
L’EASA sconsiglia i voli sulla Giordania, mentre si moltiplicano gli alert di sicurezza in Medio Oriente
L’agenzia europea cita il rischio di missili e droni iraniani; separate allerta statunitensi su crimine organizzato in Israele e tensioni regionali ad Amman.
L’Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza aerea (EASA) ha raccomandato alle compagnie aeree di evitare l’intero spazio aereo giordano, a tutte le quote, fino al 31 agosto 2026. La decisione, comunicata mercoledì 22 luglio, segue l’intercettazione da parte della difesa aerea di Amman di sei missili e quattro droni lanciati dall’Iran, e la rivendicazione dei Guardiani della Rivoluzione di aver colpito «basi americane in Giordania». Secondo fonti europee, il ripetersi di attacchi con missili e velivoli senza pilota, unito all’attivazione dei sistemi antiaerei, accresce il pericolo di errata identificazione di aerei civili e il rischio di impatto con detriti o con i vettori in fase di intercettazione.
La raccomandazione non equivale a una chiusura ufficiale dello spazio aereo, che le autorità giordane non hanno disposto, e lascia alle compagnie la scelta finale delle rotte. Secondo gli analisti di Bruxelles, l’impatto sui collegamenti tra Europa e Asia sarà contenuto: i vettori europei già privilegiano i corridoi su Egitto e Arabia Saudita, giudicati più sicuri. Al contrario, i dati di tracciamento mostrano che i vettori mediorientali hanno continuato a sorvolare la Giordania anche nella giornata di mercoledì. L’EASA ha esteso l’avvertenza anche agli spazi aerei di Bahrein, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Golfo di Oman, e ha confermato le restrizioni già in vigore per Iran, Iraq e Libano.
Parallelamente, l’ambasciata statunitense a Gerusalemme ha diffuso un’allerta di sicurezza relativa a un’impennata di violenze legate a rivalità tra gruppi criminali israeliani. L’avviso segnala attacchi con granate contro abitazioni, esercizi commerciali e veicoli privati nelle aree di Tel Aviv, Giaffa e Herzliya, e riferisce di operazioni della polizia israeliana per arrestare i capi ritenuti responsabili. L’ambasciata ha invitato i cittadini americani a mantenersi vigili nei quartieri commerciali, specie in ore notturne, e a preparare un piano di sicurezza personale. A sua volta, la rappresentanza diplomatica statunitense ad Amman ha esortato i connazionali a seguire gli allarmi e le istruzioni delle autorità giordane, evitare assembramenti e tenersi a distanza dalle zone con presenza di forze di polizia.
Le due serie di allerte, pur indipendenti, si inseriscono in un quadro regionale segnato dall’escalation tra Stati Uniti e Iran. Secondo la narrativa di Teheran, i raid contro basi americane in Giordania e in altri Paesi alleati di Washington rappresentano la risposta ai bombardamenti statunitensi sul territorio iraniano. L’esercito giordano ha dichiarato di aver respinto due attacchi, con la caduta di due missili in aree remote e senza vittime né danni materiali. La tregua temporanea negoziata all’inizio di aprile e prorogata a giugno, pensata per ridurre le tensioni, è stata ripetutamente violata, portando a un rapido deterioramento della sicurezza aerea dalla metà di luglio. L’EASA ha sottolineato che, in assenza di restrizioni ufficiali da parte di Amman, le opzioni di mitigazione del rischio per i vettori restano limitate. La validità della raccomandazione è fissata al 31 agosto 2026, data entro la quale le compagnie dovranno valutare se adeguarsi o mantenere le rotte attuali.
| Stampa europea continentale | 0.00 | neutral |
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| Stampa arabo levante-Maghreb | 0.00 | neutral |
| Stampa iraniana e affini | 0.00 | neutral |
L’Unione Europea agisce per la sicurezza aerea, indicando l’Iran come fonte del rischio attraverso un avviso tecnico.
Presentando la minaccia in termini tecnici e fattuali (missili, droni, intercettazione), la decisione di evitare lo spazio aereo giordano appare come una misura di sicurezza imparziale e necessaria.
Non menziona che l’Iran ha definito gli attacchi come rappresaglia contro l’aggressione statunitense, il che potrebbe complicare la narrazione di un’aggressione iraniana unilaterale.
Il mondo arabo vede la crisi come parte della guerra USA-Iran, con alcune voci che accusano l’Iran e altre che lo giustificano come autodifesa.
Presentando sia la narrazione dell’attacco diretto sia quella della rappresaglia, il blocco lascia ambigua la causalità, legittimando entrambe le interpretazioni a seconda della testata.
La narrazione filo-iraniana omette che la Giordania stessa era il bersaglio degli attacchi, concentrandosi invece sulle basi USA.
L’Iran presenta l’allarme come una misura tecnica di sicurezza, dissociandolo da ogni responsabilità iraniana.
Utilizzando un linguaggio vago ('attività militari') e omettendo i dettagli dell’attacco, si evita di attribuire la colpa all’Iran.
Omette che l’Iran ha lanciato missili e droni intercettati dalla Giordania e che la Giordania ha riportato attacchi dall’Iran.
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