
Il Messico brilla ad Antalya: Maya d’oro, García d’argento; Taiwan trionfa nel misto
La numero uno mondiale si impone al tie-break contro la colombiana López, mentre García cede solo a Schloesser; la coppia di Taipei ribalta la Danimarca e conquista l’oro a squadre.
La tappa di Antalya della Coppa del Mondo di tiro con l’arco 2026 ha regalato un pomeriggio di consacrazione per l’America Latina, con il doppio podio messicano nell’arco compound che catalizza l’attenzione. La jalisciense Maya, numero uno del ranking mondiale, ha piegato in finale la colombiana Sara López al termine di un duello tesissimo: dopo il 146-146 dei tempi regolamentari, la freccia d’oro ha visto la messicana centrare il 10 contro il 9 dell’avversaria, confermando una giornata in cui aveva già conquistato un argento a squadre e un bronzo nel misto. Poco prima, sul campo maschile, Sebastián García aveva chiuso con l’argento, arrendendosi soltanto all’olandese Mike Schloesser per 149-148 dopo aver eliminato in semifinale il turco Akcaoglu con un percorso netto da 150 punti. Per il Messico si tratta della quinta medaglia in altrettante prove di Coppa del Mondo in questa stagione, un ruolino di marcia che i media messicani celebrano come la conferma di un movimento in piena maturità.
Dall’altra parte del tabellone, l’Asia ha trovato il suo acuto nel mixed team: la coppia di Taipei formata da Chang Cheng-wei e Huang I-jou ha ribaltato una finale che sembrava compromessa contro i danesi Mathias Fullerton e Tanja Gellenthien. Sotto 119-118 dopo tre volée, i taiwanesi hanno inanellato un ultimo parziale perfetto da 40 punti, mentre i rivali europei hanno ceduto con due 9 che hanno spalancato la vittoria per 158-157. Chang ha messo a segno otto 10 consecutivi nell’ultimo round, una freddezza che il tecnico Lin Che-Wei ha definito esemplare. Secondo gli osservatori asiatici, questo successo consolida una traiettoria che negli ultimi anni ha portato Taipei a recitare un ruolo da protagonista nel compound, tradizionalmente dominato da Stati Uniti, Paesi Bassi e Colombia.
L’ottica europea restituisce una fotografia più ambivalente. Mike Schloesser, il “mago” olandese del compound, ha dovuto sudare più del previsto per contenere la rimonta di García, mentre la Danimarca ha visto sfumare l’oro per una manciata di millimetri. L’Italia, grande potenza del recurve ma meno incisiva nel compound, non ha piazzato atleti sul podio di Antalya, un silenzio che non passa inosservato se si guarda al radicamento della disciplina nella Penisola. Analisti di Bruxelles notano come il circuito di Coppa del Mondo, pur restando fuori dal programma olimpico, funzioni da termometro delle gerarchie globali, e la crescente competitività latino-americana – con López sempre a medaglia e i messicani costantemente sul podio – ridefinisce gli equilibri in vista degli appuntamenti iridati.
Adesso lo sguardo corre alla finale di Coppa del Mondo di fine stagione, dove arcieri come Maya e García si presenteranno con il vento in poppa di un ruolino che non ammette passi falsi. Per l’Europa, e per l’Italia in particolare, si profila la sfida di recuperare terreno in una specialità che, benché esclusa dai Giochi, resta un banco di prova tecnico e psicologico decisivo. La tappa turca ha ribadito che il baricentro del tiro con l’arco compound sta virando con decisione verso nuovi orizzonti.
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