Voce

La Russia registra l'accaduto come un fatto di cronaca, senza enfasi né giudizio.

Meccanismominimizzazione

La Russia minimizza la portata dell'evento riducendolo a una notizia breve, privandolo di contesto emotivo e storico.

Omissione

Non include il riferimento storico a Escobar né le reazioni del giocatore e della federazione.

DistaccoPragmatismo
Stampa iraniana e affini−0.70
Voce

L'Iran profetizza la ripetizione della tragedia di Escobar, mettendo in guardia sul destino del calciatore e della sua famiglia.

Meccanismoanalogia tragica

L'Iran stabilisce un'analogia diretta con l'omicidio di Escobar del 1994, creando una tensione narrativa che trasforma un errore sportivo in una minaccia di morte imminente.

Omissione

Non menziona la condanna della federazione colombiana né l'appello al rispetto di Campaz.

AllarmeVittimismoIndignazione

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venerdì 10 luglio 2026

Minacce di morte a Campaz dopo l’eliminazione: la Colombia rivive l’incubo di Escobar

L’attaccante, reo di aver fallito un’occasione decisiva contro la Svizzera, ha subito intimidazioni che hanno spinto la Federcalcio a chiedere un’indagine urgente.

L’avventura colombiana al Mondiale 2026 si è infranta a Vancouver nella notte di martedì, quando la Svizzera ha prevalso per 4-3 ai calci di rigore dopo 120 minuti di assedio reciproco conclusi a reti inviolate. Il destino del match si è cristallizzato in un solo fotogramma: minuto 114 dei tempi supplementari, Jaminton Campaz si ritrova il pallone tra i piedi a tu per tu con il portiere Gregor Kobel, ma la sua conclusione si perde alta sopra la traversa. L’errore, che avrebbe potuto regalare ai Cafeteros il passaggio ai quarti, ha scatenato una reazione che ha travalicato i confini della delusione sportiva.

Nelle ore successive all’eliminazione, l’attaccante del Rosario Central è stato sommerso da una valanga di messaggi d’odio e minacce di morte, indirizzate anche alla sua famiglia e persino alla figlia di cinque anni. Secondo la stampa latinoamericana, la pressione è stata tale da indurre Campaz a non salire sul volo che riportava a Bogotá il resto della delegazione, scegliendo di restare in Canada per ragioni di sicurezza. Il giocatore ha limitato i commenti sui propri profili social e ha affidato a Instagram un messaggio accorato: «Mia Colombia, per favore non perdiamo mai il rispetto. Possiamo pensarla diversamente, provare frustrazione o tristezza, ma nessuna passione giustifica l’odio e vivere nella paura».

La Federcalcio colombiana (FCF) ha reagito con un comunicato di condanna senza precedenti, respingendo «in modo categorico le minacce contro la vita e l’integrità di Jaminton Campaz e della sua famiglia» e chiedendo alla Procura generale di avviare con la massima celerità le indagini per identificare e sanzionare i responsabili. Nell’ottica delle autorità di Bogotá, il calcio deve restare «uno spazio di unione, rispetto e speranza, mai un palcoscenico per l’odio, l’intimidazione o la violenza». La richiesta di un intervento giudiziario immediato riflette la consapevolezza che il fragile confine tra passione e fanatismo può incrinarsi pericolosamente, come la storia colombiana ha già dimostrato.

Le minacce a Campaz riportano infatti alla memoria il capitolo più buio del calcio cafetero: l’assassinio di Andrés Escobar, il difensore ucciso a Medellín nel 1994 pochi giorni dopo l’autogol che aveva sancito l’eliminazione della Colombia dal Mondiale statunitense. I media del mondo arabo e asiatico hanno ripercorso quella tragedia, sottolineando come il gesto di un singolo tifoso possa trasformare un errore sportivo in una condanna a morte. In Europa, il caso ha suscitato una vasta ondata di solidarietà: Ángel Di María, compagno di squadra di Campaz al Rosario Central e campione del mondo con l’Argentina, gli ha inviato un messaggio pubblico ricordandogli che «hai dato tutto per il tuo Paese».

Mentre la Procura colombiana avvia le prime verifiche informatiche per risalire agli autori delle intimidazioni, il calciatore rimane lontano dalla sua terra, protetto da un cordone di affetto internazionale ma segnato da un’esperienza che lo ha costretto a confrontarsi con la parte più oscura del tifo. La vicenda, più che un semplice strascico di una sconfitta sportiva, si è trasformata in un banco di prova per la capacità del Paese di proteggere i propri atleti e di voltare pagina rispetto a un passato che sembrava sepolto.

Divergenza — chi la racconta come
27%Media
4 blocchi · posizioni da −0.70 a 0.00
CriticoFavorevole
LATGLFRUSIRN
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa latinoamericana−0.20neutral
Stampa del Golfo arabo−0.50critical
Stampa russa e CSI0.00neutral
Stampa iraniana e affini−0.70critical
Stampa latinoamericana−0.20
Voce

La Colombia condanna le minacce e difende la dignità del giocatore attraverso la federazione e il suo stesso appello.

Meccanismoistituzionalizzazione

La Colombia istituzionalizza la crisi trasformando una minaccia personale in un caso di ordine pubblico, usando la condanna ufficiale per ristabilire la normalità.

Omissione

Non menziona il parallelo con l'omicidio di Andrés Escobar, che altri blocchi usano per amplificare la gravità.

AllarmeIndignazioneVoci divise
Stampa del Golfo arabo−0.50
Voce

Il Golfo evoca lo spettro di Escobar per denunciare l'insicurezza in Colombia e la vulnerabilità dei suoi atleti.

Meccanismostoricizzazione

Il Golfo utilizza il parallelo storico con l'omicidio di Escobar per amplificare la percezione di pericolo e delegittimare la capacità dello Stato colombiano di proteggere i suoi atleti.

Omissione

Non riporta la richiesta di rispetto di Campaz né la condanna ufficiale della federazione.

AllarmeVittimismo
Stampa russa e CSI0.00
Voce

La Russia registra l'accaduto come un fatto di cronaca, senza enfasi né giudizio.

Meccanismominimizzazione

La Russia minimizza la portata dell'evento riducendolo a una notizia breve, privandolo di contesto emotivo e storico.

Omissione

Non include il riferimento storico a Escobar né le reazioni del giocatore e della federazione.

DistaccoPragmatismo
Stampa iraniana e affini−0.70
Voce

L'Iran profetizza la ripetizione della tragedia di Escobar, mettendo in guardia sul destino del calciatore e della sua famiglia.

Meccanismoanalogia tragica

L'Iran stabilisce un'analogia diretta con l'omicidio di Escobar del 1994, creando una tensione narrativa che trasforma un errore sportivo in una minaccia di morte imminente.

Omissione

Non menziona la condanna della federazione colombiana né l'appello al rispetto di Campaz.

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