
Fox acquista Roku per 22 miliardi di dollari: la svolta digitale dei Murdoch
L'operazione, annunciata lunedì, crea il terzo gruppo televisivo statunitense per audience e segna l'ingresso di Fox nella distribuzione diretta via streaming, con oltre 100 milioni di abbonati.
L'annuncio è arrivato nella mattinata di lunedì 15 giugno: Fox Corporation, il gruppo mediatico controllato dalla famiglia Murdoch, ha raggiunto un accordo definitivo per acquisire la piattaforma di streaming Roku. L'operazione, valutata circa 22 miliardi di dollari (incluso il debito), sarà pagata in contanti e azioni, con gli azionisti Fox che deterranno il 73% della nuova entità e quelli Roku il restante 27%. La fusione darà vita al terzo maggiore operatore televisivo negli Stati Uniti per quota di ascolto, combinando i canali sportivi e d'informazione di Fox, il servizio gratuito Tubi e l'ecosistema di Roku, che raggiunge oltre 100 milioni di nuclei domestici nel mondo. Lachlan Murdoch, amministratore delegato e figlio del magnate Rupert, ha definito l'intesa «un momento decisivo» per la società.
La mossa rappresenta il coronamento di una strategia avviata nel 2019, quando Fox cedette a Disney gran parte dei suoi asset cinematografici per concentrarsi sull'informazione e lo sport in diretta. Nel 2020 l'acquisizione di Tubi aveva già segnato l'ingresso nello streaming gratuito sostenuto dalla pubblicità; ora, con Roku, Fox non si limita a produrre contenuti, ma diventa anche distributore, controllando l'interfaccia attraverso cui milioni di americani accedono a Netflix, YouTube e agli altri servizi. Secondo gli analisti finanziari statunitensi, l'operazione permetterà a Fox di sfruttare i dati di prima parte di Roku per affinare la pubblicità mirata e ridurre la dipendenza dalla tv via cavo, in un momento in cui il pubblico migra in massa verso l'online. Non è un caso che la stampa anglosassone abbia paragonato l'acquisto al vecchio sogno di Rupert Murdoch di possedere una "guida tv del futuro".
L'impatto della concentrazione non si limita ai confini americani. Gli osservatori europei, in particolare da Bruxelles, guardano con attenzione a un'integrazione verticale che unisce contenuti e infrastruttura tecnologica, temendo possibili ricadute sui prezzi degli abbonamenti e sulla concorrenza. In Russia e in Brasile, i media hanno sottolineato come l'affare segnali un'accelerazione della transizione digitale anche per i broadcaster tradizionali. Per l'Italia, dove Roku non è presente, la lezione è duplice: da un lato, il modello di aggregazione pubblicitaria di Roku e Tubi potrebbe ispirare le piattaforme europee; dall'altro, la mossa di Fox ricorda quanto sia urgente per gli editori del Vecchio Continente investire in tecnologia e dati, per non restare semplici fornitori di contenuti in un ecosistema dominato dai giganti americani.
La chiusura dell'accordo è attesa nella prima metà del 2027, subordinata alle approvazioni regolatorie. Se confermata, l'operazione ridisegnerà gli equilibri del mercato pubblicitario digitale, dove Fox potrà competere ad armi pari con colossi come Amazon e Google. Restano incognite sull'effettiva integrazione delle due culture aziendali e sulla capacità di mantenere Roku una piattaforma aperta, come promesso. Ma una cosa è certa: con questa mossa, la dinastia Murdoch ha messo le mani sull'infrastruttura che porta lo streaming in salotto, compiendo un passo che potrebbe innescare una nuova ondata di fusioni nel settore dei media globali.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
2 gruppi editoriali · 6 lingue
L’acquisizione di Roku per 22 miliardi di dollari viene presentata come un audace salto strategico che unisce sport in diretta e informazione a una piattaforma di streaming da 100 milioni di utenze, dando vita al terzo polo televisivo americano. Lachlan Murdoch la definisce un momento decisivo per l’azienda, e il mercato la accoglie come un consolidamento logico e orientato alla crescita.
Fox ha raggiunto un accordo preliminare per rilevare Roku per 22 miliardi di dollari (quasi 19 miliardi di euro), con una combinazione di cassa e azioni. L’operazione amplierà l’offerta streaming del gruppo statunitense, grazie alla piattaforma Roku Channel che propone contenuti finanziati dalla pubblicità.
Articoli correlati
Il gigante dei cieli in fiamme: otto morti nel crash di un B-52 in California
15 lingue · 67 testate
SportIran e Nuova Zelanda, pareggio spettacolare in un Mondiale segnato dalla politica
6 lingue · 26 testate
SportLukaku entra e in 28 secondi salva il Belgio: 1-1 con l’Egitto, autogol beffardo
4 lingue · 27 testate