
L’abuso di farmaci tra gli studenti: allarme globale per le ‘pillole della notte prima dell’esame’
Dall’Iran al Ghana, cresce l’uso di psicofarmaci tra i giovani per restare svegli durante gli esami. Esperti avvertono: si inizia con semplici compresse e si finisce nella dipendenza.
Mentre in Italia ci si prepara alla maturità, in Iran il direttore del trattamento della dipendenza presso il Quartier generale per la lotta agli stupefacenti, Soleiman Abbasi, ha lanciato un allarme sull’uso di ‘pillole della veglia’ tra studenti e studentesse durante la sessione d’esame. Secondo quanto riportato dalla stampa iraniana, molti giovani ricorrono a psicofarmaci per rimanere svegli e concentrati, convinti di migliorare il rendimento. Abbasi ha sottolineato che la dipendenza non colpisce solo chi vive in condizioni di povertà, ma anche persone istruite e benestanti, e ha messo in guardia dal rischio che l’uso occasionale di questi farmaci possa degenerare in un consumo abituale di sostanze psicotrope più pesanti.
La preoccupazione non è limitata al Medio Oriente. In Ghana, la Commissione per il controllo degli stupefacenti (NACOC) ha chiesto una collaborazione più stretta con l’Associazione dei giornalisti ghanesi per intensificare le campagne di sensibilizzazione tra i giovani. Il direttore generale della NACOC, brigadiere generale Maxwell Obuba Mantey, ha espresso inquietudine per l’aumento dell’abuso di sostanze tra gli adolescenti e i giovani adulti, in vista della Giornata mondiale contro la droga del 2026. Anche in Nigeria, esperti locali segnalano un peggioramento della situazione, attribuibile al deterioramento delle condizioni economiche, alla maggiore disponibilità di narcotici e alle lacune nei sistemi di riabilitazione. L’abuso di cannabis, tramadolo, sciroppi a base di codeina e metanfetamine è in crescita sia nelle metropoli che nelle comunità rurali, con conseguenze sulla salute pubblica, sulla criminalità e sulla produttività.
Secondo gli analisti di Bruxelles, il fenomeno ha implicazioni anche per l’Europa. L’aumento della produzione e del traffico di psicofarmaci in Africa e in Asia potrebbe alimentare i flussi illeciti verso il continente europeo, dove già si registra un consumo crescente di sostanze stimolanti tra gli studenti universitari. In Italia, il dibattito sull’uso di farmaci ‘smart’ per migliorare le performance accademiche è ancora limitato, ma gli esperti avvertono che la globalizzazione del fenomeno richiede una risposta coordinata a livello internazionale. La prevenzione, basata su informazione e educazione, resta lo strumento più efficace per contrastare una tendenza che rischia di minare il futuro delle nuove generazioni.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Il regime iraniano mette in guardia gli studenti dall'uso di pillole per restare svegli durante gli esami, sottolineando che non migliorano il rendimento ma portano a dipendenza e perdita del futuro. La narrazione è paternalistica e allarmistica, con un tono di condanna verso chi cerca scorciatoie pericolose.
La stampa africana subsahariana anglofona riporta l'aumento dell'abuso di sostanze tra i giovani, collegandolo a fattori economici e alla debolezza dei sistemi di riabilitazione. L'approccio è pragmatico, con richieste di collaborazione tra istituzioni per campagne di sensibilizzazione.
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