
Iran posticipa gli esami dopo la morte della Guida Suprema, la Francia li sposta per il caldo
La scomparsa dell’Ayatollah Khamenei in un conflitto di dodici giorni sconvolge i calendari scolastici iraniani, mentre Parigi sperimenta nuove strategie contro le ondate di calore.
La Repubblica Islamica dell’Iran ha ufficialmente rinviato le prove d’esame nazionali, in un quadro segnato dal lutto per la morte della Guida Suprema e dalle tensioni di un conflitto lampo. Il ministro della Scienza, Hossein Simaei Saraf, intervenendo in videocollegamento al Majlis, ha comunicato che il concorso universitario Konkur, atteso da centinaia di migliaia di candidati, verrà fissato solo dopo che le scuole superiori avranno completato gli esami finali – a loro volta posticipati di una settimana. La decisione, ha spiegato fonti governative iraniane, era impossibile da prendere durante le ostilità: ogni ulteriore slittamento avrebbe generato proteste tra gli studenti.
Il nuovo calendario prevede per gli alunni dell’undicesimo anno (20 tirmah, 11 luglio) e del dodicesimo (21 tirmah, 12 luglio) una finestra di circa venti-trenta giorni prima della prova di ammissione. Parallelamente, l’esame per i master – che conta oltre 651mila iscritti – è stato spostato dal 18-19 al 25-26 luglio. Dietro queste date si cela un macchinoso adeguamento amministrativo: lo stesso ministro ha ricordato che la riforma dei criteri di promozione dei docenti, pur essendo frutto di «mille ore-uomo di lavoro tecnico», è bloccata nei comitati del Consiglio Supremo della Rivoluzione Culturale a causa dell’instabilità.
A Parigi, una preoccupazione diametralmente opposta: il ministro dell’Istruzione, Édouard Geffray, ha dichiarato su France Inter di voler eliminare le prove pomeridiane del baccalauréat a partire dal prossimo anno. L’ondata di calore che sta colpendo la Francia rende «impossibile» tenere esami tra le 14 e le 18, un problema che l’Europa mediterranea conosce bene. In Italia, dove le sessioni di maturità iniziano a giugno, il dibattito sull’opportunità di anticipare gli orari o spostare le prove in ambienti climatizzati è già aperto, secondo gli analisti di Bruxelles.
Le due crisi rivelano vulnerabilità sistemiche. Teheran deve conciliare il trauma politico con la domanda di istruzione di una popolazione giovane, che vede nel Konkur un rito di passaggio. La Francia, e con essa l’Unione Europea, affronta invece un mutamento climatico che impone di ripensare l’organizzazione di esami di massa. Se il modello iraniano mostra come un evento traumatico possa paralizzare la macchina educativa, l’approccio francese indica una progettazione a lungo termine, ma non priva di incognite: rinunciare ai pomeriggi presuppone una logistica ferrea e un consenso sindacale che oggi manca.
In prospettiva, entrambi i Paesi saranno costretti a rendere più elastica la pianificazione dei calendari. L’Iran dovrà affrontare la fase post-bellica e rassicurare le famiglie, mentre l’Europa troverà nel caso francese un banco di prova per misure di adattamento climatico che potrebbero presto interessare anche le università italiane, sempre più alle prese con sessioni estive bollenti.
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Il concorso nazionale e gli esami scolastici sono stati posticipati a causa del martirio della guida rivoluzionaria e dei 12 giorni di guerra. Le nuove date sono state annunciate dal ministro, che ha sottolineato la necessità di permettere la partecipazione ai funerali e di rispondere alle preoccupazioni dei candidati. L'avvio dell'anno accademico slitterà, con probabile ingresso degli studenti nel secondo semestre.
A causa del cambiamento climatico e delle ondate di caldo estremo, il ministro dell’istruzione ha annunciato che non si svolgeranno più esami pomeridiani come il baccalaureato. La decisione mira a tutelare la salute degli studenti durante i picchi di temperatura. Si tratta di un adattamento a lungo termine alle condizioni meteorologiche sempre più torride.
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