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Geopolitica e Politicasabato 27 giugno 2026

L'intesa di Anchorage vacilla: Trump rivede gli accordi con Putin, scetticismo in Europa

Mentre Washington smentisce l'esistenza di un'intesa vincolante, Mosca accusa gli Stati Uniti di inadempienza e il G7 promette nuove armi a Kiev.

Il quadro diplomatico disegnato dal vertice di Anchorage dell'agosto 2025 tra Donald Trump e Vladimir Putin mostra crepe sempre più profonde. Durante il recente G7 in Francia, il presidente americano ha lasciato intendere di poter abbandonare le intese che, secondo quanto ricostruito da fonti vicine ai colloqui, avevano portato Washington ad accettare il controllo russo sul Donbass e una cristallizzazione della linea del fronte. La svolta, rivelata da Axios e confermata da più capitali, è accompagnata dalla netta smentita del segretario di Stato Marco Rubio: «In Alaska non c'è stato alcun accordo, solo una proposta», ha dichiarato, negando così la versione sostenuta con insistenza dal Cremlino.

Nell'ottica di Mosca, invece, l'incontro in Alaska aveva prodotto un'intesa politica vincolante. Il ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha ricostruito un negoziato puntuale in cui Putin avrebbe esaminato e accettato le proposte americane, definite poi «confermate» dall'inviato Steve Witkoff alla presenza di Trump e Rubio. «Se una parte avanza proposte e l'altra le accetta, sostenere che non vi sia accordo è poco elegante», ha replicato Lavrov. L'amministrazione americana, secondo fonti diplomatiche russe, si sarebbe progressivamente allontanata da quelle intese, riavvicinandosi alle posizioni degli alleati europei. Il Cremlino arriva a ipotizzare che il vertice possa essere stato concepito per guadagnare tempo e riarmare Kiev.

Sul fronte europeo, lo scetticismo è palpabile. Due funzionari presenti al G7 hanno confidato ad Axios che Trump ha espresso delusione verso Putin e ha parlato di fare pressione sulla Russia, ma «gli altri leader non credono che farà davvero qualcosa». La diffidenza dei partner europei si innesta su un cambio di tono dell'inquilino della Casa Bianca, che ha lodato la performance di Zelensky («se la cava piuttosto bene») ed evocato la possibilità di rivedere gli impegni presi in Alaska. Il G7, intanto, ha concordato di incrementare le forniture di sistemi di difesa aerea, missili intercettori e armi a lungo raggio a Kiev, segnando un riallineamento operativo che coinvolge direttamente l'Italia e gli altri membri europei del gruppo.

La posta in gioco della formula Anchorage, mai resa pubblica ufficialmente, sarebbe stata il riconoscimento giuridico della sovranità russa su Donbass e Crimea e un riconoscimento de facto della linea di contatto nelle regioni di Zaporizhzhia e Kherson. Il suo eventuale accantonamento priverebbe Mosca di un ancoraggio diplomatico costruito in un momento di relativa debolezza ucraina, mentre oggi lo scenario militare appare mutato anche per effetto dei raid di droni su territorio russo. La Russia continua a dichiararsi pronta a negoziare sulla base delle intese di Istanbul e di Anchorage, integrate dalle «realtà sul terreno»; Washington, da parte sua, ha spostato il baricentro della propria agenda sulla crisi ucraina, relegando il dossier iraniano in secondo piano. Al momento non sono in calendario nuovi incontri diretti, mentre procedono i preparativi per l'invio degli armamenti promessi dal G7.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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IndignazioneScetticismo

Washington sta facendo marcia indietro sugli accordi di Anchorage, suscitando irritazione persino in Occidente. Le dichiarazioni del Segretario di Stato Rubio, che rivendicano il sostegno unilaterale a Kiev, hanno compromesso il dialogo con Mosca. Trump ora minaccia di rivedere le intese, confermando l'inaffidabilità americana.

Stampa europea continentale
IroniaScetticismo

È in corso una disputa su cosa sia stato realmente concordato ad Anchorage. Mosca evoca uno 'spirito di Anchorage' con tanto di intelaiatura per la fine della guerra, ma Washington nega categoricamente. Trump ha manifestato delusione verso Putin e accennato a un possibile abbandono delle intese, ma i leader europei dubitano che passerà ai fatti.

