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India, schianto di un AN-32 in Assam: cinque morti e un sopravvissuto

Un Antonov AN-32 dell’aeronautica indiana è precipitato durante l’atterraggio alla base di Jorhat, uccidendo cinque militari; il copilota è sopravvissuto e un’inchiesta è stata aperta.

Un velivolo da trasporto Antonov AN-32 dell’Indian Air Force si è schiantato sabato 13 giugno 2026 mentre tentava l’atterraggio presso la stazione aerea di Jorhat, nello stato nordorientale dell’Assam. L’incidente, avvenuto intorno alle dieci del mattino ora locale durante una missione di routine, ha provocato la morte di cinque membri dell’equipaggio – lo Squadron Leader Prashant Singh, il Flight Lieutenant Shubham Kumar, il sergente Jitendra Sharma e gli Agniveervayu Khemaram Kumawat e Danish Alam – mentre il copilota è sopravvissuto ed è stato ricoverato in condizioni serie. Le immagini diffuse dai media indiani mostrano una densa colonna di fumo nero e il relitto dell’aereo spezzato in più sezioni, avvolto dalle fiamme subito dopo l’impatto. L’aeronautica ha immediatamente attivato le squadre antincendio e ha annunciato l’apertura di una corte d’inchiesta per accertare le cause, invitando a non diffondere speculazioni fino ai primi risultati.

L’AN-32, biturbina di origine sovietica entrato in servizio in India nel 1984, costituisce ancora oggi la spina dorsale della flotta da trasporto tattico indiana, con circa cento esemplari operativi. Progettato per operare in condizioni estreme – dalle temperature torride del deserto del Rajasthan alle piste d’alta quota del Ladakh e dell’Arunachal Pradesh – è indispensabile per i collegamenti con le frontiere himalayane e con il Siachen. Proprio la sua vocazione per gli ambienti più impervi lo rende un assetto strategico, ma anche un velivolo sottoposto a forte usura. Non è la prima volta che un AN-32 si schianta nella regione: nel 2019 un esemplare partito dalla stessa base di Jorhat precipitò vicino al confine cinese, causando tredici vittime. La ricorrenza degli incidenti riaccende il dibattito sull’invecchiamento della flotta e sulla necessità di un ricambio generazionale, tema seguito con attenzione anche dagli analisti della difesa a Mosca, dove il progetto Antonov conserva un’eredità industriale significativa.

Dal punto di vista geopolitico, l’Assam si trova a ridosso delle frontiere contese con la Cina, e alcuni rapporti hanno sottolineato che il luogo dello schianto dista un centinaio di chilometri dalla Line of Actual Control. Tuttavia, sia le fonti ufficiali indiane sia le agenzie internazionali concordano nel descrivere il volo come una sortita addestrativa ordinaria, senza alcun elemento che suggerisca un coinvolgimento esterno. La stampa del Golfo e quella del Sud-est asiatico hanno rilanciato la notizia con toni misurati, mentre i media europei – in particolare francesi e russi – hanno posto l’accento sulla matrice sovietica del velivolo e sulla collaborazione tecnica che lega ancora Nuova Delhi a Mosca nel settore della manutenzione aeronautica.

L’inchiesta appena avviata dovrà chiarire se all’origine dello schianto vi sia un errore umano, un guasto tecnico o una combinazione di fattori. L’aeronautica indiana ha già perso un Sukhoi Su-30MKI in Assam lo scorso marzo, e la sequenza di incidenti solleva interrogativi sulla gestione della sicurezza in un’aviazione militare sottoposta a ritmi operativi intensi. Per l’Italia e l’Europa, che osservano con interesse il mercato indiano della difesa e le possibili collaborazioni industriali, la trasparenza delle indagini rappresenta un indicatore della maturità istituzionale di Nuova Delhi. La speranza è che la corte d’inchiesta possa fornire risposte rapide, evitando che il sacrificio di cinque aviatori resti senza lezioni utili per il futuro.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 2 lingue

48%
TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa indiana e sudasiaticaStampa iraniana e affini
Stampa indiana e sudasiatica
pragmatismovittimismo

Una tragedia nazionale: cinque aviatori indiani hanno perso la vita nello schianto di un Antonov AN-32 durante l'atterraggio a Jorhat, Assam. L'Aeronautica indiana ha espresso profondo cordoglio e ordinato un'inchiesta. Il velivolo, un cavallo di battaglia di origine sovietica, da decenni serve le remote frontiere del paese.

Stampa iraniana e affini/ regime
allarmeurgenza

Un aereo da trasporto militare indiano di fabbricazione russa è precipitato in Assam, a circa cento chilometri dal confine conteso con la Cina. L'incidente, che segue un altro schianto di elicottero nella stessa area disputata, alimenta l'allarme sulla instabilità della regione himalayana.

