
L'architetto dei Transformer Noam Shazeer lascia Google per OpenAI: un addio da 2,7 miliardi
Il co-lead di Gemini, rientrato in Google nel 2024 grazie a un maxi-acquisto di Character.AI, annuncia il passaggio al rivale OpenAI, riaccendendo la guerra globale per i talenti dell'intelligenza artificiale.
L'annuncio è arrivato con un post su X, asciutto ma carico di conseguenze: Noam Shazeer, vicepresidente di Google e co-responsabile dei modelli Gemini, lascia Mountain View per unirsi a OpenAI. «È stata una decisione difficile», ha scritto, «ma non vedo l'ora di lavorare con quel team eccezionale». Poche ore dopo, Sam Altman gli ha reso un omaggio raro: «È una delle persone con cui ho desiderato collaborare fin dall'inizio di OpenAI. Ci sono voluti solo dieci anni». Shazeer non è un ingegnere qualunque: nel 2017 fu tra gli autori di "Attention Is All You Need", il paper che introdusse l'architettura Transformer, l'impalcatura su cui poggiano tutti i grandi modelli linguistici contemporanei. La sua uscita da Google assume i contorni di un paradosso finanziario e strategico: nel 2021 aveva lasciato l'azienda per fondare Character.AI, e nel 2024 Google lo aveva riportato a bordo con un accordo di licenza da circa 2,7 miliardi di dollari. Meno di due anni dopo, quel patrimonio umano e intellettuale prende la porta per il rivale più temuto.
La cifra miliardaria, rilanciata con stupore dalla stampa indiana e russa, racconta molto più di un semplice rimbalzo di carriera. Google non ha comprato solo una startup: ha acquisito la mente che stava aiutando Gemini a colmare il ritardo su ChatGPT. Ora quella stessa mente siede al tavolo di OpenAI, in un momento in cui la corsa all'IA generativa si gioca sul filo dei millisecondi e dei talenti. Gli osservatori cinesi accostano il caso all'approdo di Andrej Karpathy in Anthropic, segno che la Silicon Valley è entrata in una fase di «bracconaggio» reciproco senza precedenti. Perdere Shazeer, con il suo biglietto da visita di "inventore della rivoluzione LLM", equivale per Google a vedersi sottrarre un pezzo del proprio futuro tecnologico, proprio mentre tenta di difendere la propria posizione nel mercato enterprise e consumer.
Dall'Europa, e in particolare dall'Italia, questa guerra di talenti si osserva con un misto di ammirazione e inquietudine. Bruxelles ha appena varato l'AI Act, ma la concentrazione di competenze in una manciata di aziende californiane solleva interrogativi sulla sovranità tecnologica del continente. Se figure come Shazeer transitano da un colosso all'altro senza mai uscire dall'orbita statunitense, il rischio è che l'Europa resti un mercato di consumo regolato, privo di campioni capaci di competere sull'architettura fondamentale dei modelli. L'Italia, che pure vanta centri di ricerca di eccellenza e un ecosistema di startup in crescita, fatica a trattenere i propri migliori ingegneri, attratti da compensi e risorse che solo le big tech possono offrire. La vicenda Shazeer è lo specchio estremo di questa asimmetria.
Che cosa porterà Shazeer in OpenAI? La sua firma è incisa sui meccanismi di "Mixture of Experts" e sull'idea stessa di modelli conversazionali su larga scala, sperimentata con Character.AI. Integrare quella visione nella roadmap di ChatGPT potrebbe accelerare lo sviluppo di agenti più personalizzati e multimodali, proprio mentre Google tenta di rilanciare Gemini con funzionalità analoghe. La domanda che circola tra gli analisti della Silicon Valley è se l'addio di Shazeer sia un episodio isolato o il sintomo di un malessere più profondo nei ranghi dell'IA di Google, già scossi da riorganizzazioni e dalla pressione di dover monetizzare senza cedere terreno. In un settore dove un singolo ricercatore può valere un'intera divisione, la partita per i talenti è appena entrata nel suo capitolo più spietato. E l'Europa, per non restare spettatrice, dovrà decidere se investire finalmente sui propri Noam Shazeer, prima che qualcun altro li compri.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Noam Shazeer, co-leader di Gemini di Google, è passato a OpenAI pochi mesi dopo che Google aveva pagato 2,7 miliardi di dollari per riassumerlo. La mossa evidenzia la posta in gioco finanziaria crescente nella guerra dei talenti dell'IA, con Shazeer che l'ha definita una decisione difficile.
Il veterano di Google Noam Shazeer, fondatore di Character.AI, passa a OpenAI nell'ultima mossa della guerra dei talenti dell'IA. Shazeer ha annunciato la sua partenza su X, definendola una decisione difficile e lodando il suo team di Google.
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