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sabato 27 giugno 2026

L'intesa di Anchorage vacilla: Trump rivede gli accordi con Putin, scetticismo in Europa

Mentre Washington smentisce l'esistenza di un'intesa vincolante, Mosca accusa gli Stati Uniti di inadempienza e il G7 promette nuove armi a Kiev.

Il quadro diplomatico disegnato dal vertice di Anchorage dell'agosto 2025 tra Donald Trump e Vladimir Putin mostra crepe sempre più profonde. Durante il recente G7 in Francia, il presidente americano ha lasciato intendere di poter abbandonare le intese che, secondo quanto ricostruito da fonti vicine ai colloqui, avevano portato Washington ad accettare il controllo russo sul Donbass e una cristallizzazione della linea del fronte. La svolta, rivelata da Axios e confermata da più capitali, è accompagnata dalla netta smentita del segretario di Stato Marco Rubio: «In Alaska non c'è stato alcun accordo, solo una proposta», ha dichiarato, negando così la versione sostenuta con insistenza dal Cremlino.

Nell'ottica di Mosca, invece, l'incontro in Alaska aveva prodotto un'intesa politica vincolante. Il ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha ricostruito un negoziato puntuale in cui Putin avrebbe esaminato e accettato le proposte americane, definite poi «confermate» dall'inviato Steve Witkoff alla presenza di Trump e Rubio. «Se una parte avanza proposte e l'altra le accetta, sostenere che non vi sia accordo è poco elegante», ha replicato Lavrov. L'amministrazione americana, secondo fonti diplomatiche russe, si sarebbe progressivamente allontanata da quelle intese, riavvicinandosi alle posizioni degli alleati europei. Il Cremlino arriva a ipotizzare che il vertice possa essere stato concepito per guadagnare tempo e riarmare Kiev.

Sul fronte europeo, lo scetticismo è palpabile. Due funzionari presenti al G7 hanno confidato ad Axios che Trump ha espresso delusione verso Putin e ha parlato di fare pressione sulla Russia, ma «gli altri leader non credono che farà davvero qualcosa». La diffidenza dei partner europei si innesta su un cambio di tono dell'inquilino della Casa Bianca, che ha lodato la performance di Zelensky («se la cava piuttosto bene») ed evocato la possibilità di rivedere gli impegni presi in Alaska. Il G7, intanto, ha concordato di incrementare le forniture di sistemi di difesa aerea, missili intercettori e armi a lungo raggio a Kiev, segnando un riallineamento operativo che coinvolge direttamente l'Italia e gli altri membri europei del gruppo.

La posta in gioco della formula Anchorage, mai resa pubblica ufficialmente, sarebbe stata il riconoscimento giuridico della sovranità russa su Donbass e Crimea e un riconoscimento de facto della linea di contatto nelle regioni di Zaporizhzhia e Kherson. Il suo eventuale accantonamento priverebbe Mosca di un ancoraggio diplomatico costruito in un momento di relativa debolezza ucraina, mentre oggi lo scenario militare appare mutato anche per effetto dei raid di droni su territorio russo. La Russia continua a dichiararsi pronta a negoziare sulla base delle intese di Istanbul e di Anchorage, integrate dalle «realtà sul terreno»; Washington, da parte sua, ha spostato il baricentro della propria agenda sulla crisi ucraina, relegando il dossier iraniano in secondo piano. Al momento non sono in calendario nuovi incontri diretti, mentre procedono i preparativi per l'invio degli armamenti promessi dal G7.

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IndignazioneScetticismo

Washington sta facendo marcia indietro sugli accordi di Anchorage, suscitando irritazione persino in Occidente. Le dichiarazioni del Segretario di Stato Rubio, che rivendicano il sostegno unilaterale a Kiev, hanno compromesso il dialogo con Mosca. Trump ora minaccia di rivedere le intese, confermando l'inaffidabilità americana.

Stampa europea continentale
IroniaScetticismo

È in corso una disputa su cosa sia stato realmente concordato ad Anchorage. Mosca evoca uno 'spirito di Anchorage' con tanto di intelaiatura per la fine della guerra, ma Washington nega categoricamente. Trump ha manifestato delusione verso Putin e accennato a un possibile abbandono delle intese, ma i leader europei dubitano che passerà ai fatti.

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