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sabato 13 giugno 2026 · 18:40

India, schianto di un AN-32 in Assam: cinque morti e un sopravvissuto

Un Antonov AN-32 dell’aeronautica indiana è precipitato durante l’atterraggio alla base di Jorhat, uccidendo cinque militari; il copilota è sopravvissuto e un’inchiesta è stata aperta.

Un velivolo da trasporto Antonov AN-32 dell’Indian Air Force si è schiantato sabato 13 giugno 2026 mentre tentava l’atterraggio presso la stazione aerea di Jorhat, nello stato nordorientale dell’Assam. L’incidente, avvenuto intorno alle dieci del mattino ora locale durante una missione di routine, ha provocato la morte di cinque membri dell’equipaggio – lo Squadron Leader Prashant Singh, il Flight Lieutenant Shubham Kumar, il sergente Jitendra Sharma e gli Agniveervayu Khemaram Kumawat e Danish Alam – mentre il copilota è sopravvissuto ed è stato ricoverato in condizioni serie. Le immagini diffuse dai media indiani mostrano una densa colonna di fumo nero e il relitto dell’aereo spezzato in più sezioni, avvolto dalle fiamme subito dopo l’impatto. L’aeronautica ha immediatamente attivato le squadre antincendio e ha annunciato l’apertura di una corte d’inchiesta per accertare le cause, invitando a non diffondere speculazioni fino ai primi risultati.

L’AN-32, biturbina di origine sovietica entrato in servizio in India nel 1984, costituisce ancora oggi la spina dorsale della flotta da trasporto tattico indiana, con circa cento esemplari operativi. Progettato per operare in condizioni estreme – dalle temperature torride del deserto del Rajasthan alle piste d’alta quota del Ladakh e dell’Arunachal Pradesh – è indispensabile per i collegamenti con le frontiere himalayane e con il Siachen. Proprio la sua vocazione per gli ambienti più impervi lo rende un assetto strategico, ma anche un velivolo sottoposto a forte usura. Non è la prima volta che un AN-32 si schianta nella regione: nel 2019 un esemplare partito dalla stessa base di Jorhat precipitò vicino al confine cinese, causando tredici vittime. La ricorrenza degli incidenti riaccende il dibattito sull’invecchiamento della flotta e sulla necessità di un ricambio generazionale, tema seguito con attenzione anche dagli analisti della difesa a Mosca, dove il progetto Antonov conserva un’eredità industriale significativa.

Dal punto di vista geopolitico, l’Assam si trova a ridosso delle frontiere contese con la Cina, e alcuni rapporti hanno sottolineato che il luogo dello schianto dista un centinaio di chilometri dalla Line of Actual Control. Tuttavia, sia le fonti ufficiali indiane sia le agenzie internazionali concordano nel descrivere il volo come una sortita addestrativa ordinaria, senza alcun elemento che suggerisca un coinvolgimento esterno. La stampa del Golfo e quella del Sud-est asiatico hanno rilanciato la notizia con toni misurati, mentre i media europei – in particolare francesi e russi – hanno posto l’accento sulla matrice sovietica del velivolo e sulla collaborazione tecnica che lega ancora Nuova Delhi a Mosca nel settore della manutenzione aeronautica.

L’inchiesta appena avviata dovrà chiarire se all’origine dello schianto vi sia un errore umano, un guasto tecnico o una combinazione di fattori. L’aeronautica indiana ha già perso un Sukhoi Su-30MKI in Assam lo scorso marzo, e la sequenza di incidenti solleva interrogativi sulla gestione della sicurezza in un’aviazione militare sottoposta a ritmi operativi intensi. Per l’Italia e l’Europa, che osservano con interesse il mercato indiano della difesa e le possibili collaborazioni industriali, la trasparenza delle indagini rappresenta un indicatore della maturità istituzionale di Nuova Delhi. La speranza è che la corte d’inchiesta possa fornire risposte rapide, evitando che il sacrificio di cinque aviatori resti senza lezioni utili per il futuro.

Divergenza delle fonti

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Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

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Come la stessa storia è raccontata altrove.

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TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa indiana e sudasiaticaStampa iraniana e affini
Stampa indiana e sudasiatica
pragmatismovittimismo

Una tragedia nazionale: cinque aviatori indiani hanno perso la vita nello schianto di un Antonov AN-32 durante l'atterraggio a Jorhat, Assam. L'Aeronautica indiana ha espresso profondo cordoglio e ordinato un'inchiesta. Il velivolo, un cavallo di battaglia di origine sovietica, da decenni serve le remote frontiere del paese.

Stampa iraniana e affini/ regime
allarmeurgenza

Un aereo da trasporto militare indiano di fabbricazione russa è precipitato in Assam, a circa cento chilometri dal confine conteso con la Cina. L'incidente, che segue un altro schianto di elicottero nella stessa area disputata, alimenta l'allarme sulla instabilità della regione himalayana.

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