
India, doppio binario difensivo: 482 milioni dagli USA e trattative per i BrahMos con gli Emirati
Washington notifica un pacchetto di supporto per elicotteri e obici, mentre New Delhi avvia colloqui con Abu Dhabi per la vendita del missile supersonico e del sistema Akashteer, in un Medio Oriente che ridisegna le alleanze.
Gli Stati Uniti hanno notificato formalmente la proposta di vendita all’India di servizi di supporto logistico per la flotta di elicotteri d’attacco AH-64E Apache e per gli obici ultraleggeri M777A2, per un valore complessivo stimato di 482,2 milioni di dollari. La notifica, pubblicata nel Registro Federale il 17 giugno dall’Agenzia per la cooperazione alla sicurezza della difesa (DSCA), segue l’approvazione del Dipartimento di Stato e l’informativa al Congresso del 18 maggio. Parallelamente, fonti governative indiane hanno confermato a Reuters che New Delhi ha avviato colloqui in fase iniziale con gli Emirati Arabi Uniti per la vendita del missile da crociera supersonico BrahMos e del sistema di difesa aerea automatizzato Akashteer.
Nell’ottica di Washington, il pacchetto di sostegno risponde all’obiettivo strategico di consolidare il rapporto con un partner di difesa maggiore, descritto dal Pentagono come «una forza importante per la stabilità politica, la pace e il progresso economico nell’Indo-Pacifico e in Asia meridionale». I servizi di manutenzione, ricambi, addestramento e assistenza tecnica – affidati a Boeing e Lockheed Martin per gli Apache, e alla britannica BAE Systems per gli obici – mirano a mantenere la prontezza operativa delle forze armate indiane in scenari di alta montagna e a dissuadere minacce regionali, senza che l’India debba affrontare difficoltà di integrazione, secondo quanto dichiarato dal Dipartimento della Difesa.
Sul fronte opposto, l’India si propone come fornitore emergente. I colloqui con Abu Dhabi, descritti come «in rapida progressione» da fonti vicine al dossier, riguardano il BrahMos – missile congiunto russo-indiano capace di velocità supersonica e lanciabile da piattaforme terrestri, navali e aeree, con gittata di circa 290 chilometri – e l’Akashteer, sistema di comando e controllo della difesa aerea sviluppato da Bharat Electronics e dall’esercito indiano. Secondo analisti della regione, l’interesse emiratino si inquadra in una revisione della postura difensiva dopo gli attacchi subiti durante il conflitto che ha coinvolto Iran, Israele e Stati Uniti, e nella necessità di proteggere lo Stretto di Hormuz, crocevia delle esportazioni energetiche. Abu Dhabi, che già dispone di sistemi THAAD e Patriot americani e del missile balistico ATACMS, cerca di diversificare i fornitori per acquisire maggiore autonomia strategica, senza però incrinare l’alleanza con Washington, come sottolineato da Pearl Pandya, analista di ACLED.
Qualsiasi esportazione del BrahMos richiede il via libera di Mosca, in quanto il missile è frutto di una joint venture con la russa NPO Mashinostroyeniya. Fonti indiane ritengono che l’approvazione non costituirà un ostacolo, dati gli stretti legami tra Russia ed Emirati. La prospettiva di Nuova Delhi, secondo due fonti governative, è anche quella di bilanciare il recente patto di difesa tra Arabia Saudita e Pakistan, in un quadrante dove la competizione tra Riyad e Abu Dhabi per la leadership regionale si intreccia con il riposizionamento delle alleanze. Per l’Italia e l’Europa, questi movimenti si inseriscono in un mercato mediorientale degli armamenti che, secondo i dati Sipri per il periodo 2021-2025, vede gli Stati Uniti al primo posto con il 54% delle importazioni, seguiti dall’Italia al 12% e dalla Francia all’11%. L’eventuale ingresso dell’India come esportatore di sistemi complessi potrebbe modificare gli equilibri competitivi, anche se, come osserva Siemon Wezeman del Sipri, le trattative indiane non sempre si sono concretizzate in contratti finali.
Al momento, il pacchetto di sostegno statunitense attende il via libera definitivo del Congresso, mentre i colloqui indo-emiratini sono ancora in una fase esplorativa, senza che sia stata raggiunta alcuna intesa formale. L’evoluzione dei due dossier offrirà un indicatore della capacità indiana di muoversi simultaneamente come beneficiario della cooperazione occidentale e come fornitore di tecnologie strategiche in un Medio Oriente in rapida trasformazione.
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L'India sta emergendo come esportatore di difesa di primo piano, con gli Emirati Arabi Uniti che avviano colloqui per acquisire i missili supersonici BrahMos e il sistema di difesa aerea Akashteer. Parallelamente, gli Stati Uniti sostengono la prontezza operativa indiana con un pacchetto di supporto da 482 milioni di dollari per elicotteri Apache e obici M777, a dimostrazione della crescente rete di partnership strategiche di Nuova Delhi.
Nuova Delhi sta discutendo con gli Emirati Arabi Uniti la vendita dei missili supersonici BrahMos, sviluppati congiuntamente con la Russia, e del sistema di difesa aerea Akashteer. I colloqui avvengono dopo la cessazione della fase attiva del conflitto in Medio Oriente tra Iran e Stati Uniti, e rappresentano un passo naturale nella cooperazione tecnico-militare.
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