
Il sindaco socialista di New York e lo spettro colombiano: cosa insegna Mamdani alla sinistra globale
Dai bus gratis ai Mondiali di calcio popolari, l'ascesa di Zohran Mamdani ridisegna il laboratorio progressista americano, mentre Bogotà affonda negli scandali e la sinistra europea cerca una via d'uscita dalla crisi di identità.
L’elezione di Zohran Mamdani a sindaco di New York nel novembre 2025 ha scosso l’immaginario politico ben oltre Manhattan. Figlio di un’esiliata ugandese e di un immigrato indiano, primo musulmano a guidare la città, Mamdani ha vinto con il 50,8 per cento dei voti cavalcando una piattaforma che mescola l’eredità di Bernie Sanders e Alexandria Ocasio-Cortez a un’inedita concretezza municipale: asili nido gratuiti, supermercati a gestione pubblica, trasporti urbani a costo zero e un severo freno agli affitti. La sua vittoria arriva nel vuoto di senso lasciato dalla seconda presidenza Trump, che ha precipitato i democratici in una crisi profonda, e rappresenta per molti analisti nordamericani il tentativo più ambizioso di tradurre il socialismo democratico in governo quotidiano di una metropoli.
Quella concretezza si è subito manifestata su due fronti: la casa e lo spazio pubblico. Mamdani ha negoziato con il New Jersey l’accesso popolare ai Mondiali di calcio del 2026, ottenendo mille biglietti a cinquanta dollari e trasporto gratuito per i tifosi working-class, mentre lo Stato finanziava un maxischermo a Central Park per cinquantamila persone. La mossa ha smascherato le distorsioni del mercato: i biglietti ufficiali sono schizzati a quasi trentatremila dollari sul portale FIFA, e le maglie della nazionale, originariamente vendute a cinquanta dollari, sono state rivendute su eBay a oltre millecento dollari, con margini del duemila per cento che hanno attirato l’attenzione degli attorney general. Sul fronte abitativo, il piano da ventidue miliardi di dollari punta a riconvertire biblioteche e parcheggi pubblici in edifici a uso misto, con l’obiettivo di consegnare duecentomila unità a prezzi accessibili in dieci anni. Secondo gli osservatori brasiliani, si tratta di una strategia che, pur ridimensionando l’iniziale visione da cento miliardi ispirata al modello viennese, cerca un compromesso con i grandi promotori immobiliari, gli stessi che in campagna elettorale avevano finanziato campagne contro Mamdani.
La parabola newyorkese assume contorni ancora più netti se messa a confronto con l’esperienza colombiana. Mentre Mamdani incassa consensi traducendo slogan in cantieri e biglietti scontati, il governo di Gustavo Petro a Bogotà si avvia alla conclusione del mandato travolto da una valanga di scandali – novanta, secondo i conteggi della stampa latinoamericana – che rischiano di oscurare qualunque riforma progressista. Dopo decenni di violenza, narcotraffico e conflitti territoriali, la Colombia si trova ora a fare i conti con un’eredità fatta più di inchieste giudiziarie che di trasformazioni sociali, e il candidato della sinistra, Cepeda, fatica a trovare un messaggio chiaro su economia, salute e sicurezza, oscillando tra discorsi polarizzanti e il timore di spaventare ulteriormente un settore privato già in allarme.
Dall’Europa, e in particolare dall’Italia, lo sguardo su questi due emisferi della sinistra è inevitabilmente carico di interrogativi. Il laboratorio newyorkese di Mamdani – che combina intervento pubblico, negoziazione con i privati e politiche di prezzo per i beni essenziali – interroga direttamente le socialdemocrazie europee, alle prese con la crisi abitativa e la mobilità urbana. Bruxelles osserva con attenzione il tentativo di usare i terreni pubblici per calmierare il mercato immobiliare, mentre città come Milano o Barcellona potrebbero trovare nel “modello Mamdani” un ibrido tra il municipalismo classico e un nuovo patto con i developer. Al tempo stesso, il fantasma colombiano – un governo progressista che affonda sotto il peso dei propri scandali – suona come un monito severo per chiunque, in Europa come nelle Americhe, pensi che la sola appartenenza ideologica possa garantire credibilità di governo. La lezione che arriva da New York, filtrata dallo specchio latinoamericano, è tanto semplice quanto esigente: la sinistra si mantiene al potere solo se trasforma le promesse in servizi, e la trasparenza in metodo.
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Zohran Mamdani rappresenta la nuova speranza della sinistra americana. Dopo la crisi dei Democratici seguita alla seconda vittoria di Trump, il giovane socialista ha conquistato New York con un programma audace, promettendo asili gratuiti e tassando i ricchi. Il suo stile carismatico e popolare lo rende un avversario temibile.
Il tentativo di Mamdani di garantire biglietti economici per i Mondiali ai lavoratori newyorkesi si è ritorto contro. Dopo aver negoziato 1.000 tagliandi a 50 dollari e trasporto gratuito, i prezzi sono saliti alle stelle fino a quasi 33.000 dollari sul portale FIFA, scatenando un'indagine per presunta speculazione.
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